Luganese

Un arcobaleno di rifiuti

A pochi mesi dal termine per approvare i regolamenti, panoramica su un distretto in subbuglio. Il più basso costo del sacco a Grancia e a Morcote

2 febbraio 2019
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Rossi, verdi, gialli, azzurri, arancioni, blu, bianchi o grigi. Grazie all’introduzione dei regolamenti sui rifiuti basati sul principio della causalità – si paga in base a quanto si produce –, il Luganese sta diventando un distretto multicolor. La data limite per adeguarsi è il 1° luglio (cfr. correlato sotto), perciò sono svariate le realtà dove le discussioni sono ancora in atto. Una prima panoramica evidenzia il complesso percorso che una regione composta da oltre cinquanta enti locali è chiamata a fare.

Gli ostacoli non mancano: ricorsi, eterogeneità normativa su un territorio che ospita circa la metà dei Comuni e oltre un terzo della popolazione, particolarità locali. In quest’ultimo gruppo rientrano Caslano e Vernate. I due Comuni, dopo aver contestato fino al Tribunale federale le disposizioni cantonali, hanno ottenuto di poter continuare col sistema della tassa sul peso. Il canonico sacco grigio scuro è rimasto, ma viene pesato e si paga in base alla massa. Come per la tassa sul sacco, il Consiglio di Stato ha disposto una forchetta: 15 centesimi al chilo come paletto massimo. Un limite che a cui Vernate (che ora è a 25 centesimi) dovrà adeguarsi nei prossimi mesi e ha già disposto l’aumento della tassa base.

Restando nei paraggi, a Magliaso c’è già un sacco giallo: ma non è tassato. «Il regolamento sarà approvato entro il 30 giugno – ci spiegano dalla cancelleria –, abbiamo dovuto introdurre il sacco colorato perché, per sfuggire alla tassa sul peso, diversi cittadini di comuni limitrofi venivano qui a depositare i loro sacchi...». Più pacifico, a un primo sguardo, il caso di Ponte Tresa. Nell’unico paese dove il sacco sarà blu, l’entrata in vigore è prevista per la primavera e il costo del sacco da 35 litri sarà di 1,25 franchi al pezzo. Hanno deciso di unire le forze – apponendo gli stemmi di entrambi i Comuni sul sacco giallo – Miglieglia e Curio. I regolamenti entrano in vigore dopodomani, col costo anche qui di 1,25 per i 35 litri. Stesso importo anche ad Astano e Novaggio – «ci siamo trovati per discutere assieme delle tariffe e dei contenuti», ci dicono da Curio.

Chi ha già la tassa sul sacco (che è rosso) nel Medio Malcantone è Bedigliora: «L’abbiamo dal 1° gennaio 2016 – confermano –, la tariffa è di 1,25 per i 35 litri e l’abbiamo abbassata per adeguarci alla forchetta del Cantone». Da ancor più tempo (entrambi 2009) ce l’hanno Croglio – fino al 31 dicembre il costo del sacco giallo da 35 litri era 1,40, mentre ora «con i comuni limitrofi stiamo valutando la nuova tassa sul sacco in base alle norme cantonali» – e Pura: «Gli obiettivi di aumentare il riciclaggio e diminuire la produzione sono stati raggiunti». Lì, il sacco standard costa meno: 1,15 franchi. Ancor meglio andrà ai cittadini di Sessa, che dal 1° febbraio pagheranno 1,10 per il sacco rosso da 35 litri.

Risalendo il Vedeggio, è Monteceneri ad avere già una tassa sul sacco dal 2015, dove il costo al pezzo è di 1,20. Stessa tariffa a Mezzovico-Vira e Torricella-Taverne, entrambi adeguatisi a inizio anno ma con un ricorso pendente nel secondo comune. A Manno si potrà comprare (arancione, 1,25 franchi) da venerdì, mentre a Bedano (verde, 1,10) si dovrà attendere marzo. Agno ha una tassa dal 2013: 1,30 al pezzo per i 35 litri. «Il riscontro è buono, è aumentato il riciclaggio» ci dicono anche da Arogno («ci allineeremo entro luglio» all’1,25), che ha la tassa dal 2010. Discorso simile per Maroggia, che ha un sacco rosso dal 2016 al costo di 1,30, e Melano, che ne ha uno azzurro da due anni a 1,10 (per il 35 l).

In collina: Massagno – che ha la tassa dal 2018 – si adeguerà dal 1° febbraio al regolamento cantonale abbassando i costi del 35 litri (a 1,25 franchi). Nessun problema nemmeno a Collina d’Oro, dove l’ordinanza è in vigore da inizio anno (1,15 franchi per il sacco da 35 l). Stesso discorso per Porza e Origlio dove il sacco costa 1,25 franchi, ma in quest’ultimo era di 1,40. Canobbio ha la tassa dal 2006, ma si adegua anch’esso alla forchetta da quest’anno stabilendo la tariffa dell’1,25. Importi uguali a Cureglia e Comano, dove si parte quest’anno. Due ‘paradisi dei rifiuti’ infine: Morcote (sacco rosso da 1 franco più Iva) e Grancia (azzurro, 1 franco, Iva inclusa), entrambi avviati dal 1° gennaio.

