laRegione
22.05.22 - 22:41

Verstappen e una serenità figlia (anche) della cura dei dettagli

Con la doppietta in Spagna le Red Bull hanno ripreso il comando del Mondiale ai danni di una Ferrari che ha tradito Leclerc sul più bello

di Paolo Spalluto
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Un mondiale con 22 gare non può dirsi certo concluso o deciso a maggio. Lo sappiamo bene e ancora meglio se lo dicono Verstappen e Leclerc con due sentimenti diversi, se non opposti. Il campione del mondo in carica si sente in splendida forma e corre su una monoposto che ieri a Montmeló non era la migliore, ma quella che ancora una volta non ha avuto sbavature. Max è molto maturato, avere il titolo mondiale cucito addosso gli dona una serenità che prima non aveva di certo. Inoltre può contare su un vero genio come Adrian Newey, direttore tecnico della Red Bull. Ogni gara, ogni singolo attimo cerca sempre il piccolo miglioramento, il pezzo da sistemare, la performance da far crescere. Il vero distacco a nostro parere con Ferrari risiede qui: la Rossa è forte, ma non oltre al pilota non ha un tecnico di pari valore. Ed è la storia delle corse a dirlo.

Al giro 28 tutto cambia, anche nelle classifiche

Proviamo a riavvolgere il nastro della corsa: il giro è il numero 28, Charles Leclerc è in testa in modo chiaro, lo ha già fatto il sabato, con un giro magistrale preso alla fine, al volo, con coraggio (pole position). Il motore ha un problema, ritiro, tutto cambia. Verstappen vince, Perez secondo, Russell terzo. Il sorpasso è doppio sia nella classifica piloti, sia in quella costruttori. Per la Ferrari l’ombra di un declino parziale, per la Red Bull la certezza di una ripresa costante con l’ingormbrante ombra della Mercedes-Benz in arrivo. Binotto sbaglia di grosso nel considerare il team campione del mondo a sette decimi di ritardo a ogni giro, i cromosomi di Wolff e compagni sono quelli dei lottatori di lungo corso, la monoposto migliora e Russell ne è un interprete formidabile allo stato di forma attuale. A preoccupare semmai è Hamilton che non trova ancora il setting a lui gradito per condurre la sua macchina al meglio. È certamente migliorato e dopo il contatto di ieri con Magnussen il suo box lo ha convinto a restare in auto e lui ha finalmente tirato fuori carattere e talento, issandosi al quinto posto.

Il duello duro e corretto tra Russell e Verstappen è parte di quel pane di cui la F1 oggi gode, con impennate di ascolti e presenze sui circuiti che parevano merce di anni dimenticati. Un poco il Covid e molto Netflix, i due elementi uniti a una ritrovata battaglia in pista stanno dando a questo Mondiale una buona ragione per essere seguito con passione. Quanto a Perez, è stato estremamente corretto nel concedere la posizione al suo capitano, in questa fase della stagione mettere fieno in cascina è determinante.

Molto bene Bottas che conferma la sua ottava posizione nel Mondiale piloti e il quinto dell’Alfa Romeo-Sauber in quello costruttori. Qualcosa che porta serenità, motivazione e spinta in quel di Hinwil, anche se bisogna dire che Zhou non sta dando i risultati che la prima gara aveva lasciato un poco sperare. La spiegazione dell’ulteriore ritiro è anche racchiusa nelle parole di Vasseur su Bottas e va al di là degli aspetti prettamente sportivi: «la capacità di proteggere sempre la monoposto non sbagliando mai o mettendola sotto inutile rischio è la caratteristica che ammiro più di Valtteri».

La prova opaca di Sainz costa caro alla Ferrari

Per finire è purtroppo tempo di parlare di Carlos Sainz e della sua vita in Ferrari, che ha preso una piega molto pericolosa per lui che in genere mai si è lamentato. La lapidaria frase «io non mi trovo su questa monoposto» è allo stesso tempo dolorosa e disarmante. Lo spagnolo correva davanti al suo pubblico e che la Rossa possa andare forte glielo conferma il compagno sia in prova sia in gara. E pure i pacchetti di miglioramento sembrano aver in buona sostanza funzionato. Incolpevole in alcune gare ma opaco e arrendevole ieri, costa caro alla Ferrari, in quanto l’1-2 ricevuto nel Costruttori dalla Red Bull è un colpo forte alla classifica. Ha sbagliato la partenza, poi ghiaia e quindi parziale recupero. Troppo poco per un team che vuole giocarsi il Mondiale e anche questo è una differenza con il binomio Verstappen-Perez. Bisogna essere chiari: il Mondiale si vince nei dettagli e questi sono i punti che alla fine faranno la differenza.

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