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21.10.21 - 05:30
Aggiornamento: 07:30

Nel mutare dei gusti dei turisti le cifre volano

Alberghi e campeggi momò segnano nei pernottamenti un più su due cifre. Pagano i nuovi investimenti e la variegata offerta già presente

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Nadia Fontana Lupi (Ti-Press)

Dal Risorgimento, incarnato nell’anno 2019, si è passati, con il 2021, in quella che può essere definita una nuova era, fatta di un turismo dai mutati gusti d’acquisto e di fruizione, e condizionati, probabilmente, non solo dalla pandemia. Se i risultati relativi ai pernottamenti stagionali estivi nel Mendrisiotto non possono, dunque, che rallegrare, Nadia Fontana-Lupi, direttrice dell’Organizzazione turistica regionale (Otr), resta con i piedi ben ancorati per terra: «In generale i nostri risultati – ci spiega – sono in linea con quelli cantonali: abbiamo registrato più svizzeri, molti ticinesi, e molti più germanici, mentre, rispetto ai trend degli ultimi anni, sono stati meno gli italiani. Se, infatti, il secondo nostro pubblico era sempre stato l’italiano oggi è quello germanico. Contestualmente alle limitazioni legate al Covid-19 bassi sono i numeri di persone con Paesi d’origine quali Cina, India, Stati Uniti ed Emirati arabi. Confermo perciò che siamo un po’ lo specchietto dell’intero Ticino».

Cifre quindi positive e importanti per quanto attiene ai pernottamenti tanto che gli aumenti sono stati consistenti, a paragone con il 2020, il 2019 e il 2018: «Se, infatti, tre anni fa eravamo ancora in linea con lo sviluppo degli anni precedenti, è solo con il 2019, andato molto bene, che abbiamo percepito un ‘risorgimento’ del nostro turismo, tanto che qualcosa sembrava stesse cambiando. Poi è arrivato il 2020, un anno del tutto particolare, lo definirei l’anno zero. Seppur però con le relative chiusure, i distanziamenti, le restrizioni, si è rivelato positivo» ripercorre i diversi vissuti turistici la responsabile. Fino al 2021... «Che è figlio della nuova abitudine, della nuova era che considera il viaggiare in modo diverso, virus a parte». Oggi, infatti, sono molti i parametri a cui si deve far riferimento: la sostenibilità, per cominciare: «Possiamo dire che se da una parte stiamo vivendo una situazione ‘dopata’ dall’emergenza sanitaria, dall’altra chi studia i comportamenti di acquisto e i sentimenti della gente sulla spendibilità di una vacanza, oltre a evidenziare i rischi di questo senso di insicurezza presente, pone l’accento sul tema dell’ecoturismo, dell’utilizzo quindi dell’aereo, comportamenti che cioè influenzano tante cose. Un momento transitorio? Difficile sapere adesso se continueremo con segno positivo o se, sconfitto il Covid, torneremo al modello del 2019». La gente, insomma, è arrivata, e a frotte, consumando in pernottamenti e attività di vario genere, di cui il Mendrisiotto è sempre più ricco: «Il Museo dei fossili di Meride, per esempio, ha avuto un risultato ‘super mega brillante’, il Parco archeologico di Tremona ha raddoppiato le visite rispetto allo scorso anno, i nostri sentieri sono stati sempre molto frequentati e l’attenzione è stata alta. Molti anche i locali che hanno riscoperto il piacere del proprio territorio, oppure gente che è venuta qui per una determinata offerta, vedremo se il trend sarà confermato o se, diversamente, si tramuterà in un fuoco di paglia».


Fra lago e montagna (Ti-Press)

Pare però che ci siano già tutti i presupposti per fare bene anche in futuro: «L’apertura in collaborazione con la Fondazione Monte Generoso alla Bellavista della casetta ecologica ha riscosso un grandissimo successo, sono state pochissime le notti in cui non è stata occupata, un pubblico legato alla natura, alla volontà di ritrovare se stessi. Come grandissimo è stato il successo dei tre campeggi che ci sono a lago e sul San Giorgio, cifre che abbiamo visto rarissimamente».

