CALCIO

O arrivano i soldi, o per il Chiasso non c’è più speranza

Il commissario Guido Turati ha presentato il suo rapporto in Pretura e a giorni (ore?) i dirigenti rossoblù dovrebbero essere convocati

23 gennaio 2023
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O ci saranno i soldi sul conto, oppure calerà il sipario sulla più che centenaria storia dell’Fc Chiasso. Alternative, a questo punto, non ce ne sono. Il tempo è finito e con esso anche quello da dedicare a speculazioni e ipotesi. Serve solo il bonifico che attesti che quanto meno i costi correnti sono stati coperti. Si parla, in pratica, di stipendi e oneri sociali di calciatori e collaboratori e dello stadio, anche se non sono noti i termini con cui il Comune di Chiasso ha concesso ancora l’uso del Riva IV alla società rossoblù dopo la disdetta della convenzione.

Il commissario Guido Turati altro non può dire: sul conto devono esserci quei soldi, per far continuare la storia. Altrimenti questa volta sarà davvero game over. «Stamattina ho presentato il mio rapporto in Pretura», spiega Turati, che non può dire che cosa ci sia scritto in quelle pagine. La procedura vuole che il Pretore ora convochi un’udienza dove verrà discusso il rapporto stesso.

Interpellata in mattinata, la stessa Pretura aveva detto che oggi non ci sarebbero state dichiarazioni relative al Chiasso, rimandando a domani. Fra poche ore, ci sarà qualcosa di ufficiale, ma l’impressione era subito stata quella che non si attendeva così presto l’eventuale fallimento. Le parole di Turati lo confermano. Probabilmente sarà comunicata la data dell’udienza, che stando a quanto riportato dal Commissario, sarà comunque nel corso di questa settimana.

Al di là di ciò che ci sarà nel rapporto di Turati, ci dovranno essere dei soldi. «Dipende tutto dalla concretezza degli investitori», aggiunge infatti. Non c’è più tempo. Le promesse sono state fatte, ma adesso non valgono più. «Quello del Chiasso è un fallimento differito. Le condizioni per non arrivare al fallimento sono che la situazione non peggiori. Per far sì che ciò non avvenga, vanno coperti i costi correnti e i debiti del passato. Se per il passato non è necessario che ci siano i soldi sul conto domani mattina, per i costi del momento è diverso». Insomma, i termini sono perentori. Il Chiasso ha ancora qualche giorno, qualche ora. La palla, in senso mica tanto metaforico, è solo nei piedi della American Sport Asset Company Limited, nuova proprietaria dei rossoblù. «Ho avuto a che fare con i nuovi proprietari. Che impressione mi hanno fatto? Non ha importanza. Miozzari e Bignotti stanno facendo il possibile. Ma ora è solo questione di avere o no i soldi sul conto».

Le azioni sono passate in mano al gruppo spagnolo che si appoggia a un gruppo di investimento americano il 4 gennaio. Le premesse e le parole erano positive, si diceva di un progetto importante anche dal punto di vista sportivo. Per tutti, si era vicini alla fine dell’incubo. I nuovi proprietari erano stati anche al Riva IV, per incontrare i calciatori, prima tutti insieme poi a uno a uno. Avevano detto che i soldi sarebbero arrivati. Così non è stato. Tanto che lo scorso weekend i calciatori hanno deciso di non giocare in amichevole col Bellinzona, temendo infortuni. Dopo tante speranze, la situazione per il gruppo di giocatori è precipitata alcuni giorni fa. Da mesi non vedono stipendi, sono stati sinora encomiabili nel metterci impegno e nell’ottenere anche ottimi risultati. Ma adesso la preoccupazione è alle stelle e il morale precipita. Lunedì pomeriggio il gruppo si è riunito allo stadio e ha fatto allenamento, però non è stato comunicato nulla. Nessuna novità, solo silenzio.

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