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28.04.22 - 15:38
Ats, a cura de laRegione

Il Ticino uno dei cantoni più accoglienti per i profughi ucraini

Lo ha dichiarato il capo dello stato maggiore di crisi della Segreteria di Stato della migrazione. Il Ticino accoglie oltre 800 rifugiati più del previsto

Il Ticino è uno dei cantoni più accoglienti per i rifugiati in fuga dall’Ucraina. Lo ha detto oggi a Berna David Keller, capo dello stato maggiore di crisi in seno alla Segreteria di Stato della migrazione (Sem), spiegando che dal Sud delle Alpi sono arrivati molti segnali positivi in termini di solidarietà. Le persone in cerca di protezione attribuite sinora al Ticino sono 2’577, sebbene in termini di ripartizione ideale siano previsti 1’701 rifugiati, secondo quanto indica la tabella sull’attribuzione cantonale di persone con statuto di protezione S. Sono oltre 800 in più del previsto, ha spiegato il funzionario della Sem.

A oggi 43’014 rifugiati registrati in Svizzera

Attualmente nei centri federali d’asilo sono occupati circa 5’000 degli oltre 9’000 posti di alloggio, ha detto Keller basandosi su un documento della stessa Sem, nel quale viene precisato che attualmente sono tra 500 e 1’000 le persone che ogni giorno si fanno registrare in queste strutture. Stando alla Sem, anche i Cantoni dispongono al momento di un numero sufficiente di posti di alloggio e di riserve per accogliere le persone con statuto di protezione S attribuite loro dalla Confederazione. A oggi, secondo i dati forniti dalla Sem su Twitter, ci sono 43’014 rifugiati registrati, di cui 35’928 hanno ottenuto lo status S.

Squilibri cantonali saranno corretti

Rispetto ai sopracitati squilibri fra cantoni, Keller ha fatto anche l’esempio di Appenzello Esterno, che dovrebbe accogliere 268 persone e invece ne ospita attualmente 556. I cantoni romandi sono invece meno attivi ma ciò verrà corretto nelle prossime settimane. Lo Stato maggiore Asilo (Sonas) ha accolto con favore il ritorno – da lunedì – all’assegnazione cantonale proporzionale alla popolazione dei rifugiati dall’Ucraina. In questo modo, ha spiegato Keller, sarà possibile compensare gradualmente gli squilibri venutisi a creare. La quota proporzionale alla popolazione secondo la chiave di ripartizione in Ticino si attesta al 4% e nei Grigioni al 2,3%. Il Canton Zurigo ha la quota maggiore (17,9%), seguito da Berna (12%), Vaud (9,4%) e Argovia (8,0%).

La nuova prassi non ha comunque effetto retroattivo e dunque le persone che sono già state registrate e attribuite a un Cantone potranno rimanervi. Attualmente, otto cantoni (Ag, Fr, Ge, Lu, Ne, Sg, Vd, Vs) accolgono decisamente meno persone di quanto dovrebbero. Leggermente in negativo – ma nell’ordine di poche decine – anche Grigioni, Glarona, Obvaldo, Soletta, Uri e Zurigo.

Barriera linguistica

I rifugiati ucraini sono "relativamente ben qualificati", ha detto dal canto suo Philipp Berger, a capo della sezione Ammissione al mercato del lavoro della Sem, citando una scheda sulla valutazione delle qualifiche professionali. Tuttavia, non tutti riusciranno a ottenere un lavoro corrispondente alla loro formazione e alle loro qualifiche. Tra i fattori viene citata ad esempio la barriera linguistica.

Rispetto ad altri gruppi di rifugiati giunti in Svizzera in passato, secondo la Sem, "le qualifiche professionali del gruppo in esame sono buone" anche se c’è "il rischio di una certa dequalificazione". Più di un quarto di loro (28%) proviene dal mondo accademico, ha aggiunto Berger, sottolineando che la quota è elevata anche nel ramo "servizi e vendita" (27%). Artigiani e operai si situano invece attorno al 10%, mentre lavori d’ufficio e professioni affini raggiungono il 12%.

È quanto emerge da un sondaggio effettuato su campione di oltre 1’700 persone, di cui 80% donne e 20% uomini. In 1’338 casi è stato possibile identificare la professione, mentre per 436 persone i dati riguardanti la professione non sono disponibili o non sono leggibili oppure si tratta di pensionati o studenti.

Città svizzere in difficoltà

Alcune città elvetiche al momento sono in difficoltà nel trovare alloggi per i rifugiati, ha spiegato Nicolas Galladé (Ps), municipale di Winterthur (Zh) e presidente dell’Iniziativa delle città per la politica sociale.

L’obiettivo ora è di creare capacità negli alloggi collettivi il più rapidamente possibile per essere in grado di ospitare altri rifugiati, ha aggiunto, ricordando che comunque gli ucraini entrano con un visto Schengen e dunque possono viaggiare ovunque e cercare liberamente un alloggio.

Poiché molti rifugiati preferiscono le città, esse risultano pesantemente gravate. Inoltre, il processo di ammissione richiede molto tempo e le autorità cittadine faticano a far fronte al carico di lavoro, ha detto Galladé.

I rifugiati ucraini sono ucraini?

Stando a Gaby Szöllösy, segretaria generale della Conferenza cantonale delle direttrici e direttori cantonali delle opere sociali, il 96% dei rifugiati che hanno recentemente richiesto lo status di protezione S in Svizzera sono cittadini ucraini, anche se tra chi è in fuga dall’Ucraina ci sono persone di 80 nazionalità diverse. All’ultimo conteggio, ha sottolineato, 1’580 persone non avevano la cittadinanza ucraina.

Affinché a questi ultimi sia concesso lo status di protezione S, bisogna prima assicurarsi che le persone abbiano vissuto in Ucraina, ha precisato Keller. Secondo il capo dello stato maggiore di crisi è poi necessario chiedersi se la persona in questione non possa tornare in sicurezza nel suo paese d’origine: se la risposta è "sì", otterrà lo status S, mentre in caso contrario potrà avere la possibilità di chiedere asilo in Svizzera.

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