Bellinzonese

Officine Ffs, 'petizione con tante falsità!'

Il comitato ‘Giù le mani’ reagisce alla raccolta firme interna. Frizzo e Cozzaglio: ‘L’iniziativa in votazione il 19 maggio non mette a rischio Castione'

Ti-Press/Golay
28 marzo 2019
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«Un piccolo gruppo di quadri sta giocando sporco e, tra falsità e strumentalizzazione, tenta di dividere gli operai delle Officine di Bellinzona e di mettere gli iniziativisti in cattiva luce». È un lungo sfogo quello fatto oggi in conferenza stampa dal comitato dell’associazione ‘Giù le mani’ quale reazione alla petizione (vedi la ‘Regione’ di mercoledì 27) sottoscritta – sostengono i due capi reparto che l’hanno lanciata – da 207 collaboratori su un totale di 410. Petizione nel frattempo inviata al Ceo delle Ffs Andreas Meyer e al direttore dello stabilimento cittadino Francesco Giampà con tanto di sostegno al progetto di nuova officina a Castione e preoccupazione per l’esito della votazione popolare del 19 maggio sull’iniziativa ‘Giù le mani’ che chiede all’ente pubblico si realizzare in Ticino un polo industriale, produttivo e tecnologico in campo ferroviario. “Preoccupano i contenuti dell’iniziativa – si legge nella petizione – perché compromettono la realizzazione a Castione”. Questo mentre “le Ffs hanno garantito che non ci saranno licenziamenti e che stanzieranno un importante investimento per la formazione e riqualifica di tutti i dipendenti”.

'Pressioni in ottobre e anche oggi'

«Frasi come queste confondono, ingannano e illudono i collaboratori e la gente che andrà alle urne», sbotta Ivan Cozzaglio, primo firmatario dell’iniziativa e presidente della Commissione del personale: «L’esito della raccolta firme, peraltro fatta con carta non intestata, vuol far credere che vi sia una spaccatura fra chi è contro la soluzione Castione e chi la sostiene. Ma non è affatto così. Perché l’iniziativa non è contro la soluzione Castione, ma è per il rafforzamento dell’attività industriale nel nostro settore in Ticino». Gli operai, ricordiamo, lo scorso ottobre si erano comunque divisi sull’iniziativa: con 143 sì e 135 no a scrutinio segreto avevano votato la necessità di portarla alle urne: «Ma già allora vi era stata pressione da parte del vertice aziendale. E adesso temo che si sia ripetuta la stessa cosa». Quanto alle falsità, «la garanzia di non licenziamento non è attualmente data, idem quella secondo cui sarebbero tutti formati per affrontare le nuove mansioni a Castione. Ma tutti chi? Le Ffs prevedono a Castione 200-230 operai. Formeranno quindi tutti gli attuali 410, a parte quelli che nel frattempo andranno in pensione? Quanto ai licenziamenti, i primi ad essere tagliati sarebbero gli interinali, oggi una sessantina». E fra di essi c’è anche chi ha firmato la petizione, sintomo «di una diffusa paura». Dal canto suo Gianni Frizzo, presidente dell’associazione Giù le mani, ha ribadito che «la prospettiva più ottimistica è l’impiego a Castione di 130, e non 200-230, degli attuali 410 operai. Tuttavia, sebbene sollecitate in merito, le Ffs non hanno mai fornito dati ufficiali né il piano di fabbrica. Quanto a noi, il 19 maggi non abbiamo paura di perdere. Comunque andrà, vinceremo. E siamo pronti al confronto, per togliere di mezzo menzogne e confusione».

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