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19.01.22 - 19:35
Aggiornamento: 19:54

‘L’aggregazione porta forza progettuale e maggiori competenze’

In vista del voto in Bassa Leventina, intervista a Roland David e Alberto Pellanda coinvolti in prima persona nelle fusioni di Faido e Riviera

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Roland David (a sinistra) e Alberto Pellanda (a destra)

L’unione delle forze porta all’aumento della capacità progettuale e a un’organizzazione comunale più strutturata, competente e specializzata. Ma attenzione alla situazione finanziaria, che soprattutto nella regione delle Tre Valli dipende comunque strettamente dalla perequazione cantonale, e a mantenere vive le differenti identità assicurando attenzione e vicinanza a tutte le frazioni. In vista della votazione popolare per l’aggregazione della Bassa Leventina (i cittadini di Bodio, Giornico, Pollegio e Personico sono chiamati alle urne domenica 13 febbraio), ecco opinioni, bilanci e moniti di chi la fusione (peraltro simile per geografia e numero di abitanti) l’ha vissuta in prima persona, ovvero l’ex sindaco di Faido Roland David (intervenuto anche alla serata informativa a Giornico) e l’attuale di Riviera Alberto Pellanda.

‘Ci è voluta pazienza ma oggi Faido raccoglie i frutti’

Nei suoi 21 anni di sindacato Roland David ha concretizzato tre fasi aggregative (2006, 2012 e 2016) che hanno portato Faido a inglobare undici ex piccoli Comuni. «Ci è voluta pazienza, è stato un percorso lungo ma oggi raccogliamo i frutti», premette l’ingegnere forestale, non più ricandidatosi alle ultime elezioni comunali, tracciando un bilancio positivo e sottolineando il beneficio della progettualità. «Se negli ultimi vent’anni siamo riusciti a realizzare determinate opere è sicuramente grazie all’aggregazione che ci ha fatto diventare più grandi, dando un valore diverso al territorio, prima invece frazionato. Abbiamo avuto dei buoni contributi da parte del Cantone che hanno incentivato la progettualità». Tra le opere «che senza unione delle forze sarebbe stato difficile realizzare», David cita l’acquisizione e consolidamento degli impianti di Carì, la copertura della pista di ghiaccio, la nomina dell’animatore comunale, gli investimenti in ottica di svago, turismo e sport, il riscatto delle linee della Sopracenerina e il conseguente rafforzamento della Cooperativa elettrica di Faido che ha così ricevuto un mandato come azienda di servizi creando anche posti di lavoro.

Se il bilancio quanto a forza progettuale è giudicato positivo, David mette in luce alcuni elementi che richiedono particolare attenzione. «Penso in particolare al senso di prossimità da garantire agli abitanti di ciascuna frazione. È chiaro che in precedenza, nel contesto di Comuni molto piccoli, era più facile, mentre con undici paesi distribuiti in un territorio molto vasto diventa più complicato. Questo processo ha richiesto tempo, ad esempio per organizzare un sistema d’informazione globale e istituire le commissioni di frazione che tuttavia non sono state create in tutti gli ex Comuni, ma solo dove effettivamente è stato manifestato interesse. Oggi le cose sembrano funzionare. In questo senso giudico molto importante la figura dell’animatore comunale il quale, oltre a svolgere un prezioso lavoro a livello di promozione del territorio, contribuisce a mantenere viva la realtà locale e a coordinare i vari enti e le associazioni presenti sul territorio». Riallacciandosi alla vastità della superficie comunale (quasi 136 chilometri quadrati), l’ex sindaco rimarca l’impegno (ad esempio organizzazione dell’Ufficio tecnico e della squadra esterna) per tenere fede al dovere di erogare servizi di qualità.

‘Tre Comuni dimensione ideale per la Leventina’

Tema ricorrente è poi quello delle finanze: non fa eccezione la Bassa Leventina dove uno degli argomenti dei contrari a Pollegio è la miglior salute del proprio Comune rispetto agli altri tre. «Anche da noi la questione ha fatto molto discutere. Tuttavia oggi il nuovo Municipio, in occasione del Preventivo 2022, ha proposto e ottenuto dal Consiglio comunale l’abbassamento del moltiplicatore d’imposta dal 100 al 95%. A dieci anni dalla fase più importante dell’aggregazione della Media Leventina (quella del 2012 che ha inglobato Anzonico, Calpiogna, Campello, Cavagnago, Chironico, Mairengo e Osco, ndr) significa che la situazione dal profilo finanziario ha dato buoni risultati. Dico buoni considerando la realtà della nostra regione, dove la perequazione finanziaria rimane comunque vitale». In definitiva David si schiera a favore dell’aggregazione della Bassa Leventina. «Credo che tre Comuni sia la giusta dimensione per la Leventina. In passato c’era chi sosteneva l’idea di avere un ente locale unico, ma diventerebbe davvero difficile garantire prossimità e la giusta attenzione a tre diverse realtà che presentano comunque differenze e specificità».

