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Nomine pp, Bernasconi: ‘Se Camponovo e Losa, sarà ricorso al Tf’

L'avvocato già autore di una lettera con altri nove ex procuratori, informa di essere pronto a ricorrere nel caso in cui il Gran Consiglio oggi dicesse sì

Verso Mon Repos
(Ti-Press)
11 marzo 2024
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A poche ore dall'inizio della sessione di Gran Consiglio nella quale il legislativo cantonale affronterà il dossier delle nomine in Procura, vale a dire chi andrà a sostituire le procuratrici pubbliche partenti per fine aprile Marisa Alfier e Pamela Pedretti, l'escalation non accenna a fermarsi.

Dopo le polemiche degli scorsi giorni per la decisione della commissione parlamentare ‘Giustizia e diritti’ di suggerire al parlamento, autorità di nomina, i nomi di Alvaro Camponovo (area Lega) e Luca Losa (area Ps), si sale ancora di livello. L'avvocato Paolo Bernasconi – già autore assieme ad altri nove ex pp di una lettera nei giorni scorsi in cui chiedeva che l'elezione dei due nuovi pp avvenisse solo con criteri di idoneità ed esperienza –, come appreso da ‘laRegione’, “per sé personalmente e per altri giuristi indignati dal mancato rispetto delle procedure, preannuncia l'introduzione di un ricorso al Tribunale federale contro l'eventuale elezione da parte del Gran Consiglio dei due candidati prescelti da parte della commissione”.

E l'avvocato Bernasconi ne spiega anche i motivi. “A garanzia del buon funzionamento del sistema di elezione, in particolare, dei candidati alla funzione di procuratore pubblico – premette Bernasconi –, il Gran Consiglio ha rettamente previsto di affidare a una commissione cantonale di selezione la verifica delle qualità personali e professionali dei candidati. I due candidati che sono stati proposti dalla commissione granconsiliare ‘Giustizia e diritti’ sono stati giudicati idonei da parte della suddetta commissione, ma la procedura di selezione è stata giuridicamente viziata per i due motivi seguenti”.

Le motivazioni

Quindi ecco i motivi. Il primo: “Perlomeno due dei membri della suddetta commissione di selezione si sarebbero dovuti ricusare per interessi e relazioni personali collegati ai due candidati prescelti”, scrive Bernasconi. E il secondo arriva a ruota: “La qualifica di idoneità formulata da parte della suddetta commissione ha tenuto conto di elementi estranei alla sua competenza, ossia la ripartizione fra partiti politici, così come confermato pubblicamente in un’intervista da parte del membro della commissione (di esperti indipendenti, ndr) Mauro Dell’Ambrogio”, rilasciata a ‘Liscio e macchiato’. Interpretazione un po' estensiva di quanto effettivamente dichiarato da Dell'Ambrogio.

Sia come sia, per Bernasconi “queste due carenze e irregolarità procedurali permettono di fondare un ricorso al Tribunale federale facendo valere due diritti previsti dalla Costituzione federale svizzera e precisamente: A. Il divieto di arbitrio previsto dall'articolo 9 della Costituzione federale; B. La garanzia della verifica giudiziaria prevista dall’articolo 29a della Costituzione federale”.

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