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La visita di Stato di due anni fa a Pechino (Keystone)
Svizzera
05.09.18 - 17:460

Un giornalista di Le Temps non è gradito a Pechino

L'ambasciata cinese in Svizzera ha rifiutato il visto a un giornalista accreditato per coprire la visita, in corso da oggi, del consigliere federale Schneider-Ammann

A un giornalista di Le Temps è stato rifiutato il visto per coprire la visita in Cina del consigliere federale Johann Schneider-Ammann da oggi a domenica. Il quotidiano romando deplora la mancanza di sostegno da parte delle autorità federali di fronte all'intransigenza di Pechino.

"È in effetti deprecabile il fatto che l'ambasciata di Cina operi una tale selezione. Ma è ancor più incomprensibile che le autorità svizzere convalidino un tale procedimento con il quale si accetta che un altro Stato decida quali media svizzeri possano accompagnare il ministro in visita all'estero nel quadro di una delegazione ufficiale", scrive Le Temps a pagina 15 della sua edizione odierna.

Il giornalista che avrebbe dovuto essere del viaggio assieme a rappresentanti degli ambienti economici e scientifici, Frédéric Koller, uno specialista dell'Asia, ha confermato a Keystone-Ats la sua esclusione. Contattati, i servizi di Johann Schneider-Ammann respingono al mittente le accuse di non aver voluto sostenere la richiesta del giornalista.

"Su nostra richiesta, il Dipartimento federale degli affari esteri (Dfae), ha effettuato un passo presso l'ambasciata di Cina in Svizzera per ottenere spiegazioni e chiedere che il giornalista in questione possa ottenere l'accreditamento", ha spiegato il portavoce del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (Defr) Erik Reumann. "Purtroppo ciò non ha prodotto l'effetto sperato."

Il Dipartimento dell'economia "si dice dispiaciuto"

Cinque giornalisti faranno parte del viaggio, tra cui un Romando, ha aggiunto Reumann, dicendosi "dispiaciuto" che Frédéric Koller, "specialista riconosciuto della Cina", non possa parteciparvi. "Si tratta di una visita importante e sarà coperta comunque" da altri giornalisti.

Quanto a Koller, egli ha affermato di non sapere il motivo per il quale il visto gli è stato negato. "Un portavoce di Johann Schneider-Ammann mi ha annunciato a inizio agosto che l'ambasciata di Cina ha fatto sapere che un visto non mi sarebbe stato accordato", ha detto Koller. Ha poi tentato a più riprese di ottenere spiegazioni da parte dell'ambasciata cinese, ma senza successo.

Koller ha precisato di coprire l'attualità cinese da oltre 20 anni senza aver mai avuto problemi fino ad oggi. L'anno scorso, però, l'ambasciata di Cina aveva già respinto una richiesta per l'ottenimento di un visto inoltrata da Le Temps per poter seguire il Congresso del Partito comunista cinese.

Impressum "scandalizzato"

In una nota odierna, l'associazione dei giornalisti Impressum si è detta scandalizzata dall'atteggiamento dell'ambasciata di Cina. "Impressum ha denunciato fermamente la presa in ostaggio di un media la cui serietà e qualità sono riconosciute internazionalmente. (...) Pechino deve essere consapevole che i giornalisti svizzeri non sono marionette. Berna deve intervenire e non semplicemente prestare giuramento di fedeltà a un suo partner economico."

Contattata da Keystone-Ats, l'ambasciata di Cina a Berna ha risposto per e-mail di non avere informazioni da fornire su questa vicenda.d

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