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25.03.21 - 18:18

Il settore culturale soffre la mancanza di prospettive

La Taskforce Culture prende posizione sulle ultime non decisioni: servono un approccio differenziato a una tabella di marcia chiara

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Quando torneremo a fare cultura? (Archivio Ti-Press)

“Il disastro cresce di giorno in giorno”: il comunicato stampa della Taskforce Culture, organo che rappresenta le varie associazioni professionali e amatoriali attive in Svizzera, va subito al punto. La situazione per il mondo culturale svizzero è difficile, nonostante il parlamento nell’ultima sessione abbia accolto alcune delle richieste degli operatori: dopo 13 mesi, l’assenza di prospettive concrete è intollerabile, con l’esaurimento delle riserve finanziarie, organizzative e psicologiche.

Come noto, lo scorso 19 marzo il Consiglio federale ha scelto, dato l’aumento di contagi, di non procedere alle riaperture messe in consultazione nei giorni precedenti. In pratica, la sospensione delle attività culturali è prolungata a tempo indeterminato, scrive l’associazione. Le prossime decisioni non saranno prese prima del 14 aprile, il che significa “il prorogarsi dell’impossibilità non solo di lavorare, ma anche di pianificare una ripresa”, dal momento che le manifestazioni culturali necessitano di tempo per essere organizzate. Importanti festival estivi stanno già annunciando la cancellazione.

Certo le eventuali riaperture dipendono dall’evoluzione della pandemia e dall’andamento della campagna vaccinale e fare previsioni è quindi difficile, ma ugualmente sarebbe importante sapere quali manifestazioni potranno tornare ad avere luogo e a quali condizioni. “Qualora non sia possibile per il Consiglio federale esplicitare questi criteri, è indispensabile che entro la fine di marzo venga comunicato fino a quando le manifestazioni di quali dimensioni rimarranno sicuramente vietate”. Altro aspetto importante, adottare un approccio differenziato: non limiti uguali per tutti gli eventi e tutte le infrastrutture, ma che cambino in base alle caratteristiche specifiche.

Prima si è accennato ai festival annullati: le manifestazioni di importanza sovracantonale potrebbe usufruire di un sostegno da parte della Confederazione in caso di annullamento. Si tratta di un nuovo articolo alla legge Covid introdotto durante l’ultima sessione delle Camere federali, a beneficio degli organizzatori di eventi previsti da giugno 2021 e a dicembre 2022 e annullati o posticipati su ordine delle autorità. Una misura accolta positivamente dalla Taskforce Culture, la quale tuttavia evidenzia alcune criticità: manca ancora un’ordinanza di attuazione e la necessità di un’autorizzazione cantonale rischia di portare a disparità di trattamento.

Tra le altre importanti decisioni prese dal parlamento, l’estensione delle indennità di perdita di guadagno (Ipg) anche alle lavoratrici e ai lavoratori dipendenti con contratti di lavoro a progetto che cambiano frequentemente, l’abbassamento della soglia di accesso alle indennità Ipg Corona e l’estensione del periodo massimo di diritto alle indennità di lavoro ridotto. Altri adeguamenti non sono tuttavia stati approvati, come il miglioramento delle condizioni dell’assicurazione disoccupazione per i freelance.

Rimangono poi alcuni vuoti nell’Ordinanza Covid Cultura che sarebbe importante colmare: l’esclusione del settore dell’insegnamento delle discipline artistiche, l’adeguamento degli aiuti d’emergenza di Suisseculture Sociale e il risarcimento del 100 per cento del danno riconosciuto subito da operatrici, operatori e imprese culturali attraverso le indennità IPG cultura e rimozione dei tetti massimi cantonali che sbilanciano la concorrenza.

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