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14.09.22 - 05:10
Aggiornamento: 15:57

Settore del gaming, il governo: ‘In Ticino il terreno è fertile’

Il Consiglio di Stato risponde all’interrogazione di Speziali (Plr): ‘Potrebbe presentare presupposti favorevoli per essere un’opportunità di crescita’

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Keystone
Videogiochi, ma non solo

"Il mondo del gaming, per sue determinate caratteristiche, potrebbe presentare dei presupposti favorevoli per inserirsi quale nuova opportunità di crescita qualitativa per il cantone, a condizione di potersi sviluppare sulla base di un nucleo forte di aziende e su comprovate competenze presso gli istituti universitari". E ancora: "Questi due elementi rappresentano infatti la premessa indispensabile della politica dell’innovazione perseguita dal Canton Ticino, volta proprio a promuovere una virtuosa collaborazione tra ente pubblico, istituti universitari e imprese con l’obiettivo di consolidare la competitività delle aziende già presenti sul territorio e attrarre importanti investimenti in ricerca e sviluppo da parte di imprese internazionali".

È una premessa che sa di porta aperta quella che il Consiglio di Stato fa nel rispondere all’interrogazione del deputato e presidente cantonale del Plr Alessandro Speziali. Interrogazione che chiedeva al governo, appunto, quali fossero i margini per lo sviluppo del mondo del gaming in Ticino, definito "una grande opportunità di innovazione". Parere sposato dall’Esecutivo nella sua risposta, nella quale mette nero su bianco che "è ferma convinzione del Consiglio di Stato sostenere in maniera mirata – in particolare in quegli ambiti maggiormente promettenti per il futuro – la formazione, la ricerca e l’innovazione quali capisaldi di una politica di sviluppo economico oculata e lungimirante".

Speziali: ‘Non parliamo di Super Mario, ma di posti di lavoro’

Il ‘gaming’, chi è costui? Lo scorso inverno aveva provocato qualche battutaccia e qualche sorriso l’interrogazione di Speziali che, qualche tempo dopo, interpellato sul tema da ‘laRegione’, aveva ricordato testuale come sia un settore "che non è Super Mario Bros, ma che ha a che fare con simulatori, realtà aumentata, tecnologia, innovazione, informatica, scuola, start up. Chi sghignazza guardi gli istogrammi dei fatturati, e consideri che sono posti di lavoro ad alto valore aggiunto, che si tratta di competenze e aziende che se arrivano o nascono in Ticino contribuiscono all’indotto, alle casse pubbliche e non poco. Se si guarda solo all’economia del Ventesimo secolo non si va da nessuna parte".

Il governo: ‘Un settore già presente alla Supsi’

Quello del ‘gaming’, osserva il Consiglio di Stato, in Ticino, "sebbene non esistano numeri dedicati", è un settore ben presente: "In particolare va segnalata l’organizzazione – da parte del Dipartimento tecnologie innovative della Supsi, in collaborazione con Ated Ict Ticino e Swiss game developers – della Global game jam, il più grande evento mondiale dedicato allo sviluppo dei videogiochi svoltosi a inizio 2022 in Ticino". Questo evento, scrive il governo, "conferma che quello dei videogiochi è un settore in espansione anche in Ticino". Il gaming, "per le sue forti componenti legate alla creatività e alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione offre interessanti prospettive". Con la speranza che arrivino in Ticino in grado di stimolare gli enti già presenti in ambito digitale, come ad esempio l’Istituto Dalle Molle? "Certamente", risponde il Consiglio di Stato. Aggiungendo che "la strategia cantonale di sviluppo economico punta con decisione sull’innovazione".

In questo particolare ambito, "il Cantone mira a rafforzare innanzitutto le condizioni quadro, con l’obiettivo di creare un ecosistema particolarmente favorevole alla nascita e alla crescita di attività innovative. Inoltre – si legge ancora nella risposta governativa a Speziali – tramite la Legge sull’innovazione economica, vengono sostenute direttamente iniziative imprenditoriali innovative, attraverso una serie di misure che favoriscono in particolare gli investimenti e i progetti di ricerca applicata". E "anche sul piano fiscale sono state introdotte misure per favorire le aziende che realizzano attività di ricerca e sviluppo, che generano proventi da brevetti e per chi investe nelle start up". Senza dimenticare, rileva ancora il governo, "che favoriamo l’arrivo di nuovi insediamenti con l’agenzia di marketing territoriale Greater Zürich Area".

Insomma, "in Ticino esistono già delle competenze tecnico/accademiche tra Usi e Supsi e il terreno è potenzialmente fertile. Manca ancora un interesse concreto da parte di aziende di riconosciuto livello internazionale che possano stimolare e velocizzare lo sviluppo del settore".

Con un occhio al futuro, vale a dire allo Switzerland innovation park Ticino che "è parte integrante della politica dell’innovazione perseguita dal Canton Ticino, volta a promuovere una virtuosa collaborazione tra ente pubblico, istituti universitari e imprese con l’obiettivo di consolidare la competitività delle imprese già presenti sul territorio e attrarre importanti investimenti in ricerca e sviluppo da parte di imprese internazionali". Ciò detto, "appare ancora prematuro – seppur potenzialmente interessante – un inserimento del settore gaming all’interno dell’offerta attuale". Anche se, ribadisce il Consiglio di Stato, "gli attori del sistema regionale dell’innovazione continueranno a stimolare ogni possibilità di crescita offerta dai vari settori, compreso quello del gaming, pronti a coglierne tutte le potenzialità non appena queste si saranno consolidate".

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