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01.07.19 - 11:200

Sea Watch, equipaggio stretto attorno a Carola

Le scelte della comandante fra sostegno e critiche mentre la questione migranti torna a infiammare la polemica e la politica europea

Tutti con Carola, "capitana coraggiosa". Tutti stretti attorno a lei, anche se fisicamente distanti perché la loro comandante è chiusa in una casa in stato d'arresto. Sul ponte della Sea Watch, che dopo aver forzato il blocco ed aver sbarcato i migranti è tornata al largo di Lampedusa, nessuno mette minimamente in dubbio le scelte fatta dalla capitana, le "uniche possibili se si hanno a cuore la dignità e la vita umana".  E tutti, alle accuse del ministro dell'Interno italiano Matteo Salvini, rispondono come la loro comandante: "non abbiamo letto quello che ha detto il ministro, eravamo occupati a seguire i migranti a bordo".

Chi è Carola Rackete? "La donna più coraggiosa che io abbia mai incontrato in tutta la mia vita" dice Oscar, uno studente berlinese di 26 anni che da due anni è volontario a bordo della Sea Watch. "Siamo tutti orgogliosi di lei, ma siamo anche molto preoccupati per le conseguenze a cui potrà andare incontro. Mi auguro che la giustizia italiana faccia il suo corso, siamo molto fiduciosi". Prima che Carola puntasse su Lampedusa, c'è stato un momento in cui, in mezzo al mare, è rimasta sola con il suo equipaggio, una ventina di persone. E' il momento in cui la capitana ha comunicato la decisione di entrare a tutti i costi. "Era più o meno mezzanotte - racconta ancora Oscar - ci ha riunito e ci ha annunciato che avremmo raggiunto il porto di Lampedusa".

"I nostri ospiti a bordo - sono state le parole di Carola - non possono continuare a stare in queste condizioni, la situazione ci sta sfuggendo di mano. Dopo due settimane di attesa bisogna portare in sicurezza queste persone, che hanno già sofferto troppo e non possono continuare a soffrire". A quel punto la capitana ha impartito gli ordini e ognuno ha preso il proprio posto per la manovra di attracco. Che ha rischiato di trasformarsi in un disastro visto che la collisione con la motovedetta della Gdf è stata evitata di un soffio. Ma anche in questo caso l'equipaggio è tutto con Carola.

"Non volevamo assolutamente fare del male ai finanzieri. La loro imbarcazione all'improvviso si è messa tra noi e la banchina per impedire l'attracco. Io - racconta Oscar - non ho sentito cosa si sono detti il comandante e la Gdf ma so che ci sono state delle incomprensioni. E so che lei ha chiesto aiuto alla Finanza. Posso dire al 100% che Carola non avrebbe mai messo in pericolo la vita dei finanzieri e che non voleva far male a nessuno. Le premeva solo mettere in sicurezza i 40 migranti a bordo".

Una versione ribadita anche da uno degli avvocati della Ong tedesca, Salvatore Tesoriero: "è stata fatta una manovra in condizioni di estrema difficoltà, ma non c'è stato alcun atto criminale né la volontà di speronare la motovedetta o uccidere qualcuno, solo la necessità di portare in salvo persone in condizioni estreme". Piuttosto a bordo sono rimasti "scioccati" dagli insulti e dalle urla rivolte dal molo di Lampedusa alle persone a bordo della nave. Insulti che erano per Carola ma anche per gli altri membri dell'equipaggio e per gli stessi migranti.

E in Europa lo scontro politico s'infiamma

Il giorno dopo la Sea Watch, ancora sbarchi di migranti a Lampedusa, dove la capitana della nave attende di sapere quale sarà la sua sorte, mentre lo scontro sui migranti tra la Francia e la Germania da una parte, e il ministro dell'interno italiano Matteo Salvini dall'altra, è sempre più acceso.

