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15.07.22 - 05:20
Aggiornamento: 15:39

Scacciato lo spauracchio, la Posta di Locarno è salva

Modificato il progetto per il cambio di destinazione d’uso: ora vengono salvaguardati sia l’entrata attuale dell’edificio, sia l’organizzazione interna

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L’edificio postale progettato da Vacchini all’ingresso di Piazza Grande a Locarno

La Posta di Locarno è salva. Come auspicato da Municipio, Commissione centro storico, ampi spicchi di politica e anche dalla sezione Ticino della Federazione Architette e Architetti Svizzeri (Fas), il Gigante giallo ha modificato il suo progetto riguardante un cambio di destinazione d’uso dello stabile, salvaguardando, in primo luogo, l’entrata attuale (invece di due laterali) e l’organizzazione interna con l’ampio spazio centrale così come lo conosciamo.

Sulla base della nuova impostazione, oggetto di un complemento alla domanda di costruzione, è già stata ottenuta la licenza edilizia, mentre una nuova istanza edilizia dovrà essere inoltrata per concretizzare il cambio di destinazione d’uso che avverrà negli spazi posti a nord (lato Piazza Grande) della volumetria esistente. Gli spazi a sud, quando rinnovati, continueranno invece a ospitare i servizi postali.

‘Visione’ alimentare, scolastica e amministrativa

Il progetto originario era stato inoltrato nel tardo autunno dell’anno scorso per cambiare la destinazione dell’edificio "da ufficio postale in negozio di generi alimentari, e da attività scolastiche in uffici amministrativi". Questa prospettiva aveva fatto saltare sulla sedia la Sezione Ticino della Fas, che in una lettera inviata a Municipio, Posta Immobili Management e Servizi Sa, nonché alla Conferenza delle Associazioni Tecniche del Canton Ticino, aveva sottolineato la necessità di salvaguardare lo stabile come bene culturale protetto (quale in effetti è a livello locale).

La preoccupazione derivava dal fatto che una modifica della destinazione d’uso originaria – cambiamento formalmente consentito e lecito – provocasse un adeguamento dell’architettura esistente. Per la Fas, in sostanza, "l’individuazione della nuova funzione e gli interventi proposti per inserirla nell’edificio non possono prescindere dalle caratteristiche intrinseche (spaziali, strutturali, costruttive, formali, distributive eccetera) che ne determinano la sostanza di bene culturale". Quindi ok a nuove funzioni per lo stabile, ma non se ne tocchi il grande valore architettonico.

L’incontro di novembre

Questa qualificata presa di posizione non era ovviamente passata inosservata, tanto che il concetto era stato evidenziato dalla Commissione centro storico di Locarno in un incontro avuto con i rappresentanti della Posta a metà novembre. La stessa commissione aveva sin da subito ravvisato nella domanda di costruzione per il cambio di destinazione d’uso una serie di criticità, parte delle quali considerate per altro anche nell’avviso cantonale per quanto riguarda l’Ufficio dei beni culturali.

Pini: ‘Mantenere le caratteristiche architettoniche’

A questo proposito va ricordato che, essendo nelle immediate vicinanze di Piazza Grande (bene culturale protetto di interesse cantonale) l’edificio postale è inserito nel perimetro di rispetto cantonale proposto per il nucleo storico di Locarno. Come aveva a suo tempo sintetizzato il capodicastero Sviluppo economico e territoriale di Locarno, Nicola Pini, «fondamentale, per la Commissione centro storico, sono il mantenimento e la conservazione delle caratteristiche architettoniche di pregio dell’edificio, in particolare la forte impostazione simmetrica dell’organizzazione spaziale interna e l’importanza dello spazio centrale interno pubblico a tutta altezza, con illuminazione naturale dal tetto».

Pini considerava insomma «prioritari gli aspetti architettonici relativi allo stabile», anche se era legittima «qualche preoccupazione riguardante i contenuti», tanto più che la cessione gratuita del terreno dalla Città alla Confederazione era subordinata, negli anni 40, alla realizzazione di un edificio postale.

Contenuti compatibili con la pianificazione

«Proprio per questo – conferma alla ‘Regione’ lo stesso Nicola Pini – per l’occupazione della superficie destinata a terzi dovrà essere inoltrata una nuova istanza edilizia che ne determini i contenuti, ritenuto che questi dovranno essere compatibili con le disposizione pianificatorie di tutela dell’edificio e delle sue caratteristiche».

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