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Economia
18.04.19 - 12:070

Export buono anche se in rallentamento nei primi 3 mesi

Calo nelle esportazioni da gennaio per i settori dei macchinari, dell'elettronica e il settore dei prodotti chimici e farmaceutici. Aumentano le importazioni

Nonostante una pausa in marzo, le esportazioni svizzere si sono mantenute su livelli elevati nel primo trimestre dell'anno, anche se in rallentamento rispetto all'ultima parte del 2018. Le importazioni hanno raggiunto il livello record di 51,2 miliardi di franchi, indica una nota odierna dell'Amministrazione federale delle dogane (AFD).

La bilancia commerciale trimestrale attesta un'eccedenza di 6,2 miliardi. Dopo l'impennata tra ottobre e la fine di dicembre 2018, le esportazioni sono diminuite dello 0,5% nel primo trimestre, precisa l'AFD. Tuttavia, con 57,4 miliardi di franchi si sono mantenute a un livello "molto elevato". In termini reali, ossia tenendo conto dell'inflazione, hanno registrato una contrazione dell'1%.

Le importazioni hanno continuato a crescere, aumentando dell'1% nel periodo in esame. Esse hanno raggiunto i 51,2 miliardi. In termini reali, l'incremento è stato dello 0,7%.

Il calo trimestrale delle esportazioni riflette la contrazione delle forniture di due dei pilastri dell'economia rivolta all'estero, vale a dire il settore dei macchinari e dell'elettronica e il settore dei prodotti chimici e farmaceutici.

Il primo ha subito un calo dell'1,6%, che dal secondo trimestre del 2018 è entrato in una fase di rallentamento. Il secondo, di gran lunga il primo esportatore svizzero, ha registrato una flessione dello 0,8%. Tuttavia, precisa l'AFD, le forniture estere delle industrie chimiche e farmaceutiche hanno continuato ad evolvere a livelli stratosferici. Dopo il crollo dell'ultimo trimestre del 2018, le esportazioni di orologi hanno ripreso a crescere (+0,9%), registrando una nuova impennata in marzo. Secondo la Federazione dell'industria orologiera svizzera (FH), nell'ultimo mese sono aumentati del 4,4%, raggiungendo gli 1,74 miliardi di franchi.

Anche l'export riguardante gli strumenti di precisione è aumentato (+1,6%), confermando il percorso di crescita iniziato all'inizio del 2017, che ha consentito a questo settore di generare non meno di 552 milioni. Per quanto riguarda le altre merci, l'aumento di 236 milioni nella gioielleria ha contribuito ad attenuare il calo delle esportazioni complessive.

Contrazione dell'export 'Swiss made' in Europa verso Iralanda, Paesi Bassi, Francia e Italia 

Dal punto di vista geografico, dall'inizio dell'anno i tre mercati principali per gli esportatori svizzeri hanno accusato un calo della domanda. In qualità di principale partner commerciale della Svizzera, l'Europa ha registrato la maggior contrazione dell'export "Swiss Made" (-1%, pari a 338 milioni), dopo una buona performance nel quarto trimestre 2018 (+7,1%). La flessione osservata nel Vecchio Continente riflette principalmente la diminuzione delle esportazioni verso l'Irlanda (-44%), i Paesi Bassi, la Francia e l'Italia. Anche le spedizioni verso il Nord America sono diminuite (-88 milioni, pari a -1,8%), rimanendo pur sempre ad un livello elevato. Le consegne in Asia hanno mostrato la tendenza opposta. Navigando sull'onda del successo da diversi trimestri, hanno raggiunto un nuovo massimo trimestrale di 13,2 miliardi. Le esportazioni verso Hong Kong sono cresciute di 115 milioni (+7,9%), mentre quelle verso il Giappone hanno superato per la seconda volta i 2 miliardi (+3%).

Sul fronte delle importazioni, tre dei cinque maggiori settori sono cresciuti tra gennaio e la fine di marzo, a cominciare da quello chimico e farmaceutico, seguito da quello dei macchinari ed elettronica, che ha raggiunto un livello record di 8,2 miliardi, e quello dei metalli.

Le importazioni del gruppo Il boom delle importazioni, ripartito per regione, ha preso piede in Asia (+4%) e in Europa (+3%), i due mercati dominanti. Dall'inizio del 2017, il partner asiatico ha dimostrato di essere due volte più vigoroso della sua controparte europea.

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