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12.11.21 - 09:44
Aggiornamento: 15:58

Posta di Locarno, il Ps scandalizzato si mette di traverso

Sul cambio di destinazione d’uso: ‘Comprometterebbe le qualità dell’edificio per cui la collettività ha scelto di tutelarlo’

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La Posta vista da Piazza Grande

Sul possibile cambio di destinazione d’uso del palazzo della Posta di Locarno (progettato da Livio Vacchini) prende posizione il Gruppo Territorio e ambiente del Partito socialista, sezione di Locarno. “La Posta intende infatti sacrificare più della metà degli spazi oggi dedicati agli sportelli e alle caselle postali per fare spazio a una superficie commerciale da affittare a terzi – scrive il gruppo –. Agli sportelli verrebbe dedicato lo spazio attualmente occupato dalle caselle postali mentre queste ultime troverebbero posto in cantina”.

Si tratta della continuazione di una “inarrestabile riduzione dei servizi alla popolazione, a cui la Posta ci ha purtroppo abituati, che dopo le sedi periferiche tocca oggi anche i principali centri urbani. Ad alimentare il dibattito attorno al futuro della Posta, oltre a questa tematica, che da sola meriterebbe una seria presa di posizione da parte delle istituzioni cittadine, si aggiungono gli aspetti legati alla destinazione d’uso degli spazi commerciali rivolti su Piazza Grande e alla natura degli interventi che la Posta intende intraprendere sul proprio edificio... tutelato”.

Viene poi ricordato che “l’edificio della Posta rappresenta una delle opere di maggior rilievo dell’architetto Livio Vacchini. Quel Vacchini che, con molteplici opere, ha dato a Locarno un posto di rilievo nel panorama architettonico internazionale. In quanto meritevole esempio di architettura del Moderno, il Municipio e il Consiglio comunale, su proposta dell’Ufficio dei Beni culturali, hanno inserito questo monumento all’interno dell’elenco dei beni culturali della Città”. La costruzione, rileva il Ps, “si caratterizza per il suo impianto simmetrico che ha inizio dalle singolari facciate ritmate dai pilastri di scala monumentale e si sviluppa all’interno culminando nello spazio principale, l’atrio degli sportelli. Questo spazio si distingue per la verticalità conferita dalle tre lame di calcestruzzo che, ornate dai dipinti murali di Livio Bernasconi, attraversano in altezza l’intero edificio e conducono la luce zenitale fino al livello della piazza. Con questo atrio, il progettista ha voluto conferire un carattere espressamente civico all’edificio della Posta, in cui ogni cittadino si potesse identificare”.

‘Il Municipio deve opporsi’

Pertanto, “è inevitabile che l’eventuale realizzazione del progetto, che prevede la demolizione della sala degli sportelli, la chiusura dell’atrio centrale e la partizione asimmetrica del piano terra, comprometterebbe quelle stesse qualità dell’edificio per cui la collettività ha scelto di tutelarlo. Per questi motivi, il Municipio non può che porsi in difesa della conservazione e dell’integrità del bene culturale opponendosi alla domanda di costruzione. Alle criticità progettuali si sommano quelle legate alla destinazione d’uso identificata dalla Posta per sostituire gli sportelli: un supermercato. Ad affacciarsi su Piazza Grande non ci sarebbe più uno spazio pubblico bensì gli scaffali di un negozio di alimentari. L’assurdità di questa proposta è proporzionale solamente al paradosso di una società di diritto pubblico che mette sul mercato del miglior offerente una risorsa immobiliare ereditata dal suo passato di ente pubblico, come l’edificio rivolto su Piazza Grande. Occorre rammentare che la posta di Locarno ha sede in Piazza Grande 3 perché in quel luogo, accanto al Palazzo della Sopracenerina, la collettività ha voluto insediare un servizio pubblico come quello postale, non di certo un supermercato”.

Per il Gruppo Territorio e ambiente “appare quindi indispensabile, soprattutto alla luce dei recenti sforzi per la valorizzazione del centro urbano, che la politica, in collaborazione con l’ente parapubblico proprietario dello stabile, colga l’occasione per interrogarsi su quali spazi pubblici possano inserirsi all’interno dell’edificio del Vacchini, divenuto apparentemente troppo grande per le esigenze della Posta. La sede dell’Ente turistico del Locarnese rappresenterebbe un esempio valido di contenuto che possa giovare della posizione di rilievo e al contempo apportare un valore aggiunto all’entrata di Piazza Grande”.

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