laRegione
laR
 
17.08.22 - 08:00
Aggiornamento: 08:22

Svizzeri all’estero, verso il voto elettronico

Durante il 98° Congresso, che si terrà dal 19 al 21, si discuterà di democrazia, voto elettronico e libera circolazione delle persone con l’Unione europea

svizzeri-all-estero-verso-il-voto-elettronico
Ti-Press
Il presidente Filippo Lombardi

Quest’anno sarà la Città di Lugano a ospitare il 98° Congresso degli svizzeri all’estero coordinato dall’Organizzazione degli Svizzeri all’estero (Ose), SwissCommunity. A partire da venerdì, fino al 21 agosto, al Palazzo dei congressi, ci saranno oltre 400 persone provenienti da 40 Paesi. Gli argomenti principali? Democrazia, voto elettronico e libera circolazione delle persone con l’Unione europea.

«Le voci della Quinta Svizzera hanno un grande peso per lo sviluppo della nostra democrazia», ha dichiarato stamani il presidente, l’ex consigliere agli Stati e ora municipale di Lugano Filippo Lombardi. In che modo i cittadini svizzeri fuori porta possono far sentire la propria voce? «Il peso politico che gli svizzeri all’estero possono esercitare sul Paese dipende anche dalla loro partecipazione elettorale. L’obiettivo, per dar loro maggior peso politico, è quello di introdurre un sistema di voto elettronico idoneo, affinché ciascuno di loro possa trasmettere la propria votazione in tempo. È un dato riconosciuto che la tradizionale tecnica del voto per corrispondenza abbia dei limiti. Fuori dall’Unione europea, ma anche in alcuni Paesi europei, è difficile inviare agli elettori il materiale di voto in tempo e questo rappresenta uno svantaggio».

«Il voto elettronico sarebbe una sicurezza in più e darebbe a tutti la possibilità di partecipare ai processi politici svizzeri». Gli svizzeri residenti all’estero che intendono esercitare i propri diritti politici devono designare il proprio Comune di voto (scegliendo tra il Comune di origine o quello del precedente domicilio nella Confederazione) ed espletare le pratiche per l’iscrizione al corrispettivo catalogo elettorale. Attualmente, stando alle informazioni fornite dalla Cancelleria federale, dei circa 700’000 connazionali che vivono all’estero, oltre 120’000 sono iscritti a un registro elettorale. «Però – ha precisato Lombardi –, il numero degli svizzeri all’estero che si interessano ai processi politici è aumentato rispetto a 20 anni fa. L’immagine dello svizzero all’estero è cambiata: oggi parte, studia, lavora, si forma ma poi torna. Ed è per questo che ha il dovere e la volontà di restare informato e partecipare alla vita politica svizzera».

Partecipazione digitale per il 2027

Uno degli obiettivi dell’Ose è quindi di reintrodurre il sistema del voto elettronico, tema che verrà approfondito durante le giornate del Congresso. In Svizzera, Confederazione e Cantoni sperimentano il voto elettronico da oltre 15 anni. Dopo una fase sperimentale durata diverso tempo, con oltre 300 prove eseguite in un totale di 15 Cantoni, dal luglio 2019 il voto elettronico non è più disponibile in Svizzera, né per i cittadini "interni" né per quelli all’estero. Il motivo? Negli ultimi anni i Cantoni avevano a disposizione due sistemi di voto elettronico: quello del Cantone di Ginevra e quello della Posta Svizzera. Tuttavia, dato che a metà 2019 entrambi i fornitori hanno ritirato il proprio sistema, ora in Svizzera non è più possibile votare digitalmente. Ma, oggi, ci sono notizie positive.

«La Cancelleria federale ha incaricato la Posta di elaborare un nuovo sistema e, stando alle parole di Roberto Cirillo, direttore generale della Posta, sono a buon punto – ha comunicato il presidente –. È fondamentale che questa soluzione garantisca contemporaneamente la sicurezza e la segretezza del voto. A San Gallo e in un altro Cantone verranno effettuati test durante la votazione popolare di novembre. L’idea è poi quella di generalizzare questo sistema a tutti i Cantoni interessati nel 2023, effettuando sempre dei test. Ogni Cantone sarà tenuto a votare una modifica della legge elettorale per consentire questo sistema. Per quanto ci concerne, non disporremo sicuramente del voto elettorale generalizzato per le elezioni federali del 2023, quindi l’obiettivo va al 2027. E lì speriamo che tutti gli svizzeri all’estero possano votare elettronicamente sia per le elezioni federali che per iniziative e referendum».

