Luganese

Il South Side Rumble di Melide: ‘Siamo destinati a sparire’

I timori del vicepresidente dell'associazione dopo l’annunciato arrivo del Summer Jamboree, anche a tema anni 50. L’ente turistico: ‘Disposti a collaborare’.

9 dicembre 2019
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«Non siamo in grado di competere con un evento del genere, siamo destinati a scomparire». Mino Tunesi vede grigio. Il vicepresidente dell’associazione South Side Rumble è molto preoccupato per il destino dell’omonimo festival, che dal 2014 si svolge a Melide. Il motivo è la prima edizione del Summer Jamboree on the Lake, che si terrà a giugno 2020 come annunciato settimana scorsa dall’ente turistico del Luganese (cfr. ‘laRegione’ del 3 dicembre).

Le due manifestazioni hanno infatti diversi punti in comune. In primo luogo, entrambe sono a tema anni Cinquanta. Dal rock’n’roll allo swing, dalle auto d’epoca ai vestiti vintage, dai balli di genere agli spettacoli di burlesque. Inoltre, anche il periodo è il medesimo: il 5, il 6 e il 7 giugno per il Summer Jamboree, il weekend successivo il South Side Rumble. Abbastanza per far allarmare chi organizza l’evento ticinese: il timore è quello di poter essere schiacciati dal più muscoloso competitor.

Sebbene il Summer Jamboree on the Lake non sia infatti ancora stato ufficialmente presentato – se ne riparlerà a gennaio –, la novità dell’estate luganese è stata annunciata in anteprima durante l’assemblea ordinaria di fine anno di Lugano Region. È stato proprio l’ente infatti a voler portare il format in Ticino, dopo aver appurato la qualità del festival che da quasi vent’anni (è nato nel 2000) si svolge a Senigallia, in Italia. Da relativamente piccolo evento, il Summer Jamboree marchigiano è diventato uno dei maggiori su scala europea, con oltre 400’000 visitatori durante dieci giorni negli ultimi anni. Sono invece 15’000 quelli attesi per la ‘costola’ luganese il prossimo giugno.

I numeri del South Side Rumble sono più contenuti. Durante i quattro giorni di durata, i visitatori sono circa 8’000. «Ma sono in crescita e per le nostre latitudini è un successo – valuta Tunesi – e siamo conosciuti anche fuori dal Ticino. Diversi turisti vengono dalla Svizzera interna e dall’Italia».

Inferiore è anche il budget. Se per il Jamboree l’ente ha preventivato 360’000 franchi (ai quali se ne dovrebbero aggiungere altri 100’000 della Città, ma non è ancora noto), sono invece «120-130’000» quelli del South Side Rumble. «Non siamo in grado di competere con un evento che dispone di tali risorse. Il nostro è un prodotto locale, che coinvolge persone, aziende ed enti del posto – continua il vicepresidente –. Abbiamo cercato diverse volte il sostegno dell’ente. Ci conoscono, ma da parte loro non si è mai manifestato un grande interesse. (Il Jamboree, ndr) Spazzerà via un progetto che funziona, che piace, utilizzando quasi mezzo milione di soldi pubblici e importando un format estero». Da noi informato dello sfogo di Tunesi, il direttore di Lugano Region è colto di sorpresa. «Sono stupito – afferma Alessandro Stella –. Avevamo già parlato con il presidente dell’associazione (Sandro Güttinger, ndr) e loro sono informati del fatto che avevamo intenzione di collaborare e abbiamo a breve in agenda un incontro. Il discorso era rimasto informale, ma l’idea era quella di cercare delle sinergie per promuovere assieme entrambi gli eventi e gli Harley Days che si terranno a inizio luglio». Toni concilianti quindi, che prospettano una coesistenza dei due eventi.

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