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20.08.22 - 17:44
Aggiornamento: 21.08.22 - 16:31

I giovani della ‘Quinta Svizzera’ vanno trattati con fiducia

È uno dei messaggi chiave del 98° congresso degli svizzeri all’estero. A Lugano, durante i lavori, si è parlato anche di voto ai sedicenni

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Keystone
Ignazio Cassis e Filippo Lombardi

Il mantenimento della democrazia svizzera richiede il coinvolgimento dei giovani, compresi quelli della ‘Quinta Svizzera’. Se i giovani svizzeri all’estero vogliono partecipare alla vita politica, devono essere trattati con fiducia.

Questi sono due dei messaggi chiave del 98° Congresso degli svizzeri all‘estero a Lugano. La sessione plenaria di oggi si è concentrata sul futuro della democrazia. A Lugano, il presidente della Confederazione, Ignazio Cassis, ha riconosciuto l’importante ruolo svolto dagli svizzeri all’estero nell’ulteriore sviluppo della democrazia: con la loro prospettiva esterna, essi contribuirebbero a far sì che la Svizzera – che è in ogni caso un modello democratico – impari dagli altri Paesi. Durante il congresso, Cassis ha incontrato anche una delegazione di giovani della ’Quinta Svizzera’.

Contatto diretto, incontro personale, ricerca comune di soluzioni: dopo la lunga pausa causata dalla pandemia, il 98° Congresso degli svizzeri all’estero del 20 agosto ha, per la prima volta, riunito a Lugano i rappresentanti della Quinta svizzera per uno scambio diretto sul futuro della democrazia.

«Oggi abbiamo sperimentato in tempo reale il significato della democrazia: scambiare opinioni e discutere al di là di tutte le divergenze e indipendentemente dal fatto che si viva in Svizzera o all’estero, che si sia cittadini svizzeri o meno». Con queste parole, la direttrice dell’Organizzazione degli Svizzeri all’estero (Ose) Ariane Rustichelli ha ringraziato i presenti al termine dell’assemblea plenaria tenutasi al Palazzo dei congressi di Lugano.

Ieri, il Consiglio degli Svizzeri all’estero aveva fissato un primo obiettivo politico con la sua risoluzione indirizzata al Consiglio federale sulla libera circolazione delle persone alla luce del dialogo interrotto con l’Ue.

Voto a 16 anni: ‘Fidatevi dei giovani e lasciate che si organizzino da soli’

Nel suo intervento conclusivo, Ariane Rustichelli ha fatto riferimento in particolare all’età di voto a 16 anni, sulle opportunità e rischi del quale due rappresentanti del Parlamento dei Giovani svizzeri all’estero (Ypsa; Youth Parliament of the Swiss Abroad), si erano espressi a inizio giornata. I giovani tendono a pensare che l’abbassamento dell’età di voto favorisca «la loro partecipazione e il loro interesse per la politica» ha dichiarato Ariane Rustichelli.

Al contrario, «i politici affermano spesso che questo fattore abbia un impatto minimo o inesistente» ha proseguito la direttrice dell’Organizzazione degli Svizzeri all’estero a Lugano: «Dovremmo invece fidarci dei giovani e lasciare che si organizzino da soli».

«Per la nostra democrazia l’impegno attivo dei giovani della Quinta Svizzera è essenziale», Filippo Lombardi, il presidente dell’Ose, ha tratto una conclusione simile: «Per me, quale tpresidente dell’Organizzazione degli svizzeri all’estero, il Congresso è un momento importante».

E ha espresso un ringraziamento particolare alle giovani e i giovani svizzeri all’estero: «Affinché la nostra democrazia, unica nel suo genere, possa continuare a evolvere, abbiamo bisogno del contributo e dell’impegno attivo dei giovani della Quinta Svizzera».

Il presidente dell’Organizzazione degli svizzeri all’estero ha reso omaggio allo speciale incontro del presidente della Confederazione Ignazio Cassis con i giovani svizzeri e le giovani svizzere all’estero del campo estivo Ose ‘Swiss Challenge’, che hanno fatto tappa a Lugano.

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