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13.05.22 - 09:53
Aggiornamento: 15:19

L’Mps ‘corteggia’ i Verdi: ‘Lista comune per le Cantonali’

In una lettera resa pubblica, il coordinamento cantonale del Movimento per il Socialismo chiede un incontro per verificare la possibilità di un’alleanza

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Una lista comune Movimento per il Socialismo (Mps) - Verdi per il Consiglio di Stato e il Gran Consiglio alle prossime elezioni cantonali. È questa la proposta avanzata dallo stesso Mps in una lettera, a firma di Matteo Pronzini, Simona Arigoni, Luca Torti, agli organi direttivi dei Verdi del Ticino in cui si chiede un incontro per verificare la possibilità di un tale accordo.

Tra i motivi che possono unire le due forze in un’alleanza, Mps cita in particolare "una politica di opposizione alle politiche ambientali e sociali del governo", la necessità di una svolta radicale dal punto di vista ambientale e il sostegno alle rivendicazioni dei movimenti ambientalisti"

Come evidenziato nella lettera, l’Mps cerca da una parte di analizzare quali forze politiche abbiano avuto un orientamento che, per vicinanza, farebbe apparire come politicamente coerente un’alleanza. Dall’altra, guardando avanti, invece, partendo da "temi importanti", di capire "quali possano essere elementi di analisi e di intervento condivisi e, ancora una volta, tali da rendere coerente un’alleanza elettorale". Infine, lo sguardo si focalizza, "qualora ne esistano", su "esperienze già vissute di alleanze elettorali e del loro bilancio".

In dettaglio, tenendo conto di questi aspetti, così l’Mps riassume gli elementi che potrebbero accomunare il partito ai Verdi in un’alleanza elettorale: entrambi i partiti "sono e vengono percepiti come una forza politica di opposizione". Ciò in virtù del fatto, secondo il coordinamento cantonale Mps, che i Verdi si sono trovati a votare contro il governo su questioni "centrali", fra le quali vengono citati il voto su Preventivi e Consuntivi del Cantone come "atti riassuntivi fondamentali – di impostazione e di bilancio – della politica del governo".

In secondo luogo, secondo l’Mps, c’è la considerazione che anche i Verdi "pensano che la formulazione di una politica di opposizione non possa e non debba essere dipendente dalla presenza istituzionale, persino in un esecutivo", e dunque "si tratta di difendere le stesse opzioni di fondo anche all’interno di compagini governative nelle quali si è in posizione minoritaria". Simili sono anche le vedute critiche sull’impostazione politica del governo e sulle sue scelte: se, sostengono i firmatari, i Verdi contestano soprattutto "la mancanza di un’impostazione e di priorità" nei confronti della realizzazione della transizione ecologica, l’Mps, proprio per favorire questa transizione, difende una prospettiva eco-socialista che mette l’accento sulla necessità di una rottura radicale con il capitalismo e il suo ordinamento. "Strategie diverse, ma che muovono nella direzione della costruzione di un nuovo paradigma sociale, integralmente diverso da quello nel quale viviamo", recita ancora la lettera.

Importanti anche, per il Movimento per il Socialismo, l’importanza data da entrambi i partiti alla mobilitazione sociale accanto alla presenza istituzionale, così come lo sviluppo anche da parte dell’Mps, come per i Verdi, di "esperienze estremamente positive sia a livello istituzionale che sul terreno": l’iniziativa "Basta con il dumping" e il sostegno, unico fra i partiti, dei Verdi; l’azione comune a Bellinzona, con l’alleanza elettorale che ha portato al 10% dei consensi e alla presenza di sei consigliere e consiglieri comunali, un gruppo che "riesce a dare profilo all’opposizione alla politica del Municipio e a formulare anche proposte concrete e alternative"; ancora, la campagna contro il Pse animata a Lugano con "un lavoro unitario produttivo che ha permesso, visti gli schieramenti politici, di ottenere, malgrado la sconfitta, un ottimo risultato". Non manca, infine, la stretta attualità, con la constatazione che i Verdi e l’Mps sono le uniche forze attive sul terreno nel comitato ticinese contro la guerra in Ucraina e svolgono "un intenso lavoro di solidarietà con il popolo ucraino", condividendo "una netta opposizione alle politiche di riarmo nazionali e internazionali".

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