Ticino

Una fondazione mantello per ‘svecchiare’ la filantropia ticinese

È l'iniziativa promossa da un gruppo di avvocati ed ex politici per facilitare questa attività. ‘Oltre 100 milioni sono fermi’

La sede sarà alla Villa Negroni di Vezia
(Ti-Press)
20 marzo 2024
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Il mondo della filantropia – ovvero l’impegno costante di risorse e denaro a favore del prossimo – in Ticino necessita di una spinta. O meglio, ha bisogno di uno strumento per rendere più facile ed efficiente questo tipo di attività. È questo il pensiero alla base della neocostituita ‘Fondazione mantello Filantropia’ (Fmf) che, come suggerisce il nome, vuole essere il punto di riferimento per tutte le fondazioni e gli enti attivi nel settore. E la necessità di una novità capace di “svecchiare” (per usare un termine dei suoi promotori) il sistema della filantropia nel nostro paese è data dai numeri: si stima che il capitale filantropico in Ticino sia di circa 2,1 miliardi di franchi. Di questi, 110 milioni sono messi a disposizione della società civile ma non possono essere utilizzati e non portano nemmeno introiti allo Stato, visto che si tratta di un capitale non imponibile fiscalmente. «Nel 2022 il Ticino contava 828 fondazioni ed era il sesto cantone per numero rispetto alla popolazione», afferma l’avvocato Maria Galliani, vicepresidente della ‘Fondazione mantello Filantropia’. «Circa 266 di queste hanno però un capitale uguale o inferiore al milione di franchi e sono quindi considerate ‘inattive’ o ‘dormienti’ perché non riescono più a elargire contributi, visto che da statuto possono utilizzare unicamente il reddito degli investimenti del capitale di fondazione. Con un patrimonio limitato – aggiunge Galliani – la resa degli investimenti al giorno d’oggi non permette più di erogare contributi tali da sostenere seri progetti». A ciò, ha ricordato il consiglio della Fmf, si aggiunge il fatto che una fondazione filantropica ha dei costi amministrativi che riducono ulteriormente la capacità di erogare contributi. Uno degli scopi della neocostituita fondazione è infatti proprio quello di mettere a disposizione una struttura che permetta alle fondazioni con un capitale limitato di ridurre i costi amministrativi e aumentare efficacia ed efficienza.

‘L'importanza delle fondazioni cresce sempre di più’

L’esistenza di una fondazione mantello capace di ottimizzare le risorse destinate ad attività filantropiche è una realtà già presente in altri cantoni. «Il mondo delle fondazioni, chiamato anche ‘terzo stato’, è in continua evoluzione. Basti pensare che negli ultimi dieci anni il loro capitale complessivo a livello nazionale è raddoppiato passando da 70 a 140 miliardi di franchi», spiega l’ex consigliere di Stato Luigi Pedrazzini, presidente della ‘Fondazione mantello Filantropia’ che avrà sede alla villa Negroni di Vezia. «Ci è già stato riconosciuto il carattere di pubblica utilità e saremo sottoposti alla vigilanza della competente autorità». E l'importanza del loro ruolo aumenta sempre. «I babyboomer vanno in pensione e molte famiglie sono composte da persone sole. È quindi facile ipotizzare che le eredità lasciate alle fondazioni aumenteranno in futuro».

‘Aprire e chiudere costa denaro’

A guidare la Fondazione Mantello sarà il direttore Giorgio Panzera, da anni attivo professionalmente nel settore. «Vogliamo essere un ‘game changer’, ovvero cambiare un po’ le regole del gioco in questo settore. Oltre la metà delle fondazioni create dal 2010 a oggi – illustra Panzera – sono già state liquidate. Aprire e chiudere in breve tempo ha dei costi, e questi sono sottratti alla filantropia». Ecco quindi la proposta offerta dalla Fmf: costituire enti senza forma giuridica propria (un fondo di dotazione destinato a un unico scopo o una fondazione erogativa dipendente) delegando la gestione e costituendo un comitato direttivo che decide a proposito delle elargizioni; dare mandato per la gestione a più livelli di enti con una forma giuridica propria (una fondazione erogativa indipendente). «Vogliamo soluzioni che rispondano alle esigenze degli attori coinvolti. Al giorno d’oggi si parla di filantropia strategica, ovvero agire in modo da poter raggiungere un impatto». Il settore che maggiormente interessa i filantropi in Ticino è quello del sociale, «ma il sanitario ha avuto una crescita molto importante negli ultimi anni, superando quello della sostenibilità».

‘Parlamento federale un po’ passivo’

Proprio ieri a livello cantonale è stata presentata un’iniziativa cantonale per agevolare l’insediamento di fondazioni in Ticino. «Il parlamento federale è un po’ passivo riguardo alle innovazioni sulla legislazione delle fondazioni», dichiara il segretario della Fondazione, l’avvocato Paolo Bernasconi. Opinione condivisa da Matthias von Orelli, direttore della ‘Fondation des Fondateurs’, ente attivo già da anni oltre Gottardo. «La Confederazione è un po’ attendista. Ma le fondazioni mantello hanno un impatto decisivo sulle attività nel nostro paese».

‘Complementarità con lo Stato, non concorrenza’

A guardare con interesse le attività della Fmf è anche il Cantone. «Siamo d’accordo sul fatto che questo può essere un punto di svolta per la filantropia in Ticino», sostiene Stefano Rizzi, direttore della Divisione dell’economia. «È importante che ci sia una logica di complementarità tra filantropia e fondazioni, non di concorrenza». Sulla stessa lunghezza d'onda anche Franco Citterio, direttore dell'Associazione bancaria ticinese, «mondo bancario e filantropia sono molto legate. È un partner affidabile per le banche e un valore aggiunto per i loro clienti il fare del bene ha bisogno dei giusti strumenti».

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