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Il Borghetto, dova abita l'alto prelato fermato
22.11.20 - 12:13
Aggiornamento: 14:28

Lugano, brutto colpo per la curia vescovile

Mentre la Diocesi si chiude a riccio sul fermo dell'alto prelato, emergono nuovi particolari di una vicenda che presenta tanti aspetti misteriosi

È un brutto colpo per la curia vescovile e per i fedeli il fermo di don Azzolino Chiappini, 80 anni, da parte delle autorità inquirenti con accuse pesanti. Nessuna delle persone che abbiamo incontrato stamattina prima della messa delle 10 in Cattedrale ha voglia di commentare l'accaduto. Un interlocutore vicino alla Diocesi ci racconta che, negli ultimi tempi, avevano fatto discutere all'interno della stessa alcuni comportamenti strani di don Chiappini. Il monsignore aveva infatti persino rifiutato alcuni interventi di manutenzione ordinaria alla sua abitazione (al Borghetto 2) accanto alla cattedrale: oltre alla revisione dell'impianto elettrico, si era opposto alla sostituzione delle gelosie delle finestre. Nemmeno il vescovo Valerio Lazzeri intende rilasciare dichiarazioni. L'addetto stampa della curia vescovile rimanda alla nota diramata ai media nella quale si conferma l'avvio di un'indagine "nei confronti di un Presbitero incardinato nella Diocesi di Lugano. Le ipotesi di reato sono quelle di sequestro di persona, coazione e lesioni semplici per condotta omissiva e di aver “garantito piena collaborazione agli inquirenti". A conferma dell'imbarazzo che sta suscitando la vicenda, il vicario generale don Nicola Zanini, in una nota diffusa nell'ambiente, a nome del vescovo, chiede "fraternamente di evitare qualsiasi dichiarazione pubblica sull'argomento e di indirizzare tutte le richieste che potreste ricevere dai media in questi giorni al nostro addetto stampa".

Diverse domande ancora senza risposta

Un silenzio che fa parecchio rumore secondo alcuni, siccome don Azzolini riveste un ruolo di alto livello nella Diocesi. Da anni, negli ambienti vicini alla Diocesi si sapeva dell'esistenza della donna, 48 anni, di origine finlandese, stando al 'Caffé' di oggi. Probabilmente nessuno era a conoscenza del fatto che fosse in Svizzera senza permesso. Ci si chiede come mai siano passati oltre dieci anni, prima che qualcuno segnalasse la situazione a chi di dovere. Un mancato intervento che continuerà a far discutere. Per il momento, il Presbiterio incaricato resta formalmente in stato di fermo. La procuratrice pubblica Pamela Pedretti, titolare dell’inchiesta, lo ha già interrogato e dovrà valutare se chiedere al giudice dei provvedimenti coercitivi di tradurre il fermo in arresto per approfondire i lati oscuri della vicenda. Secondo il domenicale, quella che si presume fosse diventata la sua perpetua, sarebbe entrata in contatto attraverso corsi teologici online con don Chiappini che circa dodici anni fa l'avrebbe accolta nell’appartamento della Curia che fu di don Poretti. Il religioso pare che rispondesse che la donna era sua cugina o una parente a chi gli chiedeva spiegazioni. Impossibile sapere quali fossero i rapporti fra i due che vivevano nella stessa casa. L'ipotesi reato di sequestro di persona e coazione evoca sinistre interpretazioni.

Un fitto curriculum

Dal sito della facoltà di teologia di Lugano si apprende che don Azzolino Chiappini è pro-Rettore della stessa e professore emerito di teologia fondamentale. Ha svolto i suoi studi a Roma e in Svizzera (a Friburgo), con specializzazione in teologia biblica (licenza) e in teologia fondamentale (dottorato, Roma Pontificia Università Gregoriana). Nel 1966-1967 ha insegnato teologia fondamentale e greco biblico alla scuola teologica del Seminario della Diocesi di Lugano. Fino al 1984 ha tenuto corsi annuali di formazione per i laici (insegnamento: Introduzione alla Bibbia) a Lugano e a Novara. Negli anni dal 1975 al 1978 è stato “conseiller d’études” alla facoltà di teologia dell’Università di Friborgo (Tutor, Introduzione alla metodologia, Proseminario di introduzione alla storia d’Israele e all’Antico Testamento). È docente stabile alla facoltà di teologia di Lugano sin dalla fondazione dell'Istituto (1992), poi come detto è stato insegnito della carica di professore ordinario di teologia fondamentale. Già membro della Commissione teologica della Conferenza episcopale svizzera e della Commissione di dialogo tra la chiesa cattolica e la chiesa riformata svizzera; della Commissione di dialogo chiesa cattolica-giudaismo. Nel 2008 viene nominato Rettore della Facoltà di Teologia di Lugano. Nel 2010 è stato insignito del Dottorato honoris causa dalla Facoltà di Teologia ortodossa dell’Università statale Ovidius di Constanta (Romania). È stato iex vicario generale della Diocesi. Autore di diversi saggi, è stato inoltre relatore in importanti convegni religiosi. Originario di Brissago, venne ordinato sacerdote nel 1965. L'anno successivo, il vescovo di Lugano Angelo Jelmini gli assegnò una cattedra in seminario, a Lugano.

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