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01.09.22 - 18:18
Aggiornamento: 18:41

Salasso elettrico nel Moesano causato da una ‘diversa strategia’

La Ses scarica le responsabilità sulla Sa di Roveredo partecipata dai Comuni di Mesolcina e Calanca. Il direttore attende l’ok del Cda per spiegare

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Nel 2023 un salasso del 70% è previsto nelle bollette elettriche di Roveredo, San Vittore, Castaneda, Santa Maria e il paese di Grono serviti dalla Società elettrica sopracenerina (Ses) la quale in quel comprensorio moesano indica un aumento per le economie domestiche con consumo annuo fino a 100’000 kWh da 17 a 30 cts/kWh per l’abbonamento più a buon mercato e da 20 a 35 cts/kWh per quello più caro. Dunque un incremento di 13-15 centesimi che corrisponde a un +70%. In soldoni per un appartamento medio bisognerà scucire circa 500 franchi in più all’anno e circa 1’000 in più per un’abitazione dotata di termopompa. In questo comprensorio – che rischia di essere quello col balzello più consistente della Svizzera, ma che parimenti registra attualmente in talune località i tariffari più a buon mercato – la Sopracenerina afferma nel proprio comunicato stampa di comprare la corrente dall’Unione di Comuni per l’Energia (Uce), "la quale a sua volta si approvvigiona dall’Energia del Moesano Sa. A seguito dell’adozione di una diversa strategia d’acquisto di quest’ultima rispetto a quella di Ses – arriva al dunque la Sopracenerina – i prezzi dell’energia per i clienti finali grigionesi subiranno un aumento marcato e conseguentemente la fattura finale peserà circa il 65-70% in più rispetto al corrente anno".

Ma cosa non ha funzionato in seno all’Energia del Moesano Sa? La società – i cui azionisti sono tutti i Comuni di Mesolcina e Calanca – a sua volta si approvvigiona in parte tramite gli impianti idroelettrici della regione e in parte dall’Azienda elettrica ticinese. Aet che rifornisce gran parte del Ticino, compresa l’Azienda multiservizi di Bellinzona (Amb) che indica per il 2023 un incremento contenuto di 1,4 cts/kWh, ossia un decimo di quello previsto nella Bassa Mesolcina. Nella parte restante del Moesano bisognerà attendere i prossimi giorni per saperne di più: ma anche qui, alla fonte vi è l’Energia del Moesano Sa. Peraltro, ricordiamo, nel suo comunicato del 30 agosto Amb ha sottolineato che "il risultato è stato ottenuto grazie a un’oculata gestione degli approvvigionamenti con acquisto a lungo termine di energia idroelettrica prodotta da Aet, produzione propria e altri acquisti sul mercato eseguiti in momenti interessanti". Ciò che dunque non sembra aver fatto l’Energia del Moesano Sa.

Giudicetti: per il futuro cambiare fornitore

Come mai? Il direttore Damiano Stroppini, interpellato dalla ‘Regione’, attende il nullaosta del Consiglio di amministrazione – sempre che lo conceda – per fornire tutte le spiegazioni del caso. Chi mastica amaro è Simone Giudicetti, presidente dell’Unione di Comuni per l’energia che ritira la corrente dall’Energia del Moesano Sa e la vende «allo stesso prezzo» alla Ses che poi la distribuisce all’utenza finale attraverso le proprie linee: «Ci siamo attivati, coinvolgendo anche la politica locale, per contenere il più possibile quello che da alcuni mesi andava a palesarsi come un forte aumento del costo dell’energia nel 2023. Purtroppo il Consiglio comunale di Roveredo non ha accolto la proposta municipale di contribuire a mitigare l’impatto tramite un contributo di circa 800mila franchi. E venendo meno uno dei cinque Comuni, è caduta tutta l’operazione. A farne le spese sarà la popolazione, ma ribadisco che noi abbiamo la coscienza tranquilla». E guardando al futuro? «Siamo legati con un contratto esclusivo all’Energia del Moesano Sa, ma guardando al dopo 2023 abbiamo già avviato le valutazioni relative a una diversificazione della fornitura». In parole povere: se non è uno strappo, poco ci manca.

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