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17.08.22 - 14:17
Aggiornamento: 22:39

Ecco le contromosse per scongiurare il blackout

Via libera alle trattative per l’utilizzo di centrali elettriche di riserva. E si valuta pure l’impiego dei generatori di emergenza

Ats, a cura di Red.Web
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Keystone
Al vaglio le alternative

I preparativi per evitare una penuria di elettricità durante l’inverno sono a buon punto. Il Consiglio federale ha deciso oggi che i dipartimenti federali dell’energia (Datec) e dell’economia (Defr) possono avviare le trattative in vista della conclusione di un contratto per l’impiego di centrali elettriche di riserva.

La guerra in Ucraina ha fatto rinascere lo spettro di una carenza di elettricità a partire dal prossimo inverno. Per evitare un tale scenario, il Governo ha già deciso di mettere in esercizio delle centrali di riserva. Ora è giunto il momento di negoziare i contratti.

Gli impianti dovevano inizialmente funzionare a gas. Tuttavia, considerato l’approvvigionamento incerto di questo combustibile a causa del conflitto, è emersa una nuova esigenza: le centrali dovranno, se possibile, poter funzionare anche con il petrolio. E la potenza totale dovrà essere superiore ai 300 Megawatt (MW), ovvero circa l’80% della potenza dell’impianto nucleare di Mühleberg (Be), nel frattempo disattivato, precisa il Governo in una nota odierna.

Indagini preliminari sono state condotte presso i Cantoni e i gestori delle centrali. Hanno mostrato che un tale potenziale sarebbe disponibile a partire dalla fine dell’inverno. I crediti supplementari e i crediti di impegno necessari sono stati sollecitati per il finanziamento.

Un’ordinanza regolamenterà in un primo tempo lo sfruttamento di disponibilità accresciuta delle centrali di riserva, l’indennità da corrispondere ai suoi gestori e le responsabilità. Dovrebbe entrare in vigore al più tardi entro la metà di febbraio 2023. Sarà in seguito sostituita da una modifica della legge.

La Confederazione sta peraltro esaminando se i generatori di emergenza potrebbero pure servire quali centrali di riserva. Ne esistono attualmente circa 300, offrendo una potenza totale di circa 280 MW. Sono utilizzati da Swissgrid per le prestazioni di servizio relative al sistema. Diverse questioni logistiche devono ancora essere risolte e i proprietari devono ancora dare il loro consenso.

Per l’esercizio delle centrali elettriche di riserva e, all’occorrenza, dei generatori di emergenza, tra febbraio e maggio 2023 dovranno essere temporaneamente innalzati i valori limite dell’ordinanza contro l’inquinamento atmosferico ed eventualmente di quella contro l’inquinamento fonico. Ciò è necessario qualora, in presenza di una situazione critica sul fronte dell’approvvigionamento elettrico, tali impianti dovessero restare in esercizio per più di 50 ore all’anno, precisa l’esecutivo.

Le situazioni di penuria nella rete di trasporto possono essere mitigate anche con l’aumento della tensione d’esercizio di importanti elettrodotti. Il Consiglio federale ha incaricato il Datec, in collaborazione con il Defr, di presentare entro fine settembre 2022 una proposta di aumento da 220 kV a 380 kV del livello di tensione dei due elettrodotti di Bickigen (Be)-Chippis (Vs) (linea della Gemmi) e Bassecourt (Ju)-Mühleberg, nel caso di una minaccia imminente di penuria tra gennaio e aprile 2023, e una proposta di esercizio test della linea elettrica della Gemmi nel dicembre 2022.

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