Luganese

Lugano, passa il 'compromesso' sui posteggi

Ex Pestalozzi: 260 stalli e altri 140 solo sulla base di una superperizia del Politecnico di Zurigo. Accolti con critiche i 55,6 milioni per il Dsu.

Il posteggio ex Pestalozzi a Besso, il volto della futura sede del Dicastero servizi urbani (Ti-Press/laRegione)
22 dicembre 2020
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Archiviato il preventivo 2021 con il moltiplicatore d'imposta fermo al 77% e alcune criticità rispetto alle quali ieri il sindaco di Lugano Marco Borradori e il titolare del Dicastero finanze Michele Foletti hanno fornito rassicurazioni, stasera in apertura di seduta, il Consiglio comunale di Lugano ha dato luce verde a un altro ingente investimento (di 55,6 milioni di franchi) per costruire la futura sede del Dicastero servizi urbani (Dsu) al piano della Stampa. E ha finalmente risolto, al terzo tentativo, la questione dei parcheggi all'ex Pestalozzi a Besso trovando una soluzione di compromesso che appare praticabile. Ma andiamo con ordine. Il legislativo ha respinto il terzo emendamento presentato dall'area rosso-verde, poi sono state sollevate dai consiglieri comunali Jacques Ducry (Indipendente) e Raoul Ghisletta (Ps) obiezioni sull'assenza di una base legale a fondamento della Sotell, società pubblica che sostiene le esigenze di occupazione dei giovani, offrendo opportunità di lavoro temporaneo. Il Municipio è stato invitato a evadere la mozione sulle società partecipate.

Via libera al terzo tentativo

Particolarmente complicato l'esame e l'approvazione della variante di Piano regolatore “StazLu2” per il comparto della Stazione Ffs e il rispettivo nodo intermodale. Dopo la seduta del febbraio 2019, le criticità sollevate in quella di giugno, e la sentenza del Consiglio di Stato, sono quattro i dispositivi sottoposti a una votazione 'a cascata'. Il primo è quello scaturito dalla commissione della Pianificazione che combacia con il messaggio municipale, il secondo è stato proposto dalla Gestione che chiede 260 posteggi (come il messaggio che li calcola in base a due perizie tecniche) e ulteriori 140 in caso di provata necessità sulla base di una 'superperizia' da affidare al Dipartimento specializzato del Politecnico federale di Zurigo. Il terzo allestito dall'Edilizia che, oltre alla superperizia, chiede che la superficie verde dei giardinetti di Besso e adiacenze sia compensata in modo integrale con aree verdi alberate, su suolo naturale e permeabile, create ex-novo, allo stesso livello di quota simile se non uguale della stazione di Lugano e nelle immediate vicinanze dei giardinetti di Besso. Quest'ultima proposta è stata rilanciata da Nicola Schönenberger (Verdi) sotto forma di emendamento che al primo giro ha però ottenuto meno voti (16) ed è stata esclusa. Al secondo turno, ha ricevuto meno consensi il dispositivo del Municipio e della Pianificazione (21) mentre al terzo giro è stato eliminato il rapporto della Gestione, per cui ha prevalso il dispositivo dell'Edilizia che compensa la perdita dei Giardinetti. Una soluzione che peraltro dovrà essere ratificata dal Consiglio di Stato.

Dicastero servizi urbani, nuova sede

Sono piovute critiche sull'eccessivo costo di 55 milioni di franchi chiesti per la nuova sede del Dsu al Piano della Stampa. Il trasferimento e il raggruppamento dei servizi è oggetto di discussioni e varie proposte dal lontano 2002. Una necessità riconosciuta da tutti in vista dei cambiamenti che subirà il nuovo quartiere di Cornaredo, dove c'è la 'casa' attuale del Dsu. Tuttavia, la spesa è stata ritenuta esagerata da numerosi consiglieri comunali soprattutto perché in occasione del voto, nel gennaio 2019, del credito di progettazione di circa 4,4 milioni di franchi) il Municipio, seppur in maniera sommaria, aveva stimato l'onere in 40 milioni mentre nel giro di pochi mesi l'investimento complessivo è lievitato a 60,1 milioni. Lo scostamento è di oltre il 50%, pari a 20 milioni di franchi. Parecchie le richieste di maggiore trasparenza e di prestare più attenzione al Municipio, ma alla fine il credito è stato votato (41 favorevoli, 5 contrari e 3 astenuti) con la consapevolezza di dare finalmente ai quasi 240 collaboratori una sede operativa confacente e funzionale al lavoro che svolgono. La struttura verrà edificata secondo gli standard Minergie®-A, quindi produrrà più energia di quanta ne consumi.  Dal canto suo, la titolare del Dicastero immobili Cristina Zanini Barzaghi ha precisato che l'indicazione sommaria è stata fatta in buona fede credendo di poter ottimizzare i costi, resta comunque complicato formulare stime prima della progettazione definitiva e degli approfondimenti successivi, mentre il titolare del Dsu Michele Bertini ha sottolineato l'importanza dell'opera. Votato anche, dopo numerosi interventi e un'altra votazione 'a cascata' il credito di 320'000 franchi per la conservazione dell'ex masseria Reali di Cadro (in particolare il rifacimento del tetto a rischio di crollo del bene culturale locale) che si trova in una situazione di degrado.

 

 

 

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