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24.11.20 - 18:04

La spinta del parlamento al completamento di AlpTransit

Sì unanime alla mozione di Pini (Plr) che chiede uno studio sui rischi per il Ticino se l'opera non venisse terminata. Al governo l'invito di attivarsi a Berna

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Ti-Press

AlpTransit deve essere completata a sud di Lugano e con l'aggiramento di Biasca e Bellinzona. E il Consiglio di Stato deve attivarsi perché questo completamento avvenga il prima possibile. Lo sostiene - e non è la prima volta - il Gran Consiglio, che dando il proprio sostegno unanime al rapporto commissionale di Samantha Bourgoin (Verdi) chiede al governo, parole della relatrice, «di partecipare con decisione alla consultazione federale sulla Mobilità e territorio 2050 e di commissionare uno studio strategico sul completamento di AlpTransit».

Richieste per Bourgoin «fondamentali» perché «tra poche settimane vedremo l'entrata in funzione della Galleria di base del Monte Ceneri, e se non si fosse pensato strategicamente oltre 30 anni fa, oggi non potremmo parlare della possibilità di completare questa grandiosa opera». La preoccupazione è che «l'approccio del governo non sia sufficientemente proattivo, il rischio è di slittare alle calende greche e che si condizioni la progettazione, realizzazione e finanziamento di questo completamento». Il problema è, però, che le opere in questione vengono considerate una priorità secondaria dalla Confederazione, e il finanziamento sarà oggetto di una futura fase di ampliamento. La cui pianificazione avrà inizio già nel 2021.

Per questo il liberale radicale Nicola Pini, che ha ripreso la mozione firmata dall'allora granconsigliere Alex Farinelli assieme a tutti i capigruppo, richiama al bisogno che «anche in questo periodo complesso la politica continui a pensare al domani e al dopodomani. Questo studio che valuta i rischi del non completamento della struttura sarà una freccia in più nell'arco del Ticino per sensibilizzare Berna».

Sostegno unanime dal Gran Consiglio

Gli fa eco Sebastiano Gaffuri, sempre Plr: «In ambito infrastrutturale è notoria la difficoltà ad accedere ai fondi della Confederazione, la concorrenza tra cantoni è forte ed è indispensabile che il Ticino sviluppi una strategia credibile e condivisibile». Il sostegno arriva anche dalla Lega, che con Amanda Rückert ricorda che «l'utilità reale di AlpTransit senza completamento è impossibile, occorre percorrere tutte le vie possibili perché non resti l'ultimo fanalino di coda del raccordo commerciale che unisce Rotterdam a Genova». Il popolare democratico Fabio Battaglioni fa presente che «questo parlamento ha già chiesto più volte la realizzazione totale dell'opera, permettere che non venga completata ancora per decenni significa danneggiare l'ambiente, ostacolare la mobilità e fare un cattivo servizio all'economia».

Il fatto che, al momento, AlpTransit sia un'opera incompiuta per Henrik Bang (Ps) «si deve al compromesso degli anni '90, che ha visto dare la precedenza agli investimenti per le gallerie di base e poi a tutto il resto. Allungare la scadenza al 2040/2050 è inaccettabile con i problemi di traffico presenti nel Sottoceneri: da noi socialisti ci sarà sempre un incondizionato appoggio a tutte le iniziative che possono portare al completamento a sud di Lugano e all'aggiramento di Biasca e Bellinzona». Prima del sì unanime del parlamento alle richieste della mozione, l'appello di due deputati della Riviera. Sem Genini (Lega) e Claudio Isabella (Ppd) fanno presente che «sono opere fondamentali per il nostro territorio: la realizzazione totale deve essere rispettata».

 

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