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05.11.21 - 14:28
Aggiornamento: 16:49

A Como è ricomparso il mondo degli ‘invisibili’

Una quindicina di senzatetto dorme sotto i portici della basilica di viale Varese. Il progetto Emergenza Freddo entra nel vivo

di Marco Marelli
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Avviati vari progetti (archivio Ti-Press)

Chi si era illuso che fossero spariti ecco che quindici ‘invisibili’, senzatetto, sono tornati a materializzarsi sotto i portici della basilica del Crocifisso di viale Varese. È lì che passano la notte e che il mattino ricevono la colazione dai volontari che continuano l’opera di don Roberto Malgesini, il sacerdote degli ultimi ucciso con venticinque coltellate in piazza San Rocco la mattina del 15 settembre dello scorso anno da un 53enne tunisino che nei giorni scorsi in Corte d’Assise è stato condannato all’ergastolo. Insomma, gli ‘invisibili’ a Como ci sono ancora. Non sono spariti, anche se rispetto agli altri anni le persone in strada sono meno. “I numeri sono stabili: qualche senzatetto in più negli ultimi giorni, ma non sono cifre paragonabili con gli anni passati”, commenta Marta Pezzali, presidente di Como Accoglie, l’associazione impegnata nella distribuzione di coperte a coloro passano la notte all’aperto.

Intanto, a Como, è iniziato il progetto Emergenza Freddo, con l’apertura lunedì 1° novembre del dormitorio nell’ex caserma dei carabinieri di via Borgovico, stabile messo a disposizione dall’amministrazione provinciale e gestito dalla fondazione dei padri Somaschi, in quanto quello che avrebbe dovuto realizzare il Comune sembra un capitolo chiuso (e nessuno dice niente). Il 15 novembre nuova apertura, in anticipo di quindici giorni rispetto al passato. La conferma arriva dal direttore della Caritas Roberto Bernasconi: “Dovremmo partire a metà mese, le modalità saranno le stesse dello scorso anno. Anzi, ci saranno più parrocchie. Per quanto riguarda invece lo spazio a San Rocco, al momento la linea è di non attivarlo. Se la situazione lo richiederà, invece, lo apriremo”. A breve ripartirà anche il progetto ‘Betlemme’ coordinato dalla Caritas e destinato alla ‘micro accoglienza’ invernale diffusa in alcune parrocchie e realtà ecclesiali della città. Un’esperienza giudicata molto positiva e che, oltre a Sant’Agata, Tavernola e Sagnino, dovrebbe comprendere altre parrocchie, fino ad arrivare, in totale, a 12 posti (lo scorso anno furono 8). Una sessantina di posti letto sono a disposizione nel dormitorio comunale di via Napoleona.

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