Ticino

L'incidente di Gobbi fa discutere anche oltre Gottardo

I media svizzerotedeschi evidenziano il fatto che sia a capo del Dipartimento che ha competenza sulla polizia. Test ‘probatorio’ non sempre necessario

Le risposte all’interpellanza sono attese nella seduta del 15 aprile
(Ti-Press)
21 marzo 2024
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Dopo aver fatto discutere “da Chiasso ad Airolo” – per usare le parole del presidente del Centro Fiorenzo Dadò, che con la sua interpellanza ha reso la vicenda pubblica – l’incidente autostradale che ha coinvolto il consigliere di Stato Norman Gobbi, e il sospetto di un trattamento di favore da parte della polizia cantonale, ha varcato il San Gottardo. A parlare della vicenda sono l’Argauer Zeitung, il Zofinger Tageblatt e il portale d’informazione Nau.ch. Tutte e tre le testate riprendono nel dettaglio le notizie apparse negli scorsi giorni sui media ticinesi. “Un misterioso incidente automobilistico del direttore della polizia ticinese sta destando scalpore: la polizia ha deciso di non fare rapporto?” titola l’Aargauer Zeitung ricordando il ruolo di Gobbi quale direttore del Dipartimento istituzioni. “Norman Gobbi criticato dopo un incidente stradale”, scrive invece Nau.ch che rimarca anche alcuni precedenti “illustri” che hanno riguardato politici ticinesi in passato. Da ritiri della patente per guida in stato di ebrezza a revoche della licenza di condurre per eccessiva velocità.

I sospetti legati al caso di Gobbi, lo ricordiamo, riguardano l’alcoltest effettuato dopo l’incidente avvenuto nella serata tra il 13 e il 14 novembre dello scorso anno che ha coinvolto la sua vettura e quella di un cittadino tedesco. Il consigliere di Stato, interpellato da ‘laRegione’ il 14 marzo, giorno in cui sulle nostre colonne è esploso il caso, aveva ammesso che il primo test effettuato sul posto aveva dato un esito “leggermente superiore al limite” mentre quello successivo, e definitivo, era risultato “nella norma”. Ad alimentare i dubbi c’è anche il rapporto stilato dagli agenti della polizia cantonale arrivati sul posto dopo la chiamata dello stesso Gobbi. Un documento nel quale non viene citato il coinvolgimento del direttore del Dipartimento istituzioni nell’incidente e nei successivi controlli.

La differenza tra test ‘precursore’ ed esame ‘probatorio’

Ma come funziona un test dell’alcol e quando viene fatto? L’Ufficio stampa della polizia cantonale – lo ricordiamo – non ha voluto rispondere alle nostre sollecitazioni al riguardo spiegando che “come da prassi, dato che sulla questione è pendente un atto parlamentare, al momento non ci esprimiamo, nemmeno in termini generali. Le informazioni sulla procedura saranno fornite in sede di risposta da parte delle istanze deputate”. Qualche informazione relativa alla procedura è però nota. Anzitutto, l’etilometro è uno dei pochi esami che le forze dell’ordine possono eseguire anche senza la presenza di indizi (di alcolemia, in questo caso). L’apparecchio presente sulle autovetture della polizia cantonale, quello utilizzato in caso di incidenti o ai posti di blocco, è chiamato ‘precursore’. Quello presente in centrale, che ha anche valore legale e può sostituire il prelievo di sangue, è invece definito ‘probatorio’. Un conducente davanti alla richiesta degli agenti di sottoporsi al test ‘precursore’ può anche rifiutarsi, passando direttamente a quello probatorio. In caso di ulteriore rifiuto si viene puniti con la pena massima.

Ma il test ‘probatorio’ è sempre necessario? Non per forza, dipende dal risultato del test ‘precursore’ e se l’autista accetta o meno l’esito. Con un esito inferiore ai 0,24 milligrammi al litro (mg/L) si è a posto. Con un risultato compreso tra 0,25 e 0,39 si parla di alcolemia lieve. Un caso punito con una multa e un mese di revoca. Se l’utente accetta il risultato e la sanzione, non si rende necessario il test probatorio. In caso contrario il testo ‘probatorio’ (o il prelievo) viene effettuato, di solito in centrale visto che questo apparecchio necessita di essere collegato alla corrente elettrica. Test probatorio che deve però sempre essere effettuato se l’esito del precursore è superiore ai 40 mg/L. In questi casi si parla infatti di alcolemia qualificata. Una situazione punita con una pena detentiva fino a 3 anni o una pena pecuniaria (come un qualsiasi altro reato ai sensi del Codice penale) e una revoca della licenza di condurre di almeno tre mesi.

Differenti test che hanno anche differenti costi. In caso di risultato positivo un testo ‘precursore’ costa all’automobilista circa 30 franchi, quello probatorio invece 100. La spesa per un esame del sangue può arrivare invece fino a 700 franchi.

L’interpellanza di Dadò dovrebbe essere all’ordine del giorno della prossima seduta di Gran Consiglio, in programma il 15 aprile.

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