Nell'isola Carola Rackete, la comandante della nave, è ai domiciliari dopo aver violato il divieto di entrare in porto, speronando una motovedetta della Guardia di finanza durante l'attracco. Un arresto criticato dal presidente tedesco, Frank-Walter Steinmeier, che difende la sua connazionale e tuona: "Ci aspettiamo che l'Italia affronti un caso del genere in modo diverso. Coloro che salvano vite umane non possono essere criminali".

Secca la replica del ministro Salvini: "Si occupi di ciò che accade in Germania e inviti i suoi concittadini a evitare di infrangere le leggi italiane, rischiando di uccidere uomini delle Forze dell'Ordine italiane. A processare e mettere in galera i delinquenti ci pensiamo noi".

Scontro analogo con la Francia che - attraverso la portavoce del governo Macron - "si rammarica" che sulla vicenda Sea Watch si "sia arrivati a questa situazione, perché il governo italiano fa purtroppo la scelta di una strategia per rendere isterico" il dibattito su "argomenti chiaramente molto dolorosi". Immediata, anche in questo caso, la replica di Salvini: "Visto che il governo francese è così generoso (almeno a parole) con gli immigrati, indirizzeremo i prossimi eventuali barconi verso Marsiglia".

Soddisfazione dall'Ue, invece, per l'accordo tra i cinque Paesi della Comunità sulla distribuzione dei migranti scesi dalla Sea Watch. "È così che dobbiamo lavorare in Europa", ha detto il vicepresidente della Commissione, Frans Timmermans. Sulla vicenda è intervenuto anche il premier italiano Giuseppe Conte che, pur senza polemizzare direttamente con i colleghi europei, ha definito il braccio di ferro tra la ong e il governo italiano come "un ricatto politico deliberato sulla vita di quaranta persone".

E se la cancelliera tedesca Angela Merkel gli chiederà di Carola Rackete "potrebbe essere l'occasione per chiedere a che punto è la Germania con l'esecuzione della pena dei due manager della Von Thyssen che sono stati condannati in Italia in via definitiva". Ma il flusso di arrivi a Lampedusa è senza sosta. Un barcone è stato segnalato alle centrali operative di Malta e Italia dalla Open Arms, l'imbarcazione della Ong catalana che si trova al largo di Lampedusa. "A bordo ci sono anche 4 bimbi, tre donne incinte e i migranti sono molto disidratati: sono in mare da 3 giorni". Alla richiesta di soccorso ha risposto l'Italia inviando una motovedetta della Guardia di Finanza e recuperando tutti i 55 naufraghi. Poche ore prima era giunto un barchino con a bordo 17 tunisini.

Carola Rackete, intanto, è "molto provata" per quanto accaduto - spiegano i suoi legali -, ma allo stesso tempo "molto forte e lucida" nel rivendicare le sue scelte. Queste ultime restano ancora al centro delle polemiche. La comandante ha spiegato di aver forzato il blocco per uno "stato di necessità", e in particolare per il rischio che i migranti a bordo, prostrati dalla lunga permanenza in mare, potessero compiere gesti autolesionistici, fino al suicidio. Una versione che non convince il ministro dell'Interno: "Ma se nessuno dei 41 immigrati a bordo aveva problemi di salute, di quale necessità parlava?", dice Salvini.

Il capogruppo Pd, Graziano Delrio, che insieme ad altri parlamentari italiani era salito sulla Sea Watch, ha spiegato che dopo il raggiungimento dell'accordo per i ricollocamenti, il ministro dell'Interno non ha dato indicazioni "nonostante avesse annunciato che una volta raggiunta l'intesa avrebbe dato l'ok allo sbarco in 5 minuti. Quindi, a notte fonda la capitana ha deciso di portare l'imbarcazione in porto, c'erano persone con problemi di salute e psicologici. Era una crudeltà inutile".

E dopo il caso Sea Watch il vicepremier italiano Luigi Di Maio ha annunciato una proposta, allo studio dell'M5s, per confiscare le navi che "provocano" il nostro Paese. "Se entri nelle nostre acque violando la legge - spiega - , perdi definitivamente l'imbarcazione, senza attenuanti e multe che incidono ben poco".

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