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16.09.22 - 12:05
Aggiornamento: 18:08

Si moltiplicano in Svizzera gli attacchi ai bancomat

Sempre più frequente l’uso di esplosivi per far saltare i distributori automatici di banconote. A inizio estate trenta casi in mano alla Procura federale

Ats, a cura di Red.Web
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Keystone

Dalla scorsa primavera oltre una decina di bancomat sono stati scassinati in Svizzera, stando a un calcolo dell’agenzia Keystone-Ats. Nella Confederazione vi sono circa 7’000 distributori automatici di banconote. I casi di attacchi dinamitardi ai bancomat si sono moltiplicati negli ultimi giorni. La scorsa notte un distributore è stato fatto esplodere a Schötz (Lu), due giorni fa un caso analogo è stato segnalato a Sembrancher, in Vallese, mentre la settimana scorsa un bancomat è stato fatto esplodere a Spreitenbach (Ag).

In agosto, attacchi dinamitardi erano avvenuti a Nuglar (So), a Büttikon (Ag), nonché a Châble (Vs). Quest’ultimo caso si era verificato il giorno della Festa nazionale. Prima delle vacanze estive, esplosioni erano state registrate nella Svizzera romanda, rispettivamente a Lajoux (Ju), Moutier (Be), Portalban (Fr) e nella stazione di servizio autostradale della Gruyère (Fr). In precedenza, in maggio, scassinamenti di questo tipo era avvenuti a Reconvilier (Be), Concise (Vd) e Lohn-Ammannsegg (So). In marzo, ignoti avevano fatto esplodere un bancomat a Oberentfelden (Ag).

Banche discrete

Interrogate da Keystone-ATS, le banche hanno risposto che, per ragioni di sicurezza, le loro strategie di protezione dei bancomat non sono destinate a essere rese pubbliche. Ubs ha affermato che la tutela dei distributori automatici di banconote è una priorità assoluta. In questo senso sono state attuate norme di sicurezza il più elevate possibile. Dal canto suo, la Banca cantonale di Zurigo ha dichiarato di esaminare costantemente le possibilità di protezione dei suoi bancomat contro attività criminali. Ove è necessario, verranno attuate. A occuparsi dei casi, come avviene ogni volta che vengono utilizzati degli esplosivi, è il Ministero pubblico della Confederazione (Mpc). All’inizio dell’estate la Procura federale aveva per le mani una trentina di furti a bancomat realizzati con le stesse modalità.

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