laRegione
13.04.22 - 18:30
Aggiornamento: 29.04.22 - 18:32

Il dopo pestaggio: ‘Valutare meglio e più sicurezza privata’

Bellinzona, il comandante della Polcom non ritiene opportuno inviare la polizia all’Espocentro. La testimonianza: cosa succede lì dentro

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Per qualcuno è l’occasione di andare sopra le righe

La domanda s’impone: è necessario schierare forze di polizia all’esterno dell’Espocentro in occasione di eventi per giovani come quello di sabato scorso, al termine del quale nelle immediate vicinanze un 16enne è stato aggredito e preso a pugni e calci al capo e al corpo da un gruppo di giovani per una questione futile? L’auspicio espresso ieri su queste colonne dall’organizzatore Gianni Morici non cade nel vuoto. O almeno, per ora il comandante della Polizia comunale di Bellinzona Ivano Beltraminelli, interpellato da ‘laRegione’, si dice disposto a valutare con più attenzione, di volta in volta, il tipo di evento organizzato, la tipologia di pubblico atteso e il dispositivo di sicurezza proposto e che la situazione di conseguenza richiede, «all’interno ma anche – aggiunge – all’esterno». Il discorso abbraccia l’ampia cerchia del mondo giovanile che, evento o non evento, non perde occasione per far parlare male di sé. Morici ne è cosciente e lo ha anche detto, auspicando però dal canto suo un maggior impegno delle forze dell’ordine.


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Il comandante della Polizia comunale di Bellinzona, Ivano Beltraminelli

‘Sarebbe facile negare l’autorizzazione’

Si torna alla domanda iniziale: la polizia in occasione di serate particolari come quella che sabato ha visto ospite il trapper comasco Simba La Rue, può dedicare risorse, o più risorse? «Dobbiamo valutare. Ovviamente se certi episodi di violenza si ripetono – avverte Beltraminelli – la risposta più facile da dare sarebbe una sola, ossia negare l’autorizzazione allo svolgimento di quelle feste», che si sa essere più a rischio di altre. Eventi peraltro con ingresso e bibite a pagamento, ciò che assicura agli organizzatori introiti con i quali coprire le spese, comprese quelle generate – e non sono bruscolini – dal dispositivo di sicurezza. «In alternativa – aggiunge Beltraminelli – si potrebbe chiedere agli organizzatori il potenziamento del loro servizio d’ordine, estendendolo anche alle immediate vicinanze», al suolo pubblico che solitamente è di competenza Polcom o Polcant. «Vedo male infatti inviare i nostri agenti sul posto ad attendere, magari delle ore, fino a quando il pubblico esce e se ne va». D’altronde gli stessi episodi di violenza verificatisi nell’estate 2020 in città «dimostrano ancora una volta, come detto prima, che accadono indipendentemente dall’organizzazione di eventi». Le teste calde insomma non mancano mai, ma questo – stando ai vari commenti letti sui social – non può diventare un’attenuante.

‘Situazioni di estremo disagio’

«Quando ci sono feste di questo genere, succede sempre qualcosa, anche se non è stata la serata peggiore». È quanto ci racconta Marco (nome di fantasia) che sabato sera era all’Espocentro di Bellinzona. Non è la prima volta che assiste a eventi del genere e spesso, dice, si notano situazioni di estremo disagio, soprattutto quando vi sono concerti di musica trap o techno. Evidentemente non tutti si comportano in un modo sopra le righe, ma bastano poche persone per rovinare la serata agli altri. «La grandissima maggioranza dei presenti – prosegue – erano minorenni. Ho visto giovani che fumavano (non solo sigarette) e che riuscivano a bere alcolici anche se avevano un braccialetto di colore diverso dai maggiorenni: o se li scambiavano, oppure chiedevano semplicemente a qualcuno con più di 18 anni di comprare loro da bere». Stando a Marco, questi ragazzini dovrebbero essere espulsi immediatamente dal locale, anche perché non riescono a gestirsi sotto l’effetto di stupefacenti. «Ho visto diversi giovanissimi che sono stati male a causa di quello che avevano assunto: certi erano praticamente svenuti e almeno una persona è stata portata fuori di peso e messa su un taxi».

‘Barista minacciato e fotografo infastidito’

Di violenza fisica Marco non ne ha vista, ma di quella verbale invece sì: «Alcuni giovani hanno minacciato un barista che stava cercando di spiegare loro che non potevano fumare all’interno del locale. Inoltre, anche un fotografo presente sul posto è stato pesantemente infastidito». E la sicurezza? «La sicurezza era presente soprattutto all’entrata e sul palco. In mezzo alla folla, tuttavia, le persone facevano un po’ quello che volevano». Come noto all’esterno, invece, il pestaggio c’è stato. E anche secondo Marco la polizia dovrebbe quindi controllare maggiormente quello che succede fuori dal locale, cosicché si riesca almeno a limitare (se non a impedire) episodi di violenza assolutamente ingiustificata.

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Calci e pugni alla serata trap di Bellinzona

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