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26.01.22 - 21:32
Aggiornamento: 22:18

Usa e Nato offrono ‘una via diplomatica’ alla Russia

Ma il segretario dell’Alleanza atlantica Stoltenberg è fermo: ‘Non tradiremo i nostri principi’. Lavrov: ‘Dall’Occidente solo dichiarazioni isteriche’

Ansa, a cura de laRegione
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Soldati ucraini sulla neve (Keystone)

Dopo settimane di tensioni crescenti, scambi di accuse e di minacce, il confronto tra Russia e Occidente sulla crisi Ucraina prova a imboccare la strada diplomatica, seppure tra mille difficoltà. Gli Stati Uniti e la Nato hanno consegnato questa sera a Mosca le risposte scritte alle proposte russe sulla sicurezza, mentre a Parigi si è tenuto il primo confronto dopo oltre due anni, sebbene solo a livello di consiglieri politici, tra Russia, Ucraina, Francia e Germania, il cosiddetto ’formato Normandia’.

Gli scontri verbali, tuttavia, hanno caratterizzato a lungo anche questa giornata. Gli Stati Uniti, ha detto il vice segretario di Stato Wendy Sherman, pensano che la Russia possa aggredire militarmente l’Ucraina “forse” entro la metà di febbraio, e l’ambasciata americana a Kiev ha esortato i connazionali a “considerare di partire subito” dal Paese.

Cremlino freddo

Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, parlando davanti alla Duma, ha accusato l’Occidente di essere entrato in uno stato di “frenesia militarista", di lasciarsi andare a “dichiarazioni isteriche” e di voler spingere l’Ucraina a un passo falso come un attacco alle regioni orientali controllate da milizie indipendentiste filo-russe per scatenare una guerra. "Siamo pronti a tutto - ha avvertito il capo della diplomazia russa -. Noi non abbiamo mai attaccato nessuno, siamo sempre stati noi ad essere attaccati, e quelli che l’hanno fatto non se la sono cavata”. Mentre il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha respinto le minacce americane di sanzioni dirette al presidente Vladimir Putin affermando che sarebbero “distruttive” per le relazioni tra Mosca e l’Occidente.


Antony Blinken e Serge Lavrov (Keystone)

A cercare di calmare gli animi è intervenuta proprio l’Ucraina, con il ministro degli Esteri Dmytro Kuleba che ha allontanato lo spettro di un’imminente invasione russa. “Il numero di truppe ammassate lungo il confine dell’Ucraina e dei territori occupati è grande", ha detto Kuleba, ma "al momento è insufficiente per un’offensiva su vasta scala lungo l’intero confine”.

Macron chiamerà Putin

Sul piano diplomatico, mentre a Parigi hanno preso il via i colloqui tra i quattro del formato Normandia, e in attesa della telefonata in programma venerdì tra Putin e il presidente francese Macron, la Russia ha finalmente ricevuto le risposte scritte alle sue proposte avanzate il mese scorso. Quelle degli Usa sono state consegnate dall’ambasciatore al ministero degli Esteri a Mosca, quelle del Patto atlantico all’ambasciatore russo a Bruxelles. Nei documenti non c’è ovviamente l’accettazione delle garanzie chieste dalla Russia che l’Ucraina non entrerà mai a far parte della Nato (“Kiev è libera di scegliersi le alleanze”) e di un ritiro delle forze Nato daiPaesi dell’Europa orientale. Ma il segretario di Stato Antony Blinken ha affermato che a Mosca è stato proposto un “serio percorso diplomatico” per risolvere le dispute, che va da “misure che aumentino la fiducia relativa alle esercitazioni e alle manovre militari in Europa” al controllo degli armamenti sulla questione dei missili strategici e le armi nucleari posizionate nel continente.

Dello stesso tenore le dichiarazioni del segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg: l’Alleanza “tende nuovamente la mano a Mosca", ma non tradisce i suoi principi e "si prepara anche al peggio”. Blinken ha anche parlato di un possibile nuovo incontro in tempi brevi con Lavrov. Probabilmente sarà quella la prima occasione per valutare se le risposte del campo occidentale possano aprire la via verso un disgelo.

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