‘Democrazia sotto pressione’

«La democrazia di oggi, come la conosciamo tradizionalmente, è sotto pressione. Vi è una crisi delle istituzioni, vi è una disaffezione da parte dei cittadini e vi è il populismo che si sostituisce alle forme tradizionali di partecipazione politica. Vi è anche una mancanza di approfondimento dei temi, molta superficialità nell’opinione pubblica. Ci sono i manipolatori, le fake news e gli influencer che dappertutto si intrufolano e rendono difficile ai cittadini partecipare alla vita politica. Però, per gli svizzeri all’estero, questa sfida assume caratteristiche supplementari. Perché siamo un Paese di democrazia diretta e quindi non ci sono solo le elezioni parlamentari ogni quattro anni. Siamo anche chiamati a votare quattro volte in un anno su referendum e iniziative federali e questo fa sì che la sfida per lo svizzero sia probabilmente più alta che negli altri Paesi».

Europa la meta favorita

L’anno scorso sono state 28’700 le persone che hanno lasciato la Svizzera. Dai dati 2021 pubblicati dall’Ufficio federale di statistica (Ust) emerge che i cittadini svizzeri registrati nelle rappresentanze ufficiali all’estero erano 788’000, ovvero 1,5% in più rispetto al 2020. Il 64% degli svizzeri vive in Europa: Francia (203’900 persone), Germania (96’600), Italia (50’500), Regno Unito (38’900) e Spagna (25’100). In tutti questi Paesi il numero di cittadini della Confederazione elvetica è in crescita. L’aumento più spiccato è stato registrato nel Regno Unito (+3 per cento).

L’America in testa

Nel 2021 negli altri continenti sono stati registrati 286’300 svizzeri: il 23% in America, il 6,8% in Asia, il 4,2% in Oceania e il 2,4% in Africa. Le maggiori comunità di svizzeri fuori dai confini europei si trovavano negli Stati Uniti (81’800 persone), in Canada (40’800), in Australia (25’800) e in Israele (22’100). Gli svizzeri che risiedono all’estero hanno per il 21,1% meno di 18 anni, per il 56,4% dai 18 ai 64 anni e per il 22,5% 65 o più anni. I tre quarti degli svizzeri all’estero (590’000 persone) possiedono almeno un’altra nazionalità.

Potrebbe interessarti anche
TOP NEWS Cantone
Mendrisiotto
56 min
Lastminute, l’inchiesta si allarga anche alla ceo ad interim
Coinvolti ora nell’inchiesta anche altri ex e attuali dipendenti del rivenditore di viaggi e tempo libero online con sede a Chiasso
Locarnese
2 ore
Nodo viario di Ponte Brolla, le criticità discusse dai residenti
L’Associazione Quartiere Solduno-Ponte Brolla-Vattagne promuove un incontro con gli abitanti per fare il punto ai contestati progetti di Fart e Cantone
Luganese
2 ore
Una vita in Pretura: ‘La volontà di rendere giustizia’
Intervista a Franca Galfetti Soldini che dopo vent’anni (trentaquattro in totale) lascerà la guida della Sezione 3 della Pretura di Lugano
Gallery e video
Bellinzonese
4 ore
La denuncia: ‘Abbiamo visto pecore malate e morte di stenti’
Due escursionisti testimoniano lo stato precario in cui hanno ripetutamente trovato un gregge di ovini vicino al Passo di Lucendro
Ticino
4 ore
Finanziamento degli Spitex ticinesi sotto la lente della Comco
La Commissione della concorrenza: ‘Le imprese private potrebbero vedersi limitate nel loro sviluppo, a scapito di un efficiente mercato concorrenziale’
Ticino
13 ore
Cassa pensioni pubblica, ‘più che un pilastro è un grissino’
Oltre 3mila dipendenti dello Stato in piazza a Bellinzona per protestare contro il taglio del 20% alle pensioni, il secondo in 15 anni.
Ticino
14 ore
La varesina Lara Comi ritorna a Bruxelles
Il dopo elezioni in Italia e gli effetti del ciclone Meloni
Ticino
15 ore
Al telescopio per ammirare Luna, Giove e Saturno
Riprendono le osservazioni astronomiche notturne alla Specola solare Ticinese. La prima venerdì 30
Mendrisiotto
15 ore
Un principe poco da favola di un regno di bugie
Chiesti 7 anni di carcere per il sedicente erede del re d’Etiopia, accusato di aver truffato tre imprenditori del Mendrisiotto per quasi 13 milioni
Ticino
16 ore
Il preventivo di oggi, le lacrime e sangue di domani
Il Consiglio di Stato presenta una previsione coerente con gli impegni, ma i partiti sono preoccupati. Le reazioni di Plr, Ps, Centro, Lega, Udc e Verdi
© Regiopress, All rights reserved