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09.09.22 - 13:40
Aggiornamento: 17:35

Confronto Dt-Ufam sul lupo, il Ticino reclama modifiche di legge

L’incontro di ieri a Bellinzona ha portato all’attenzione delle autorità federali le preoccupazioni degli agricoltori di fronte alle aumentate predazioni

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Foto: Dipartimento del territorio

Il dossier ‘lupo’ torna sul tavolo delle autorità. Infatti di grandi predatori, della loro gestione e delle conseguenze della loro presenza in Ticino si è discusso durante l’incontro, tenutosi ieri a Bellinzona, fra il Dipartimento del territorio (Dt) e l’Ufficio federale dell’ambiente (Ufam), convocato nell’ambito del dialogo intrapreso nelle scorse settimane tra autorità cantonali e federali. In particolare è stata illustrata l’attuale e delicata situazione in cui versano gli allevatori e agricoltori di montagna. Durante la riunione è stato fornito un aggiornamento relativo al numero delle predazioni, in sensibile aumento a partire da fine giugno di quest’anno, e alla distribuzione territoriale dei lupi in funzione dei dati raccolti fino ad ora.

Le autorità cantonali, oltre a descrivere alcuni casi singoli, hanno pure riportato le preoccupazioni espresse dagli allevatori durante i recenti incontri.

Valle Onsernone, nessun abbattimento selettivo

Per quanto concerne la regolazione del branco di lupi presente in Valle Onsernone, l’Ufam ha confermato che, in base alla legge federale attualmente in vigore, non è possibile entrare nel merito di una decisione di abbattimento selettivo, non essendo accertata una riproduzione per quest’anno. La visita in Ticino dell’Ufam è stata anche l’occasione per prendere visione direttamente sul terreno delle difficoltà oggettive riconducibili alla morfologia del territorio. Aspetti che condizionano la gestione del grande predatore e l’applicazione delle misure di protezione riconosciute e richieste a livello federale.

Zali: ‘Bisogna cambiare paradigma’

L’incontro di ieri fa seguito alla segnalazione del marcato aumento, durante l’estate, delle predazioni a opera del lupo in Ticino, indirizzata all’Ufam il 31 agosto scorso con una lettera del Consiglio di Stato, voluta dal direttore del Dt Claudio Zali. Tale tendenza all’aumento delle predazioni, per il Dt, "esige un cambio di paradigma volto a una semplificazione e velocizzazione delle regole di gestione del lupo, compreso l’abbattimento laddove necessario, nonché un miglioramento e aiuto alle pratiche di gestione e protezione delle greggi". Nel quadro delle discussioni a livello federale, il Canton Ticino reclama una modifica del quadro legislativo vigente, finalizzata a semplificarne le regole e a snellire le procedure amministrative.

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