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Naturalizzazioni a Lugano, Lega assente anche stasera

Il presidente delle Petizioni Malfanti: 'Segnaleremo il caso all'autorità di vigilanza'. Ghisletta: 'Inaccettabile!' Bianchetti: 'Le cose devono cambiare'.

Consiglio comunale in seduta a Palazzo civico (Ti-Press)
17 settembre 2020
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Naturalizzazione a Lugano: i membri della Lega dei ticinesi della commissione delle Petizioni continuano a rifiutare l'esame dei messaggi municipali sui candidati. Anche stasera Gianmaria Bianchetti, Nicholas Marioli, Enea Petrini e Omar Wicht non parteciperanno alla seduta.  «La segnalazione alla Sezione degli enti locali verrà inoltrata - afferma Michele Malfanti presidente del Consiglio comunale e presidente della commissione -. Si vuole capire come dobbiamo procedere e cosa suggerisce di fare l'autorità di vigilanza. Dovremo ripartirci i compiti fra gli altri nove commissari per cercare di evadere le numerose richieste». I numeri a Lugano sono certamente elevati. Nel 2018 sono state naturalizzate 290 persone, l'anno scorso 260. Ora sul tavolo della commissione delle Petizioni ci sono 170 messaggi municipali, mentre 50 sono richieste pendenti dall'anno scorso non ancora passate all'esame del Consiglio comunale. In ogni caso, dopo la decisione del gruppo leghista Raoul Ghisletta nei giorni scorsi ha presentato un'iniziativa parlamentare. L'obiettivo è di evitare che le commissioni delle Petizioni si ritrovino con un numero insufficiente di membri per poter validamente deliberare e non rallentare il funzionamento delle istituzioni democratiche. Perciò, propone di modificare l'articolo 70 della Legge organica comunale (Loc): per il calcolo della maggioranza assoluta dei membri in una seduta si escludono dal conteggio gli assenti ingiustificati affinché l’assenza ingiustificata di uno o più membri penalizzi il lavoro di una commissione. La modifica specifica inoltre che la partecipazione alle sedute delle commissioni è obbligatoria, salvo eccezione (legittimo impedimento per un tempo ragionevole). E prevede che il legislativo sostituisca al più presto possibile il commissario che effettua un’assenza ingiustificata, come pure il commissario che effettua assenze lunghe o ripetute che sono giustificate con legittimo impedimento.

'Gli altri ne fanno un atto di misericordia'

La situazione luganese inaccettabile secondo Ghisletta commissario socialista: «La procedura è pesantissima, comporta uno sforzo immane ed è fonte dissapori. Una procedura in cui la politica c'entra ben poco. La questione assume rilevanza politica perché passa attraverso il Consiglio comunale, eppure al 95% è soltanto amministrativa perché si applica una legge. Applichiamo una legge che è stata inasprita notevolmente per volontà della Lega e dell'Udc. Per negare una candidatura, occorrono ragioni valide, altrimenti il candidato fa ricorso e vince. Anche l'aspetto dell'integrazione può essere oggetto di interpretazioni diverse ma entro certi limiti. Per respingere una candidatura bisogna dimostrare che una persona non è integrata economicamente e nemmeno socialmente. Il rifiuto a partecipare dei colleghi leghisti è fuori luogo e pare dettato da motivazioni prettamente politiche». Di parere opposto, Gianmaria Bianchetti, avvocato e commissario leghista delle Petizioni: «Stasera non ci presenteremo. Abbiamo preso questa decisione convinti che le cose debbano cambiare all'interno della commissione sulla maniera di rilasciare le naturalizzazioni. È vero che sono pochi i casi contestati, come quello che ha portato a lasciare il Consiglio comunale nel luglio scorso. C'era un parere negativo del Municipio ma la maggioranza del legislativo ha dato via libera a un candidato che non era integrato economicamente. Personalmente non ce l'ho con gli stranieri ma la persona in questione pur avendo formazione e capacità si era seduto approfittando del nostro paese per 23 anni. È vero che i casi contestati sono rari ma ogni candidatura è uguale all'altra. Però, chi comincia una procedura di naturalizzazione, sa cosa andrà ad acquisire. Ritengo che la concessione del passaporto svizzero sia importante, se non ci sono i requisiti indicati dalla legge la domanda va respinta. A noi (della Lega, ndr.) dà fastidio che gli altri commissari non solo di sinistra, ne facciano quasi un atto di misericordia».

Il modello in uso dai Comuni vodesi

Spesso la questione controversa è legata al requisito dell'integrazione sociale ed economica. Ma quando uno straniero è integrato? «Una persona che, in 23 anni di permanenza in Svizzera, abbia perlomeno lavorato per dieci», risponde Bianchetti. Rispetto al fatto che la decisione di non affrontare le candidature allunga i tempi delle procedure, Bianchetti dice che «anche i permessi sono tanti, così come le cause pendenti al Ministero pubblico». Il commissario leghista non è spaventato dalla prospettiva di ricevere una sanzione o ammonimento da parte dell'autorità di vigilanza e sostiene che ricevere il passaporto svizzero «è un diritto lo diventa solo se sussistono i requisiti di legge. A lugano sembra di assistere alla fabbrica di naturalizzazioni». Tuttavia, la questione essendo politicizzata, si presta a interpretazioni politiche contrapposte. Per sciogliere, almeno in parte, tale nodo, Ghisletta in giugno ha proposto un'altra iniziativa parlamentare, con l'intento di trasferire la competenza dalla commissione delle Petizioni del legislativo a una commissione interpartitica di nomina municipale. Una commissione chiamata a esaminare i preavvisi municipali rappresentata proporzionalmente in base ai gruppi presenti nel legislativo, in modo da garantire la medesima rappresentatività democratica della comunità locale d’accoglienza. Questo modello esiste in Comuni vodesi. La proposta alleggerirebbe il lavoro delle Petizioni e manterrebbe la presenza di rappresentanti dei partiti politici nel processo decisionale relativo alla concessione dell’attinenza comunale, sia per i richiedenti confederati, sia per i richiedenti stranieri.

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