Dall’albergo diffuso al B&B

L’inaugurazione di nuove strutture ricettive, come l’albergo diffuso in Valle di Muggio, mostrano, quindi, che la direzione è quella giusta: «Con la necessaria ricerca di sinergie, non si è fatto niente di grandioso. I segnali positivi sono semplicemente il risultato dell’utilizzo delle opportunità di soggiorno che già c’erano e che si sono create più recentemente – non manca di annotare Nadia Fontana-Lupi –. Pensiamo al Bed & Breakfast di Muggio, Chiarina, all’albergo Conca Bella di Vacallo nella sua azzeccata scelta di riposizionamento. Se, perciò, nel complesso della statistica stagionale c’è un imprescindibile discorso legato al coronavirus, che ci porta a essere prudenzialmente contenti, lo siamo anche perché non sappiamo ancora come è cambiata la richiesta del mercato. Ciò che ci rende ottimisti è che vi sono segnali dal territorio, perché al di là del risultato, il territorio sta dimostrando di credere in se stesso, e ciò attraverso preziosi imprenditori che hanno scommesso sul Mendrisiotto». Numeri? L’Hotel Coronado di Mendrisio, anch’esso coraggiosamente riposizionatosi dopo un trascorso soprattutto congressuale, ha raccolto un risultato eccezionale: unico 4 stelle momò fra gennaio e settembre è cresciuto più del 50% rispetto al 2020 e più del 50% rispetto al 2018. Gli alberghi 0-3 stelle hanno portato a casa ancora di più: 75% rispetto al 2020, 24% rispetto al 2018. Cifre già positive che aumentano per i campeggi: più 124% rispetto al 2020 e più 158% rispetto al 2018. «Non è un miracolo dovuto al tipo di comunicazione, ma al risultato del prodotto stesso. L’offerta si dimostra, infatti, buona e il mondo imprenditoriale finanziando nuovi investimenti e nuove strutture ricettive sta facendo bene» puntualizza la direttrice dell’ente turistico mendrisiense. Territorio relativamente piccolo il Mendrisiotto si mostra, quindi, ricco di offerte: «Il turismo di giornata è sempre stato attirato proprio da questo elemento e per questo non ci è mai mancato, attratto magari dagli occhiali 3D, dai musei, dallo shopping». Da questo elemento del ‘mordi e fuggi’ il turismo momò sta ora andando verso un turismo su più giornate, settimanale, e l’Otr rientra proprio in questo “ingranaggio” che lascia ben sperare per il futuro. Che si tratti di enologia o escursionismo, il Mendrisiotto non può però prescindere dalla comunicazione online: «Sempre più importante – ammette la direttrice –, proprio per questo tre anni fa abbiamo assunto una persona che gestisce i nostri contenuti su web e social. Questa è la via; se il prospetto cartaceo continua a essere richiesto la tendenza ci porta alla fruizione immediata e rapida del digitale. Certo un veicolo che per il turismo è sempre più importante ma per il quale ci vogliono competenze giuste». Pensate di ‘assoldare’ influencer? «Per promuovere il Mendrisiotto abbiamo fatto capo fin dal 2010 al concetto di testimonial, l’ultimo è stato l’atleta paralimpico Murat Pelit che ha tenuto a battesimo il nuovo percorso di handbike. Per i nostri obiettivi e le nostre possibilità credo sia sufficiente, altrimenti sarebbe finanziariamente troppo oneroso in termini di gestione e scelta. Gli influencer li lasciamo volentieri a Ticino e Svizzera Turismo, ciò non toglie che siamo sempre pronti a ospitarne. Ne abbiamo avuti in passato e le loro ‘stories’ hanno riscosso un discreto successo».

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