Luganese

Un ‘bosco urbano’ al posto della Pensilina Botta di Lugano

Svelato il progetto vincitore del concorso di architettura per la riqualifica del piazzale ex Scuole. Interrata anche una rimessa per bici e moto

Anche un aiuto contro le isole di calore
22 febbraio 2024
|

Entro pochi anni Lugano avrà un piccolo bosco urbano in pieno centro. Una quarantina di alberi è pronta infatti a prendere il posto dell’attuale Pensilina Botta e dell’attiguo piazzale ex Scuole. Non a caso si chiama ‘L’uomo che piantava gli alberi’ il progetto vincitore del concorso d’architettura per la riqualifica del comparto, svelato oggi dalla Città. Una gara vinta da un team di progettisti con capofila lo studio we architettura di Lugano. Oltre alla piazza alberata, le altre caratteristiche del progetto sono il mantenimento naturalmente del nodo intermodale dei trasporti pubblici, che anzi verrà potenziato con in totale cinque corsie per i bus nonché la futura fermata del tram-treno, e una rimessa interrata per bici e moto. Sopra, uno spazio fruibile per eventi e manifestazioni, non necessariamente legate al mercato cittadino.

‘Una riqualifica un po’ rivoluzionaria’

«È un progetto che riqualifica completamente il piazzale, in una maniera anche un po’ rivoluzionaria» osserva la capodicastero Spazi urbani Karin Valenzano Rossi, riferendosi alla proposta vincente che effettivamente porta con sé un impatto visivo incisivo e notevolmente diverso rispetto all’aspetto attuale e anche in confronto al passato del sedime. In origine, vi sorgeva la chiesa di Santa Margherita con annesso l’omonimo monastero di suore agostiniane, consacrato nel 1624 e poi adibito a lazzaretto nel 1848. Il Cantone, allora proprietario, cedette nel 1851 il complesso alla Città, che lo convertì in caserma fino all’inizio degli anni Ottanta dell’Ottocento, quando venne costruita una sede scolastica comunale ampliata poi nel 1901, che dà l’attuale nome al piazzale. Successivamente l’area ha ospitato a lungo un importante parcheggio e dal 2002 il lato nordest ospita la Pensilina Botta, ingrandita nel 2011, mentre il lato sudovest è occupato da un parcheggio per moto e bici, nei pressi del quale si tiene anche il mercato cittadino.

Deve incastrarsi col Tram-Treno

«Per la riqualifica del sedime le riflessioni erano partite proprio dalla richiesta formulata in una mozione di insediare lì un mercato coperto – ricorda la caposezione Spazi pubblici della Divisione spazi urbani Nicoletta Crivelli –. La Città ha quindi intrapreso uno studio di fattibilità, che ipotizzava tre scenari: una piazza con copertura, un nuovo edificio o un misto dei due. Parallelamente la Città ha portato avanti il Masterplan per centro e lungolago e lì si è deciso di non procedere con un’edificazione, lasciando quindi degli spazi fruibili e l’attuale ruolo chiave per il trasporto pubblico». Anche perché nel frattempo ha preso corpo il progetto cantonale della Rete del Tram-Treno del Luganese, che proprio all’attuale Pensilina Botta prevede una delle fermate principali in centro città.

Un investimento di 16,5 milioni

«Le tempistiche di realizzazione sono legate al tram-treno: dobbiamo essere pronti per quando arriverà, perché il piazzale diventerà la porta d’entrata in centro per chi viaggerà sul tram-treno – puntualizza la municipale –. Inoltre, questo progetto prevede un arretramento del nodo intermodale e anche per questo è prevista una partecipazione del Cantone all’investimento di circa 2 milioni di franchi (su una stima di 16,5 milioni in totale, ndr). L’altra grande necessità che avevamo era quella di dare una destinazione specifica a una piazza che attualmente non ce l’ha». L’importanza del trasporto pubblico è tale per il comparto che, come spiegato dall’architetto Paolo Canevascini (coordinatore del concorso), una delle ragioni che hanno visto trionfare il progetto in questione è che presentava una proposta molto efficiente dal profilo della viabilità.

‘Tanti alberi contro le isole di calore’

Nello specifico, le moto e le bici che vorranno accedere alla rimessa interrata entreranno da via Pretorio e ne usciranno da via Nizzola. Tra il livello inferiore e l’area in superficie vi sarà continuità visiva, che porterà luce e ventilazione naturale al silo, anche a beneficio della sicurezza sottolinea Valenzano Rossi. «Il filo conduttore saranno gli alberi – valuta Canevascini –: nasceranno e saranno visibili già sotto, nell’area interrata, per crescere poi in altezza sopra». Non è ancora noto di quali piante si tratta, sono dettagli che – come diversi altri – verranno decisi durante la fase di progettazione che avrà luogo l’anno prossimo. Tuttavia, già si sa che la quarantina di alberi sarà divisa in cinque filari: i tre più a nord copriranno le cinque corsie destinate al trasporto pubblico (con possibilità di sosta per tre bus contemporaneamente, due articolati e uno semplice), mentre i due più a sud sovrasteranno l’area libera fruibile dal pubblico. «La presenza degli alberi sarà molto importante e di questo siamo particolarmente contenti perché è in linea con la filosofia della lotta alle isole di calore, al surriscaldamento urbano e in generale per una migliore vivibilità» aggiunge la capodicastero.

Anche un front office della polizia

Tra gli altri contenuti già noti, anche un chiosco (come quelli già presenti oggi alla Pensilina Botta), un front office della Polizia cittadina e degli uffici per la Tpl Sa. Il destino del mercato, uno dei principali punti di partenza dei ragionamenti che hanno portato al progetto di riqualifica attuale, è invece un po’ un’incognita. «Lo scopo del concorso non era definire il destino del mercato – spiega Valenzano Rossi –. Verrà riqualificato uno spazio pubblico che potrà ospitare eventi e manifestazioni e dunque potrà accogliere anche il mercato, ma una destinazione solo per quello è esclusa. Possono esserci diversi scenari, non dimentichiamoci che via della Posta sarà interamente pedonalizzata e potrebbe essere un’alternativa interessante. Saranno discussioni da affrontare in separata sede».

Esposizione pubblica a Villa Saroli

Un futuro molto più prossimo prevede invece l’esposizione di tutti i progetti interdisciplinari che hanno partecipato al concorso, trentasette in totale, dal 25 marzo all’8 aprile all’Istituto internazionale di architettura i2A di Villa Saroli. Esposto sarà naturalmente anche il progetto vincitore, al quale hanno lavorato: il già citato studio capofila luganese, lo studio di architettura e pianificazione Guscetti di Minusio, gli studi d’ingegneria civile Molinari consulenze Sa di Lugano e Pini Group Sa di Lugano, lo studio di ingegneria del traffico Brugnoli e Gottardi Sa di Massagno e i progettisti per l’illuminotecnica Reflexion Ag di Zurigo. Un progetto definitivo, coordinato con il Cantone, è atteso dunque per il 2025, al quale seguirà la richiesta dei crediti di realizzazione, mentre il progetto esecutivo finale dovrebbe essere pronto a cavallo fra il 2025 e il 2026, con inizio dei lavori tra il 2026 e il 2027.

Leggi anche:
Resta connesso con la tua comunità leggendo laRegione: ora siamo anche su Whatsapp! Clicca qui e ricorda di attivare le notifiche 🔔