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10.12.21 - 05:15
Aggiornamento: 19:32

Radiografia completa sulla parte bassa dei riali giubiaschesi

Guasta, Fossato e Vallascia a scadenze pluriennali esondano creando forti disagi nella zona abitata: il Municipio mira a studiare possibili rimedi

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Il muro della camera collassato il 7 agosto

Riali di Giubiasco, tutto a posto? Lo dirà lo studio idrologico che il Municipio di Bellinzona, in accordo con l’Ufficio cantonale dei corsi d’acqua, ha deciso di effettuare andando a verificare i tratti finali dei torrenti Guasta, Fossato e Vallascia fino all’immissione nel fiume Ticino. Lo spiega l’Esecutivo nel messaggio sottoposto con clausola d’urgenza al Consiglio comunale contenente la richiesta di credito di 250’000 franchi (al beneficio di sussidi cantonali fino al 60%) per il rifacimento del tratto d’argine del Fossato crollato durante il nubifragio del 7 agosto che ha danneggiato la Scuola dell’infanzia Palasio resa inagibile. “Gli interventi eseguiti durante l’ultimo decennio nella parte alta dei tre riali hanno evidenziato, con l’evento di agosto, la loro efficacia e verranno ovviamente considerati nello studio idrologico”, evidenzia l’Esecutivo. Obiettivo della verifica sarà “comprendere le problematiche idrologiche che possono verificarsi nella parte bassa in corrispondenza della zona abitata” nella quale vi sono anche infrastrutture pubbliche. In seguito “verranno studiati dei possibili rimedi per migliorare i punti critici nei tre corsi d’acqua”.

Palasio, il nuovo muro sarà più alto di un metro

Quanto alla parete collassata in corrispondenza della camera del comparto Palasio e della griglia dove ha inizio la parte sotterranea del Fossato, che prosegue intubato fino al riale Guasta, tre giorni dopo l’evento sono stati eseguiti dei lavori di messa in sicurezza provvisoria con la posa di blocchi in calcestruzzo; spesa 23mila franchi. Parallelamente uno studio d’ingegneria civile è stato incaricato di pianificare il ripristino dell’argine crollato; progetto ultimato in ottobre e condiviso con l’Ufficio corsi d’acqua che “ha sollecitato il Comune a procedere il prima possibile con i lavori”. Progetto e preventivo che il Municipio ha nel frattempo già sottoposto alla Commissione dell’edilizia, dalla quale è giunto preavviso favorevole. Pertanto a fine novembre sono iniziati i lavori per la realizzazione di un nuovo muro d’argine in calcestruzzo situato completamente fuori dal corso d’acqua; in questo modo sarà possibile evitare di demolire l’alveo in buono stato. Il nuovo argine sarà composto da un muro di sostegno in cemento armato col ‘piede’ rivolto verso il centro scolastico. L’interno del corso d’acqua verrà rivestito in pietra naturale mantenendo così la trama dell’argine esistente. L’estensione del nuovo muro sarà di 22 metri, mentre l’altezza rispetto all’interno della vasca varierà da 3,3 a 3,8 metri, ossia un metro in più di quello ceduto. Il raccordo col muro esistente verrà eseguito “in modo armonioso ed equilibrato”.

A Gudo necessaria una terza tappa

Altri 610mila franchi (di cui 340mila al beneficio di sussidi cantonali) serviranno a pagare l’importante lavoro di messa in sicurezza resosi necessario dopo i due crolli (scivolamento di roccia il 5 dicembre 2020 e colata detritica il 28 luglio 2021) verificatisi sulla collina di Gudo in zona Sasso Grande. Interventi protrattisi per più mesi quest’anno, a protezione della strada comunale e di alcune abitazioni. Oltre alle due fasi già realizzate resta ancora da eseguire l’intervento di consolidamento di due speroni di roccia secondari situati sul lato a est della parete interessata dal crollo del dicembre 2020. Le verifiche effettuate permettono di ritenere precaria la loro stabilità rendendo necessaria la realizzazione di due contrafforti di sostegno a partire dalla primavera 2022, il tutto completato de seminagione e rinverdimento della superficie del pendio scosceso e dallo spurgo puntuale dei detriti che, fino all’attecchimento della vegetazione, interesseranno la zona in occasione di nuovi eventi piovosi di una certa intensità. I barbacani saranno eseguiti in calcestruzzo armato e fissati mediante ancoraggi permanenti alla parete rocciosa. Da notare che essendo gli interventi principalmente volti a mettere in sicurezza la zona e ripristinare la situazione antecedente, non possono essere oggetto di prelievo dei contributi. Per contro la realizzazione dei due barbacani essendo un’opera di premunizione che va direttamente a beneficio di una delle abitazioni presenti, è “possibile applicare la procedura di prelievo dei contributi coinvolgendo la sola proprietà interessata”.

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