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25.02.22 - 16:19
Aggiornamento: 19:28

Aeroporto, quel provvisorio che ti mette le ali

A sette mesi dalla tromba d’aria, inaugurato ufficialmente l’hangar 1. Funge da officina e garantisce l’operatività in attesa dell’aviorimessa futura

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(Ti-Press)

Sette mesi. Tanto ha richiesto la costruzione del capannone provvisorio (47 metri x 25, con un portone di 20 metri di apertura) che funge da hangar 1 provvisorio all’Aeroporto cantonale di Locarno. Struttura destinata alla manutenzione dei velivoli da parte della AeLo Maintenance Sa di Locarno. Tanti sono i mesi trascorsi da quel 13 luglio 2021, quando una tromba d’aria mandò in mille pezzi il vecchio immobile, edificato nel lontano 1939, causando ingenti danni agli aeromobili presenti al suo interno ma, per fortuna, nessun ferimento tra gli addetti ai lavori. Oggi l’inaugurazione ufficiale. «Si tratta di una cerimonia significativa − ha esordito il Consigliere di Stato Claudio Zali, direttore del Dipartimento del Territorio −. Ero presente per caso quel giorno d’estate quando il forte vento si è abbattuto sull’aeroporto. È significativo e ha valore supplementare essere qui oggi. Ringrazio coloro che quel 13 luglio erano qui e hanno rischiato la loro incolumità. È stato un attimo di grande spavento per fortuna senza gravi conseguenze per i dipendenti dello scalo». Ringraziamenti Zali li ha rivolti in particolare alle Forze Aeree, che hanno subito messo a disposizione degli spazi per alloggiare i velivoli, all’Ufficio dell’aviazione civile per aver trattato le procedure del caso in maniera rapida e aver compreso l’urgenza della situazione, ai vari partner aeroportuali e pure allo Stato, che grazie al lavoro di team ha assicurato in pochi mesi un’adeguata soluzione operativa. «Si tratta di un hangar teoricamente provvisorio, che per un periodo di tre anni offrirà condizioni di lavoro migliori rispetto alla situazione precedente – ha aggiunto –. Tutto questo fa onore ai due dipartimenti coinvolti, del Territorio e delle Finanze e dell’economia, capaci di fare gioco di squadra. Quanto alla futura struttura definitiva, spero di rivederci qui tra tre anni per la sua inaugurazione». Costo dell’operazione: circa 1,5 milioni di franchi, a carico di Cantone e assicurazioni.

Il gioco delle piccole scatole

Paride Paglia, Capo campo dell’Aeroporto, ha ricordato come «nell’aviazione siamo abituati e preparati ad affrontare situazioni particolari. È stato il caso quando ci siamo resi conto, quel fatidico 13 luglio, che a volare non erano gli aerei bensì il tetto e i portoni del vecchio hangar. È stato un momento liberatorio rendersi conto che nessuno dei collaboratori mancava all’appello. Mi piace immaginare il nostro aeroporto come un insieme di piccole scatole. Se una salta, la sua mancanza ha ripercussioni su tutto ciò che la circonda. Oggi, ci ritroviamo una struttura che amo definire "Un Circo Massimo", che garantisce operatività e dà continuità al lavoro. Senza un’officina adeguata si rischia la paralisi dell’aeroporto. È un elemento indispensabile».

Si progetta la soluzione definitiva

Tra i relatori intervenuti, non poteva mancare Daniele Dellea, vicepresidente di AeLo Maintenance Sa nonché pilota istruttore dell’Aero club Locarno. Vale a dire le due strutture più toccate dall’evento (11 gli aeromobili danneggiati, alcuni dei quali gravemente). «Siamo estremamente soddisfatti dei tempi, dei modi e della celerità con cui questa struttura è stata allestita. Siamo grati al Cantone, alle Forze Aeree e al Para Centro per la collaborazione e la messa a disposizione di uffici e hangar durante la fase critica. Un ringraziamento va a tutti i dipendenti delle nostre due aziende, che non si sono lasciati scoraggiare dal disastro e non hanno avuto ripensamenti. La prova che chi lavora con noi è con noi! Ora siamo in trattative col Cantone per un hangar 1 definitivo. La collaborazione è ottima. Tra qualche anno, ne sono certo, presenteremo un grande risultato» ha concluso Dellea.
Due parole, infine, sul progetto allo studio. Il futuro nuovo hangar non sorgerà sulle ceneri dell’attuale tensostruttura (che una volta finito il suo compito tornerà a disposizione del Cantone), bensì sorgerà sul sedime oggi occupato dalle due vecchie baracche della Direzione aeroportuale. L’intero spazio verrà ripensato anche per ciò che riguarda l’accesso stradale, i posteggi, il ristorante e l’ingresso degli aeromobili. Saranno comunque dei privati a portare avanti l’operazione, mentre il Cantone metterà a disposizione la superficie necessaria.

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'Ho visto il portone vibrare e cadere dentro l'hangar'

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