Fra ritardi, rinvii e polemiche

Non solo Lugano (vedi sotto). Diversi i comuni del distretto che stanno faticando ad adeguarsi alla tassa sul sacco. «A causa delle vicissitudini che abbiamo avuto – ci spiega il sindaco di Cadempino Marco Lehner, riferendosi al ridimensionamento della Luxury Goods International e all’aumento di moltiplicatore –, abbiamo avuto altre priorità. Probabilmente dovremo chiedere una proroga al Cantone». La crisi politica e istituzionale – si voterà sulla revoca del Municipio – ha ritardato le discussioni sul tema anche a Cademario.

Vivace il dibattito invece a Rovio, dove le commissioni delle Petizioni e della Gestione hanno proposto versioni differenti del regolamento. Un compromesso è stato raggiunto e presto si dovrebbe tornare in Consiglio comunale. Un regolamento per il momento non c’è nemmeno a Bioggio, come a Paradiso, dove il Municipio, ci spiega il sindaco Ettore Vismara, sta facendo una serie di valutazioni, approntando nel frattempo i vari centri di raccolta e smaltimento per essere efficienti con l’entrata in vigore del regolamento che sarà comunque allestito quest’anno.

A Muzzano, il Municipio dovrebbe sottoporre il messaggio al legislativo entro fine marzo/inizio aprile e si conta di riuscire ad avere l’ordinanza per la fine di giugno. Ci sono poi quei Comuni dove già si sa che le disposizioni cantonali verranno introdotte dal 2020. Capriasca – dove esiste già una tassa comunale per famiglie – è fra questi. Comune ‘virtuoso’ invece Vezia, dove la tassa sul sacco esiste dal 2008. Il regolamento adeguato alle tariffe cantonali è stato approvato dal legislativo in dicembre. Risultato: la tassa sul sacco è stata ridotta, mentre è lievitata quella di base.

Con il via libera della Sezione enti locali (Sel) l’ordinanza entrerà in vigore il 1° gennaio 2020. Stessa tempistica per Aranno. In sospeso anche vari Comuni già ben avviati ma a cui manca ancora l’approvazione definitiva dell’ordinanza. A Isone si arriverà in primavera («il costo per i 35 l sarà 1,20 o 1,25»). Nei prossimi mesi toccherà anche ad Alto Malcantone, Monteggio, Savosa, Gravesano, Bissone, Melide, Neggio, Vico Morcote, Lamone e Sorengo («probabilmente riusciremo a stabilire la tariffa a 1 franco più Iva»).

Il Cantone: 'Attenersi alla forchetta fornita dal Consiglio di Stato'

«C’è una risoluzione governativa emessa a novembre, che è valida per tutto il 2019, che stabilisce una forchetta che varia dai 0,95 agli 1,25 franchi, a cui bisogna attenersi». Come ci spiega Mauro Togni, è questo il margine di manovra entro il quale i Comuni possono muoversi per decidere il costo del sacco da 35 litri – quello più usato per le famiglie – in ogni realtà locale. Sono pochi centesimi di differenza, non c’è un meccanismo di lucro dietro. «Il Consiglio di Stato – aggiunge il capo dell’Ufficio dei rifiuti e dei siti inquinati (Ursi) del Dipartimento del territorio (Dt) – fisserà il prezzo ogni anno, ma questo non vuol dire che esso cambierà per forza di cose».

Questo costo è direttamente legato agli importi dovuti all’inceneritore di Giubiasco, che per l’anno in corso sono stati ridotti leggermente, avendo come conseguenza una riduzione di cinque centesimi sul sacco da 35 litri. Siccome Ursi e Sezione enti locali devono approvare i nuovi regolamenti, segnalano eventuali anomalie, come già successo a Ponte Capriasca per esempio, che aveva fissato a 1,40 il costo del sacco base. Ma se i regolamenti sono già in vigore? « La mole di lavoro è tanta e non è automatico che il Cantone vada a controllare tutti i regolamenti. Se qualcuno si accorge che ci sono Comuni che hanno importi superiori al disposto, hanno lo strumento del ricorso per segnalarlo all’autorità cantonale». Tuttavia, sono ancora diversi Comuni che non hanno introdotto un regolamento specifico che contempli il principio di causalità. «Entro il 1° luglio bisogna approvarlo, non necessariamente applicare la tassa». E chi non lo fa? «Il Dt non ha competenza in questo campo».

Ricorsi a Lugano, Torricella-Taverne e Ponte Capriasca

A Lugano il tema è controverso ed è stato osteggiato per decenni. Nell’ultima seduta dell’anno scorso, il Consiglio comunale ha votato il regolamento, contestato però dal ricorso presentato lunedì dall’ex consigliere comunale leghista Patrick Pizzagalli (cfr. ‘laRegione’ del 29 gennaio). Un ricorso che verte sul mancato coinvolgimento di Mister Prezzi, a cui tuttavia la Città aveva previsto di sottoporre non il regolamento, bensì le successiva ordinanza che indicherà le tariffe. Il ricorso, se non fosse ritirato, farebbe inevitabilmente slittare di parecchio l’entrata in vigore della tassa sul sacco prevista a Lugano dal prossimo mese di settembre.

In materia di spazzatura anche in altri due comuni non sono mancate le contestazioni. Sotto accusa da diversi ricorrenti è l’importo della tassa base prevista a Torricella-Taverne, mentre a Ponte Capriasca è stato fatto ricorso su un’ordinanza – nel frattempo sostituita – a causa di un articolo che prevedeva la raccolta dell’umido da parte del Comune.

 

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