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19.10.22 - 05:30
Aggiornamento: 20.10.22 - 16:37

Ex ostello di Figino, verso un Bed&Breakfast 2.0

Dopo il progetto del 2019, naufragato a causa di opposizioni, la Fondazione Claudia Lombardi per il teatro ci riprova con una nuova domanda di costruzione

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Presto nuova vita?

Nel futuro dell’ex ostello di Casoro un... ritorno al passato. In linea con la sua vocazione turistico-residenziale, è infatti in pubblicazione la domanda di costruzione che prevede non solo una ristrutturazione dell’edificio principale ma anche l’inserimento di un Bed&Breakfast, di uno snack bar e di un banco per la Posta. Istante è Claudia Lombardi, proprietaria del fondo e responsabile dell’omonima Fondazione per il teatro che da alcuni anni si è insediata nella storica dimora, comprata nel 2018 dalla Schweizerische Stiftung für Sozialtourismus, dopo che quest’ultima aveva deciso l’anno precedente di chiudere lo storico ostello aperto negli anni Cinquanta.

‘Servono camere per gli artisti’

«Sì, è il secondo tentativo che facciamo – ci conferma Lombardi –. Alla domanda di costruzione del 2019 erano state inoltrate delle opposizioni (da parte del vicinato, seppur non confinante, ndr), quindi abbiamo deciso di sospendere il primo progetto». Iniziativa che tuttavia non è stata abbandonata, anche perché ci sono delle esigenze ben specifiche: «Ci servono effettivamente delle camere per gli artisti». La Fondazione è nata infatti per sostenere e promuovere compagnie teatrali giovani e non di rado organizza delle residenze, ma anche numerosi altri eventi e attività culturali e artistiche. «Tuttavia noi ci occupiamo di teatro, non di immobiliare o di albergheria. Questa trasformazione ci sembra una soluzione idonea, un adeguamento alle esigenze della Fondazione, che opera nell’interesse della collettività non per fini privati».

Si rinuncia alla sala teatro

E allora si prevede di creare stanze con uno o più letti al posto delle camerate dell’ostello. Diciassette camere, secondo l’incarto consultabile fino al 5 novembre negli uffici dell’Edilizia privata di Lugano, dotate in totale di circa 34 posti letto e ciascuna con bagno privato. Al pianterreno sono previsti anche degli uffici, la cucina per lo snack bar, una sala colazioni, locali deposito e tecnici; al primo piano oltre alle prime camere ci saranno la cucina e gli spazi comuni (soggiorno e locale pausa) per il B&B e gli spogliatoi per il personale; ai piani superiori le stanze. «Il progetto in ogni caso è stato ridimensionato rispetto a quello originario – precisa l’istante –. Ad esempio, abbiamo rinunciato alla costruzione della sala teatro (un volume moderno che sarebbe stato aggiunto verso il pendio e che tuttavia non è in linea con le norme del Piano regolatore, ndr). Sostanzialmente, ora si tratta di una ristrutturazione dello stabile principale e di una lieve trasformazione per le nostre esigenze».

Presto un bene protetto?

Anche perché, ricorda Lombardi, rispetto a un paio d’anni fa ci sono dei vincoli in più. È in corso infatti una variante con la proposta di tutela dell’edificio per renderlo un bene protetto di interesse locale. Relativamente contenuti pertanto gli interventi. Oltre a quelli già esposti, si prevede di rimuovere una parte in calcestruzzo armato posata sul retro negli anni Settanta sostituendola con una nuova e meno impattante in legno, che fungerà da base per eventuali ampliamenti futuri. Inoltre, siccome le solette non risultano più a norma e alcune travi sono parzialmente marcite, verranno effettuati dei lavori in quest’ambito. Sarà sostituita la carpenteria del tetto e rifatta la platea dell’edificio, saranno sostituiti i serramenti e isolato integralmente lo stabile. Per quanto riguarda gli esterni: le piante esistenti saranno integralmente mantenute ma verrà ridisegnato l’aspetto delle alberature; sul lato sud-ovest verrà aggiunta una scala come nuovo accesso pedonale; nei pressi del rustico (non interessato da interventi) verranno posizionati quindici parcheggi per i dipendenti e per gli ospiti del B&B; sempre all’esterno lungo il lato sud si prevede la posa di alcuni tavolini dello snack bar, che avrà 24 posti a sedere e sarà aperto dalle 7 alle 19 tutti i giorni.

Investimento da 6,3 milioni

Infine, côté costi. Rispetto a ‘Casoro teatro lab’, il progetto del 2019 che sarebbe dovuto costare circa 8 milioni di franchi, la spesa è più contenuta. Si prevede di investire infatti circa 6,3 milioni, «ma andranno ricalcolati sulla base dei costi attuali. Il progetto risale a prima dell’inizio della guerra e della crisi energetica» sottolinea Lombardi. E sui tempi? Se non dovessero esserci ulteriori opposizioni, per l’inizio del 2023 potrebbe essere rilasciata la licenzia edilizia e da allora sono previsti ventidue mesi di cantiere: i nuovi spazi potrebbero vedere la luce entro la fine del 2024.

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