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18.10.21 - 18:44
Aggiornamento: 19:30

‘Cara Sommaruga, verifichi cosa sta facendo l’Uft’

Nuove Officine Ffs: il legale di tre ditte attive a Castione sollecita la consigliera federale affinché s’interessi del dossier

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Franco Gianoni

“Temo che il Consiglio federale non venga messo a conoscenza degli argomenti contrari alla proposta dell’Ufficio federale dei trasporti”. A nome delle ditte Mancini & Marti, Otto Scerri e Geniobeton, tutte attive su sedimi di Castione (totale 240’000 metri quadrati) parzialmente riservati (verrebbero espropriati quasi 33’000 metri) per le nuove Officine Ffs, l’avvocato Franco Gianoni ha inviato una lettera di cinque pagine alla consigliera federale Simonetta Sommaruga lamentando una mancanza di comunicazione da parte dell’Uft nell’ambito della modifica del Piano settoriale dei trasporti che lo vede impegnato al pari di altri legali, privati, enti, ditte e associazioni nel contestare le mire delle Ferrovie. Nella premessa il legale bellinzonese ricorda alla direttrice del Dipartimento ambiente, trasporti, energia e comunicazioni (Datec), nel quale l’Uft opera, che una parte dei 150mila metri quadrati riservati dalle Ffs e confermati dall’Uft, la cui decisione è stata impugnata con più ricorsi davanti al Tribunale amministrativo federale, è attualmente zona industriale “di futuro sicuro migliore avvenire” trovandosi a ridosso di Bellinzona e a meno di un chilometro dallo svincolo autostradale e dalla stazione ferroviaria. “Quindi una zona destinata ad attività di piccole e medie industrie, artigianali e commerciali” su terreni il cui costo “si aggira sui 500 franchi al metro quadrato”. Per contro – insiste Gianoni – se Ferrovie e Uft optassero per l’ubicazione di Bodio/Giornico “potrebbero recuperare subito, senza espropriazione e a poche decine di franchi al metro, una vasta zona industriale che non sacrifica neppure un metro di terreno Sac”, contro gli 80’000 destinati a sparire a Castione. L’area di Bodio/Giornico (ex Monteforno) invece “è già servita da due binari di collegamento, è raggiungibile dalla galleria di base, non causa inconvenienti alle altre attività esistenti ed essendo dismessa da decenni rientra nel piano del Consiglio federale di recupero di dette zone”. E che se recuperata “darebbe lustro e vigore all’Alto Ticino”.

Lo strano silenzio dell’Ufficio federale dei trasporti

Quanto allo scopo della missiva, l’avvocato Gianoni esortando la ministra ad attivarsi rileva di aver chiesto all’Uft – ormai due mesi fa e senza esito alcuno – copia della propria proposta inviata al governo federale relativa all’ubicazione delle nuove Officine nell’ambito della procedura di modifica del Piano settoriale dei trasporti. Proposta che rifacendo i calcoli fatti a suo tempo dalle Ffs – come anticipato dalla ‘Regione’ il 10 agosto – colloca tutt’oggi Castione in testa nel raffronto a due ma con un distacco su Bodio/Giornico minore rispetto a prima (un terzo in più di punti anziché il doppio) in virtù del carattere già industriale dell’area ex Monteforno. Vista la mancata risposta dell’Uft, l’avvocato Gianoni sollecita dunque la ministra Sommaruga a cercare le sue osservazioni trasmesse a fine luglio nell’ambito della procedura di modifica del Piano settoriale e contrarie all’opzione Castione. Idem hanno fatto sia l’avvocato Fulvio Pelli a nome dei Comuni di Biasca, Bodio, Personico e Giornico e della Commissione dei trasporti Tre Valli, sia l’Ente regionale di sviluppo e l’Unione contadini ticinesi. Gianoni evidenzia peraltro che sempre l’Uft “si è rifiutato di produrre” le schede di valutazione in base alle quali è stato allestito il recente confronto fra Castione e Bodio/Giornico. Uft poi criticato per non aver sentito i Comuni interessati né i proprietari privati, per poi redigere un risultato finale del confronto “manifestamente partigiano, seppure un po’ modificato” rispetto a quello precedente delle Ffs. Infine l’avvocato Gianoni segnala l’errore commesso dal Consiglio di Stato dove scrive, nelle osservazioni sulla modifica di Piano settoriale, che la scelta dell’ubicazione a Castione “è già stata ampiamente discussa e avallata dal Gran Consiglio”. Il quale ha semmai stanziato i 100 milioni di contributo cantonale, ma senza schierarsi pro o contro una o l’altra ubicazione.

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