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14.01.22 - 05:30
Aggiornamento: 19:14

Nodo intermodale, ‘viale Cattori può essere risparmiato’

Muralto, l’ingegnere del traffico Francesco Allievi ha individuato 4 soluzioni alternative a quella che provoca importanti resistenze in Comune

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Viale Cattori

La pazienza paga e bene ha fatto il Dipartimento del territorio a non forzare la mano su un nodo intermodale alla stazione di Muralto che dovesse essere per forza legato al transito dei bus Fart lungo viale Cattori. Da un primo incontro tenutosi ieri a Muralto fra Municipio, Cantone, Fart e l’ingegnere del traffico Francesco Allievi è infatti emerso che le soluzioni alternative esistono e sono addirittura, almeno teoricamente, quattro. Lo conferma il vicesindaco di Muralto, nonché presidente della Delegazione delle autorità incaricata di “costruire” il futuro della stazione Ffs, Dao Nguyen-Quang: «Il primo risultato è promettente. L’ingegner Allievi ha sottoposto alla nostra attenzione quattro varianti che “risparmiano” viale Cattori e prevedono il transito dei bus lungo l’attuale tracciato. Una può essere considerata molto interessante, due potenzialmente interessanti (ma piuttosto complicate da attuare) e l’ultima poco interessante. È comunque un dato di fatto che da questa primissima fase di valutazione emergono delle alternative a quella originaria. Ora si tratta di approfondire la fattibilità delle tre varianti che sembrano prestarsi, per poi tornare in Delegazione delle autorità, confrontarsi e decidere quale strada percorrere». Prima di farlo, Allievi dovrà dunque rimettersi al lavoro non tanto riguardo al tracciato dei bus fino alla stazione (viale Balli e viale Stazione) quanto in merito all’organizzazione degli spostamenti dei mezzi del trasporto pubblico sul comparto Ffs.

Il mandato era stato conferito dal Municipio dopo l’incontro “d’emergenza” della Delegazione delle autorità tenutosi a Muralto il 6 dicembre per discutere il da farsi dopo la frenata del Cantone sul credito PaLoc riguardante il nodo intermodale. L’obiettivo era appunto stabilire se vi fosse un’alternativa praticabile al transito di tutti i bus lungo viale Cattori, l’arteria storica e di particolare pregio che dall’entrata sul lungolago di Muralto (viale Verbano) conduce, risalendo, al comparto Ffs. Perché è un’ipotesi, quella che prevede l’utilizzo di viale Cattori, invisa a molti in Comune (anche all’interno del Municipio) e che aveva concorso al successo della domanda di referendum contro le decisioni del Consiglio comunale (ottobre 2020) su variante di Piano regolatore per il comparto e credito di costruzione da 4,74 milioni per la pensilina grezza dei bus; decisioni nel frattempo impugnate di fronte al Consiglio di Stato, che le aveva annullate.

Condizione di base posta dai referendisti per sbloccare il muro contro muro era proprio la salvaguardia di viale Cattori e il rispolvero di una soluzione diversa, che altra non può essere se non quella attuale, ovverosia il mantenimento dell’attuale flusso dei mezzi pubblici lungo viale Balli a Locarno e poi viale Stazione a Muralto. Alla base della decisione del governo di congelare il credito per il nodo intermodale (la cui realizzazione, volendo, avrebbe come detto potuto essere forzata dal Cantone) c’è la volontà di trovare una condivisione. “Poiché siamo partner di progetto, con tanto di convenzione firmata, e non entità indipendenti, sulla base di considerazioni politiche e di opportunità non ho ritenuto che forzare le cose fosse la migliore soluzione”, ci aveva detto il direttore del Dt Claudio Zali. Comunque, trovare una nuova via, in senso figurato e non, per arrivare in stazione, appare piuttosto urgente: il netto potenziamento del servizio pubblico intervenuto dopo il cambio d’orario a fine 2020 richiede degli adeguamenti a più livelli, e li richiede in fretta.

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