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Archivio Ti-Press
25.05.21 - 17:50
Aggiornamento: 18:25

Covid, il settore culturale è ripartito solo in parte

La Taskforce Culture traccia un bilancio delle prime aperture: fondamentale il mantenimento delle misure di sostegno che sono tuttavia a rischio

A risvegliarsi dal "coma artificiale" sono solo "piccoli segmenti del settore culturale svizzero": la Taskforce Culture – associazione che riunisce le principali realtà professionali e amatoriali – traccia un bilancio delle prime misure di allentamento delle restrizioni anti-pandemia e la situazione rimane ben lontana dalla normalità. "Le attuali condizioni non permettono ancora alla maggior parte degli operatori e delle imprese culturali di organizzare manifestazioni artisticamente e finanziariamente sostenibili" si legge in un comunicato stampa in cui si evidenzia come la ripresa di una certa offerta – letture, piccoli concerti con pubblico seduto, proiezioni cinematografiche e spettacoli – non deve far dimenticare le molte porte ancora chiuse e le difficoltà cui vanno incontro gli organizzatori di questi primi eventi con un numero ridotto di persone.

Per migliorare la situazione sarebbe opportuno tenere conto delle dimensioni della sala, ed eventualmente di altri parametri quali l'impianto di ventilazione, nello stabilire il numero massimo di spettatori; inoltre, il Consiglio federale dovrebbe prendere le prossime decisioni con anticipo, dando così la possibilità agli organizzatori di prepararsi.

Soprattutto, è indispensabile che le misure di sostegno economico proseguano a medio e lungo termine. Cosa non scontata. I Cantoni hanno infatti segnalato che i fondi stanziati per la cultura sono esauriti: il parlamento a breve si riunirà per la sessione estiva con, all'ordine del giorno, anche un aumento del credito quadro per le misure di sostegno alla cultura che si spera venga accolta. Altra incertezza arriva dalla votazione contro la legge Covid-19 su cui si voterà il prossimo 13 giugno: in caso di riuscita, tutti gli aiuti terminerebbero il 25 settembre. "In termini di politica culturale e finanziaria sarebbe estremamente contraddittorio e controproducente tagliare prematuramente questa ancora di salvezza temporanea, respingendo l’aumento del credito o la Legge Covid-19" scrive la Taskforce Culture.

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