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Conservatorio della Svizzera italiana, Filippo Fratoni
15.03.22 - 12:09
Aggiornamento: 15:34
a cura de laRegione

La festa della musica del Conservatorio

Si è aperta la prima edizione del Conservatorio in Festival, iniziativa per far conoscere le tante attività dell’istituzione

Con oltre trecento momenti musicali che, durante tutto l’anno, organizza il Conservatorio della Svizzera italiana, perché un festival? Una scorsa al programma: l’apertura, domenica, è stata con il Piccolo concerto della stagione 900presente, poi ieri sera il concerto di canto gregoriano Misericordiam Cantabo diretto da Giovanni Conti, oggi due concerti nell’Aula Magna del conservatorio – Doppio trio alle 19.30 e alle 22 un ‘Late Night Concert’ dedicato al compositore statunitense Morton Feldman – seguiti mercoledì da una serata di Carta bianca agli studenti della scuola universitaria di Musica per concludersi con un fine settimana impegnativo: sabato 19 marzo la giornata porte aperte con incontri e attività per tutte le età e domenica 20 marzo alle 20.30 al Lac di Lugano l’Orchestra sinfonica del conservatorio diretta da Diego Fasolis con musiche di Mozart e Beethoven.

Perché dunque racchiudere queste proposte in Conservatorio in Festival? I motivi sono stati spiegati durante l’inaugurazione di questa prima edizione, in un incontro moderato dall’arpista Elisa Netzer che si è tenuto prima del Piccolo concerto. Da una parte – ne ha parlato la presidente della fondazione Ina Piattini Pelloni – la voglia di celebrare quella che con più che comprensibile retorica possiamo definire la rinascita dopo due anni di pandemia: due anni difficili per tutti, ma che per istituzioni come il conservatorio hanno significato, per i docenti che da "cittadini del mondo" erano abituati a impegni internazionali, un lungo fermo obbligato e per studenti e allievi la rinuncia a poter fare musica insieme, a poter presentare il proprio lavoro a un pubblico, anche a poter fare lezione in presenza. Il Conservatorio della Svizzera italiana ha attraversato tutto questo e adesso che le restrizioni sanitarie lo permettono, prevale «il desiderio e la necessità di riprendere con più forza quello a cui si era dovuto rinunciare o che si era dovuto procrastinare: e quale modo migliore che non organizzare un festival della musica?». Il "duro prezzo pagato dalla musica dal vivo" è stato anche ricordato dal Consigliere di Stato Manuele Bertoli nel breve saluto che, impossibilitato a partecipare, ha inviato definendosi "particolarmente lieto che tutte e tutti voi appassionati di musica possiate tornare a suonare e assaporare eventi musicali in presenza: è importante per curare l’anima e arricchire ulteriormente il panorama culturale del nostro cantone".

Ma Conservatorio in festival ha anche un altro obiettivo: quello di presentare il Conservatorio della Svizzera italiana nella sua ricchezza e complessità, quello che Luca Medici, direttore della Scuola di musica, ha definito «il nostro ecosistema», con i tre dipartimenti (Scuola di musica, Pre-college e Scuola universitaria) e le loro offerte e attività. Questa sarà anche la linea di sviluppo del Conservatorio in festival che, ci ha spiegato Medici, nelle prossime edizioni prevederà anche eventi sul territorio.

Per quanto riguarda il futuro del conservatorio, il vicesindaco di Lugano Roberto Badaracco ha ricordato il progetto di Casa della musica con la cessione da parte della Rsi degli studi di Besso mentre il direttore generale del conservatorio Christoph Brenner ha guardato all’implementazione dell’articolo costituzionale sulla formazione musicale, approvato dieci anni fa. «A livello federale è stato realizzato Gioventù e musica, un programma di animazione musicale che sostiene progetti a tempo determinato ma quando parliamo di formazione musicale dobbiamo pensare a qualcosa di sostenibile nel tempo» ha osservato Brenner, ricordando la sfida si muove sul piano della promozione dei talenti: le scuole di musica svizzere si sono mosse con alcune proposte concrete che si spera saranno accolte dalla Confederazione.

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