laRegione
04.05.22 - 18:10
Aggiornamento: 18:32

Bellinzona, importanti lavori per rendere più sicuri sette riali

Il Municipio chiede di stanziare un credito di 450mila franchi per interventi selvicolturali sui piccoli corsi d’acqua della sponda sinistra

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Interventi volti a evitare straripamenti, come avvenuto l’estate scorsa

Un credito di 450mila franchi per mettere ulteriormente in sicurezza sette riali della sponda sinistra di Bellinzona. Dopo le forti piogge dell’estate scorsa – ricordiamo il nubifragio del 7-8 agosto che aveva provocato l’esondazione del riale Fossato: acqua e fango avevano invaso la Scuola dell’infanzia Palasio, rendendola inagibile per tutto l’anno scolastico –, il Municipio turrito ritiene infatti opportuno "intervenire al più presto" con interventi selvicolturali per "garantire la funzionalità" delle opere di premunizione. In altre parole l’esecutivo intende procedere alla "rimozione delle piante pericolanti presenti nell’alveo dei diversi riali", si legge nel relativo messaggio municipale recentemente licenziato all’indirizzo del Consiglio comunale. Se il legislativo dovesse accogliere il credito i lavori dovrebbero svolgersi nell’autunno/inverno 2022/2023 e dovrebbero durare 1-2 mesi.

Fra invecchiamento del bosco e cambiamenti climatici

Si tratta di «lavori importanti che andranno a prevenire in particolare il pericolo di serre», precisa a ‘laRegione’ il municipale Henrik Bang che è anche ingegnere forestale. Nonostante negli anni i riali siano stati regolarmente oggetto di opere di premunizione, «il bosco sta invecchiando perché si taglia meno legna. Vi è quindi un rischio maggiore che, a causa di forti temporali, alcuni alberi cadano», spiega il capo supplente del Dicastero anziani e ambiente (di cui fanno parte i Servizi urbani, responsabili di questi interventi). «Se crollano in mezzo al bosco non ci sono problemi, ma se cadono in un riale vi è il pericolo che si formi un’occlusione. Se poi questa sorta di diga naturale cedesse a causa della pressione dell’acqua, il riale strariperebbe con la possibilità di provocare danni a valle». Oltre all’invecchiamento del bosco bisogna anche considerare «i cambiamenti climatici» che si traducono in un aumento della frequenza di eventi meteorologici estremi, come quelli avvenuti durante l’estate del 2021. Insomma, oltre alla manutenzione ordinaria e regolare che è stata effettuata negli anni, ora sembra essere necessario intervenire in modo più importante, proprio a causa dei cambiamenti climatici, ma anche di quelli delle abitudini della popolazione.

Rimuovere dalle sponde alberi caduti o pericolanti

Nel messaggio il Municipio sottolinea che le alluvioni avvenute tra luglio e agosto dello scorso anno "hanno evidenziato come le opere di premunizione eseguite negli ultimi decenni sulla sponda sinistra del fiume Ticino hanno evitato ingenti danni alle abitazioni dei quartieri di Bellinzona, Pianezzo e Giubiasco". In ogni caso, oltre alle operazioni di manutenzione straordinaria e ripristino delle opere effettuate a seguito dei nubifragi, è stato deciso di ispezionare, in collaborazione con la Sezione forestale, "tutti i riali della sponda sinistra evidenziando le principali situazioni di potenziale pericolo per l’abitato dei quartieri coinvolti". In particolare sono stati controllati il ‘riale’ di Pianezzo, il Fossato, il Vallascia, il Guasta, il Dragonato, il Lobbia, il Daro, il Boné, il Riganella, il Noco e il Vallone. "Tutti questi riali hanno evidenziato la necessità di interventi puntuali ad eccezione del Dragonato in quanto è stato oggetto di un recente progetto selvicolturale". Inoltre per il ‘riale’ di Pianezzo (affluente del fiume Morobbia), il Fossato e il Vallascia sono previsti interventi analoghi che però fanno parte di un progetto di interventi selvicolturali approvato nel 2012 dal legislativo dell’ex Comune di Giubiasco. Gli altri sette riali saranno invece oggetto dei lavori previsti dal messaggio municipale in questione: "Si tratta in buona sostanza di rimuovere e sgomberare tutti gli alberi caduti o fortemente inclinati che si trovano sulle sponde del riale e/o in prossimità di manufatti (briglie, muri, canali, argini)".

I costi a carico della Città sono di 57mila franchi

Concretamente, si prevede di intervenire su circa 1’050 m3 di legname (inclusa la ramaglia) su una superficie di 19,6 ettari. Parte del legname non potrà essere riutilizzata, visto che contiene sabbia e sassi a seguito delle alluvioni. Un’altra parte potrà invece essere venduta: il Comune stima un ricavo di 33mila franchi. Oltre a ciò Cantone e Confederazione sussidieranno l’80% del progetto pari a 360mila franchi. Dei costi totali, preventivati a 450mila franchi, la Città di Bellinzona dovrebbe quindi contribuire con 57mila franchi.

L’asilo Palasio dovrebbe riaprire come previsto a settembre

Come detto, questi interventi selvicolturali permetteranno di mettere ulteriormente in sicurezza il territorio in caso di alluvioni come quelle dell’anno scorso. Alluvioni che potenzialmente possono generare parecchi danni, come successo per l’asilo Palasio: i costi dovuti al maltempo ammontano infatti a oltre 4 milioni di franchi. Ricordiamo che quest’anno i bambini hanno svolto le attività scolastiche in strutture prefabbricate accanto alle Scuole Nord, visto che per rendere nuovamente agibile la sede di Giubiasco sono necessari importanti lavori di ripristino edilizio. Stando a Henrik Bang, a capo del Dicastero opere pubbliche, la tempistica dovrebbe essere rispettata: «Per il momento non vi sono stati intoppi, quindi gli interventi dovrebbero terminare a luglio. Poi si procederà al trasloco. I bambini potranno dunque, come previsto, frequentare nuovamente la loro sede a partire dal prossimo anno scolastico, a settembre».

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