laRegione
25.11.22 - 20:24
Aggiornamento: 26.11.22 - 00:32

‘Polizia unica? Sfruttiamo le potenzialità del sistema attuale’

Fsfp in assemblea. E sul delicato e controverso dossier si attende che la politica decida.‘Venga però sentita anche la nostra Federazione’

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La Centrale comune d’allarme, Cecal (Ti-Press)

Seppur tornato politicamente di attualità, il tema polizia unica non è all’ordine del giorno. A richiamarlo, nel corso l’assemblea della sezione ticinese della Federazione svizzera funzionari di polizia (Fsfp) tenutasi nel pomeriggio a Locarno, ci pensa Michele Sussigan, commissario capo della Cantonale, contrario alla proposta di dar vita a un solo corpo di polizia in Ticino. «Ho letto, come tanti di voi avranno letto, la presa di posizione dell’Associazione delle polizie comunali», dice il già presidente della Fsfp, riferendosi al recentissimo comunicato nel quale l’Apcti ribadisce il proprio no all’istituzione di una sola polizia. Una presa di posizione, quella dell’Associazione delle polcom, che «condivido, in particolare sono d’accordo sulla pretestuosità degli argomenti sollevati da chi sostiene l’idea di polizia unica», precisa Sussigan avvicinato dalla ‘Regione’.

Alla Federazione sono iscritti agenti sia della Polcantonale che delle Comunali. A Locarno è presente anche il segretario generale a livello nazionale della Fsfp Max Hofmann. Il quale sullo scenario polizia unica ci dichiara: «Personalmente ritengo che prima di compiere un simile passo, bisogna sfruttare tutte le potenzialità offerte dal vigente sistema, allo scopo di ottenere il miglior apparato pubblico di sicurezza». Non si sbilancia neppure il comandante della Polizia cantonale, ospite dell’assemblea. «In Ticino a livello di forze di polizia qualcosa si può comunque mettere a posto sul piano organizzativo – afferma Matteo Cocchi parlando alla sala –. Aspettiamo che la politica decida». Per ora c’è la bozza di rapporto stilata dal deputato liberale radicale Giorgio Galusero favorevole all’iniziativa del socialista Raoul Ghisletta che, firmata da altri sedici granconsiglieri di partiti diversi, propone un solo corpo di polizia, ovvero la Polizia cantonale. Galusero ha nel frattempo trasmesso il progetto di rapporto ai colleghi della commissione parlamentare ‘Giustizia e diritti’. Si attende il verdetto di quest’ultima. Di certo il dibattito non mancherà. Con l’auspicio di Sussigan che anche la Fsfp «venga sentita» sul delicato e controverso dossier.

Bodino: è necessario garantire una Gendarmeria numericamente forte

Tornando all’assemblea, vari sono gli aspetti che il presidente della sezione ticinese della Federazione svizzera funzionari di polizia Ivano Bodino affronta nella relazione. Come quello della Gendarmeria della Polcantonale. «Una Gendarmeria, e con Gendarmeria intendo i cinque reparti operativi, che si impoverisce di unità», rileva Bodino. Preoccupa, aggiunge, «l’assottigliarsi delle fila di agenti di polizia in Gendarmeria». Questa «è il bacino cui attinge tutta la polizia, ed è corretto che sia così»: è però necessario «mantenere un’integrità numerica per poter soddisfare le diverse esigenze di tutti». E osserva: «Mi permetto di dire che l’impoverimento numerico di personale, per chi è chiamato a dare un servizio importante come il nostro, visti anche i presupposti futuri, di solito non è mai vincente. Dopo gli anni di Covid le attività criminali, anche quelle più comuni e semplici, sono in fase di ripresa, e già lo si nota». Non solo. «L’instabilità economica e le guerre in essere causeranno probabilmente ulteriori problemi da gestire: povertà, migrazione, sfruttamento delle debolezze altrui – sottolinea il presidente della Fsfp –. L’economia arrancante sta indebolendo il tessuto sociale soprattutto per quanto riguarda i pilastri della previdenza, con conseguenze da non trascurare. Con questi presupposti ribadisco l’assoluta necessità di garantire una Gendarmeria numericamente forte per far fronte alle sfide future».

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