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28.12.20 - 05:55
Aggiornamento: 16:01

Si ammala lavorando: niente gratifica

Dal premio straordinario dell'Eoc sono stati esclusi i collaboratori assenti per più di 20 giorni durante la prima ondata

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Cinquecento franchi per tutti? Non proprio. Dopo l'annuncio di una gratifica straordinaria di 500 franchi per i dipendenti da parte dell’Ente ospedaliero cantonale (Eoc), ecco qualche malumore. Alcune persone si sono viste infatti estromesse dal premio. Esclusi infatti coloro che hanno maturato un certo numero di assenze durante la prima ondata o che si trovano attualmente in pensione. «È un'enorme ingiustizia», afferma un assistente di cure. «Una mia collega infermiera ha lavorato in un ospedale Covid a inizio pandemia, quando scarseggiava il materiale e il rischio di contagio era quindi maggiore. Infatti si è ammalata, con un decorso spiacevole in ospedale, ma una volta guarita è tornata al lavoro. Penso che anche lei si meriti un riconoscimento».

“Il premio speciale è stato attribuito ai quei collaboratori che durante la prima ondata pandemica sono stati in grado di fornire un contributo straordinario nel momento di massima necessità”, spiega l’Eoc da noi contattato. “La direzione ha stabilito che fossero esclusi dall’attribuzione del contributo supplementare, oltre ai quadri e figure con livelli salariali analoghi, anche i collaboratori che dal 1° marzo al 30 aprile hanno cumulato più di 20 giorni di assenza, rispettivamente 90 giorni dal 1° marzo al 31 ottobre per malattia/infortunio, congedo pagato o non pagato, sulla base di una verifica nominativa delegata agli istituti di appartenenza. Come pure i collaboratori che dal 1° marzo al 30 aprile hanno cumulato più di 20 giorni di assenza quali persone a rischio”. 

Riguardo a queste clausole i sindacati Vpod Ticino e Ocst storcono il naso: «Ci sembrano molto restrittive perché non danno la possibilità di verificare alcuni casi particolari», ci spiega il sindacalista del Vpod Fausto Calabretta. «Abbiamo chiesto ai dipendenti di fornirci la loro situazione individuale per valutare meglio la correttezza di alcune estromissioni dal premio».

L’Ente spiega: “Gli esclusi per assenza rappresentano circa il 10% della forza lavoro in Eoc, a tutti è stato corrisposto lo stipendio integrale. La scelta della direzione è dettata dalla volontà di riconoscere l’effettivo contributo che i collaboratori sono stati in grado di fornire ‘al fronte’ durante il momento di massimo sforzo”. «Si sono sacrificati tutti», ricorda però l’assistente di cure. «Il personale scarseggia e tanti collaboratori hanno dovuto interrompere la quarantena e venire al lavoro», e racconta: «Una mia collega, in quanto immunosoppressa, è stata costretta, a inizio pandemia, a stare a casa. Ora però questo fattore di rischio non è più sufficiente per poter stare a domicilio e sta lavorando. Magari non si è sacrificata quanto altri durante la prima ondata, ma ora invece sì. Trovo che si meriti anche lei il premio». E conclude: «Io ho potuto ricevere il bonus, ma non nego un certo disagio nei confronti di colleghi che ne sono stati esonerati».

Sulla scia delle segnalazioni i sindacati Vpod Ticino e Ocst hanno inoltrato negli scorsi giorni una lettera congiunta alla direzione generale dell’Ente, nella quale chiedono un incontro con la direzione e di rivedere i criteri utilizzati per ricevere o no la gratifica, questo per valutare meglio alcuni casi particolari che sono stati descritti nella missiva. 

Fra i casi particolari anche coloro che sono andati in pensione o in pre–pensionamento. «Non essendo più registrati come dipendenti, non hanno ricevuto il premio. Questo nonostante si siano dati da fare durante la prima ondata», ricorda Calabretta. «Va rispettato lo spirito di solidarietà di questa gratifica, cioè premiare chi ha lavorato», conclude. 

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