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13.02.19 - 14:52
Aggiornamento: 16:26

Aggregazione di Tresa, Sessa contro l'ipotesi a tre

Il Municipio ha scritto al Consiglio di Stato in risposta al comunicato del 6 febbraio, chiedendo di tornare al progetto a quattro

di Dino Stevanovic
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«È un treno che non dobbiamo perdere». È Mirna Cassis – municipale delegata per le questioni inerenti al tema – a confermarcelo: ieri il Municipio di Sessa ha inviato una lettera al Consiglio di Stato, in risposta al comunicato del 6 febbraio. Nello scritto, l’esecutivo chiede di essere nuovamente preso in considerazione nell’ipotesi di aggregazione con Croglio, Monteggio e Ponte Tresa. Il governo ha infatti optato per un’opzione a tre, escludendo Sessa, dove nelle votazioni consultive del 25 novembre avevano prevalso i no. Un’ipotesi che dovrà essere sottoposta al Gran Consiglio e che al Comune malcantonese non piace: «Abbiamo ribadito che sia l’esecutivo che il legislativo sono sempre stati a favore dell’aggregazione» sottolinea la capodicastero Finanze, cultura e tempo libero, ricordando lo scarso margine (19 voti) col quale hanno prevalso i pareri negativi. «Siamo rimasti molto sorpresi della decisione – aggiunge –, è vero che non è una necessità perché non abbiamo l’acqua alla gola, però è altrettanto vero che se non prendiamo questo treno i prossimi passeranno fra diversi anni e non ci saliremo più come protagonisti. Si tratta di essere lungimiranti». Il riferimento è alla suddivisione per competenze fra i quattro comuni, concertata dagli esecutivi. Sessa avrebbe dovuto diventare il polo della cultura e del tempo libero, vocazione che per altro già riveste nella regione. «Dovremo ‘rifidanzarci’, capire se ci sarà ancora l’interesse. Inoltre, gli altri tre comuni nel frattempo si organizzeranno autonomamente e diverse sinergie potrebbero cadere o ridimensionarsi indebolendo la nostra posizione». E mentre il messaggio governativo è in preparazione, la Sessa istituzionale non molla. A fine gennaio, si è tenuto un incontro fra la Sezione enti locali (Sel) e la cittadinanza, a seguito del quale il capo della Sel Marzio Della Senta ha chiarito che eventuali segnali di un cambiamento rispetto alla votazione sarebbero stati presi in considerazione, almeno dal Gran Consiglio. «Continueremo a lottare fino alla fine, perché siamo convinti della bontà del progetto», rimarca Cassis.

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