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22.04.22 - 16:36
Aggiornamento: 17:26

Guerra in Ucraina, dal Parlamento dure critiche al governo

La Delegazione delle Commissioni della gestione censura in particolare la latitanza iniziale di Ignazio Cassis, Viola Amherd e Karin Keller-Sutter

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Keystone
Amherd, Cassis, Keller-Sutter: la Delegazione sicurezza del Consiglio federale

Da singoli parlamentari, media, osservatori, organizzazioni non governative: nelle ultime settimane le critiche sono piovute da più parti sul Consiglio federale. Prima per i tentennamenti iniziali sulla ripresa delle sanzioni Ue contro la Russia; poi per le dichiarazioni non coincidenti dei suoi membri, oltre che per la performance al raduno pro-Ucraina in Piazza federale del presidente della Confederazione Ignazio Cassis; infine, per la lentezza con la quale vengono attuate le misure coercitive nei confronti di Mosca. Adesso a censurare l’operato dell’esecutivo è nientemeno che l’organo di vigilanza supremo del Parlamento. Usando toni insolitamente duri, la Delegazione delle Commissioni della gestione (DelCg) assegna cattive note sia alla Delegazione Sicurezza (DelSic) del Consiglio federale, sia al cosiddetto Gruppo Sicurezza della Confederazione. Non è la prima volta che il governo viene rimproverato per come gestisce situazioni di crisi.

La notizia non è fresca. ‘Tre consiglieri federali sotto il fuoco delle critiche’, titolava già il 7 aprile ‘Le Temps’. Il quotidiano ginevrino anticipava i contenuti di una lettera confidenziale inviata dalla DelCg al Consiglio federale. Una missiva che si sono procurati i giornali Tamedia e la ‘Neue Zürcher Zeitung’, e di cui Keystone-Ats ha ottenuto copia.

Consiglio federale ‘talmente impreparato’

Nel mirino c’è soprattutto la DelSic del Consiglio federale. Ne fanno parte il ministro degli Esteri Ignazio Cassis nonché le responsabili dei dipartimenti della Difesa Viola Amherd e di Giustizia e polizia Karin Keller-Sutter. Il trio ha il compito di monitorare la situazione della sicurezza e di allertare l’intero Consiglio federale in caso di emergenza. Nel farlo, si affida alle indicazioni fornite dal Gruppo Sicurezza della Confederazione: attualmente è composto dalla segretaria di Stato del Dipartimento federale degli affari esteri (Dfae) Livia Leu, dal capo di Fedpol Nicoletta Della Valle e dal nuovo capo del Servizio delle attività informative (Sic) Christian Dussey.

DelSic e Gruppo Sicurezza si sono riuniti a due riprese prima dell’inizio della guerra in Ucraina il 24 febbraio. Hanno analizzato la situazione, senza però informare il Consiglio federale. I due gremi pertanto sono responsabili del fatto che il governo fosse "talmente impreparato alla crisi", scrive la Delegazione nella lettera datata 4 aprile. Per svolgere il suo lavoro come organo preparatorio, la DelSic ha fatto affidamento sul Gruppo Sicurezza. Questo però non ha raggiunto i suoi obiettivi, afferma l’organo di vigilanza parlamentare. La Segreteria di Stato per l’economia (Seco), responsabile delle sanzioni, non è stata coinvolta; lo stesso discorso vale per la Segreteria di Stato per la migrazione (Sem), per quanto riguarda la questione dei rifugiati.

E l’esercito?

La DelCg poi commenta l’assenza del capo dell’esercito, Thomas Süssli, o di altri alti ufficiali alle riunioni del Gruppo Sicurezza. Lo fa con toni sarcastici: "A quanto pare, nel Dipartimento della difesa e nel Consiglio federale prevale l’opinione che la questione della guerra in Ucraina non riguarda l’esercito". Dopotutto, la guerra in Ucraina è il più grande conflitto militare in Europa dalla Seconda guerra mondiale.

I parlamentari giudicano perlomeno carente la capacità di valutare le conseguenze dirette della guerra, in particolare per quanto attiene alle sanzioni economiche, che per estensione non hanno precedenti, e il flusso di profughi. Non è la prima volta che la DelCg critica il governo: negli ultimi tempi rimproveri sono stati formulati per il ciberattacco alla Ruag nel 2016, per il caso Crypto e, più recentemente, per la presa del potere da parte dei talebani in Afghanistan.

Rimediare entro fine anno

Altro punto dolente: il gruppo di coordinamento interdipartimentale per l’Ucraina istituito dal Consiglio federale l’11 marzo. I parlamentari giudicano sbagliata la sua composizione. Non dovrebbero essere i segretari generali dei vari dipartimenti a prendervi parte, bensì i responsabili degli uffici federali competenti per la politica di sicurezza. La DelCg si attende ora che il Consiglio federale si doti il più rapidamente possibile degli organismi adeguati per gestire la politica di sicurezza e che ponga rimedio, entro la fine dell’anno, alle lacune emerse.

Della DelCg fanno parte tre membri ciascuno del Consiglio nazionale e del Consiglio degli Stati. La Delegazione esercita l’alta vigilanza delle attività concernenti la protezione dello Stato e i servizi d’informazione. In altre parole: sorveglia l’operato del Consiglio federale e di altri organi della Confederazione per tutto quanto ha a che vedere con la sicurezza interna ed esterna.

Contattata per un parere, la sua presidente Maya Graf (Verdi/Bl), ha risposto per iscritto di non voler commentare il contenuto di lettere riservate indirizzate al Consiglio federale. La ‘senatrice’ si dice dispiaciuta che la missiva sia finita ai media.

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