Bellinzonese

Eventi naturali, Riviera verso un Piano di emergenza comunale

L’intenzione è quella di avere a disposizione un dossier che dia garanzia di prontezza in caso di frane, allagamenti ed esondazioni

Al Consiglio comunale si chiede di concedere un credito di 80mila franchi, sussidiato dal Cantone nella misura dell'80% (Ti-Press)
7 ottobre 2021
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Una garanzia di prontezza nel caso in cui si verifichi un evento naturale rilevante. Una base strategica sulla quale sviluppare un’azione di intervento secondo specifiche priorità. Questo in sintesi lo scopo del piano di emergenza comunale che il Municipio di Riviera vuole elaborare. La volontà, si legge nel messaggio licenziato all’attenzione del legislativo, si basa sul fatto che “negli ultimi trent’anni, a livello cantonale si è assistito al succedersi sul territorio di eventi rilevanti sempre più frequenti e con un’incidenza sempre più importante. Prova ne è ad esempio l’alluvione che nel 2006 ha colpito la Riviera, e in particolare Osogna, fino ad arrivare ai più recenti avvenimenti che nel 2020 hanno comportato esondazioni rilevanti dei riali sul nostro territorio, senza dimenticare quanto accaduto di recente nel Luganese e nel Mendrisiotto, a seguito dell’inusuale ondata di pioggia estiva”. Proprio a seguito dell’evento del settembre 2020 che ha colpito in maniera rilevante il Comune di Riviera (in particolare Osogna dove si era allagato un sottopasso a causa dell’esondazione di un riale, ma anche la Valle d’Osogna con alberi caduti, ramine e muretti distrutti, frane e massi pericolanti), in risposta a un’interpellanza interpartitica il Municipio metteva in evidenza come, nell’ambito della gestione di un eventuale evento naturale rilevante, lo strumento più indicato fosse avere la garanzia di prontezza grazie a un piano di emergenza previsto dalle normative cantonali. Per elaborarlo il Municipio chiede al legislativo di concedere un credito pari a 80’200 franchi, sussidiato dal Cantone nella misura dell’80%, riducendo così a 16’040 il totale a carico del Comune.

Punti critici, strategia di intervento e oggetti minacciati

Negli scorsi mesi, si legge ancora nel messaggio, l’Esecutivo si e attivato con l’Ufficio dei corsi d’acqua e la Sezione forestale per procedere all’elaborazione del piano. Costruito sulla base della documentazione relativa allo sviluppo dei Piani delle zone di pericolo e di altri studi in corso o già realizzati, consiste in un dossier che descrive, con schede tecniche mirate per ogni fenomeno o settore (frane, allagamenti, esondazioni, ecc.), punti critici, strategia di intervento e oggetti minacciati. Sono inoltre previsti piani di intervento e schede operative finalizzati a descrivere in maniera puntuale ogni operazione da effettuarsi a seconda delle condizioni. Il piano di emergenza sarà a disposizione del Presidio territoriale, l’organo di condotta incaricato di gestire le situazioni di emergenza (ne fanno parte rappresentanti dell’autorità comunale, tecnici, Protezione civile e altri enti).

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