Pellanda: ‘Bene i progetti, difficile non dipendere dai contributi di livellamento’

«Posso anche capire che Pollegio guardi versi il Comune polo di Biasca, ma mi auguro che l’aggregazione della Bassa Leventina possa andare in porto così come proposta», esordisce Alberto Pellanda, che in qualità di sindaco di Osogna aveva vissuto la fusione del 2017 con Cresciano, Lodrino e Iragna. «Sarebbe ideale per la nostra zona geografica avere Serravalle, Biasca, Riviera e la Bassa Leventina. A tempo debito bisognerà capire dove si vorrà andare in futuro, facendo però molta attenzione affinché il discorso non diventi poco digeribile per la popolazione. Sono dunque molto prudente a parlare di nuove fusioni. Per il momento ritengo che le cose vadano bene così».

Elemento cardine del progetto aggregativo di Riviera è l’aerodromo di Lodrino. Da tempo il Municipio – che nel 2019 ha acquistato l’aerodromo da Armasuisse – sta lavorando alla riconversione da militare a civile. «Un progetto fondamentale, collante di quello che erano gli ideali di sviluppo: credere e investire nell’aeroporto in maniera propositiva, portando avanti il concetto del Polo tecnologico dell’aviazione. Un progetto innovativo e importante che un piccolo Comune non sarebbe riuscito a sviluppare. Proprio grazie all’aggregazione abbiamo potuto beneficiare di un contributo specifico di 3 milioni stanziato dal Gran Consiglio per il finanziamento delle opere infrastrutturali».

Tra i progetti elencati nel rapporto della Commissione di studio, quello di cui si è parlato maggiormente durante le serate pubbliche organizzate negli scorsi mesi (Pollegio, Personico, Giornico e Bodio) è l’auspicato sviluppo della zona industriale di Bodio-Giornico. L’obiettivo è di attirare nuove aziende e attività nell’ambito di un’industria innovativa, tecnologica o legata all’energia. Per questo e altri progetti la Commissione di studio ritiene doveroso che giunga un supporto cantonale. «Oltre ai chiari benefici degli incentivi all’aggregazione, risulta più semplice gestire progetti del genere con un unico Piano regolatore, senza dover passare da quattro Consigli comunali, procedure lunghe e complicate». In Bassa Leventina gli altri progetti di sviluppo regionale indicati nel rapporto riguardano la nuova destinazione del Collegio Santa Maria di Pollegio (c’è la volontà di portare in questo comparto attività di alto livello accademico che possano integrarsi con il know-how locale), lo sviluppo privato e pubblico del Campus formativo di Bodio per apprendisti in campo tecnologico, la creazione di una Fondazione che promuova le numerose testimonianze storiche e culturali presenti sul territorio e un’area di servizio (dove troverebbero posto anche i commerci locali) che punti su carburanti meno inquinanti di quelli tradizionali.

Per quanto riguarda le finanze, il sindaco di Riviera ammette che le aggregazioni non risolvono i problemi. «A Riviera abbiamo un gettito medio pro capite veramente basso, dipendiamo praticamente dal contributo di livellamento, il cui messaggio trasmesso al Gran Consiglio, che per noi e altri prevedeva una diminuzione, è stato sospeso anche dopo le nostre rivendicazioni e quelle di altri Comuni. Il rischio di un sistema di finanziamento troppo debole per le Tre Valli è quello di avere dei Municipi meno propositivi di quanto magari vorrebbero essere. E in questa situazione è una bella sfida mantenere il tenore dei servizi come i Comuni che stanno meglio finanziariamente. Con tutte le spese e compiti sulle spalle degli enti locali (per esempio in ambito di polizia, anziani, protezione civile), i margini di manovra diventano ancora più esigui. Questo non deve però scoraggiare le aggregazioni, in quanto l’unione fa la forza e si possono sfruttare risorse individuali che prima non si intravedevano o non si aveva la possibilità di farlo. Oggi abbiamo vari settori specializzati, con la qualità riconosciuta dal Municipio ma anche dai revisori e dalla popolazione, che hanno visto un incremento della qualità dei servizi proposti».

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