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01.09.22 - 21:48
Aggiornamento: 22:14

‘Vedo Lugano come un passo avanti per la mia carriera’

Renato Steffen, nuovo giocatore dell’Fc Lugano: ‘Con il mister intravedo molte similitudini. Ci intenderemo a meraviglia’

di Daniele Neri
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Alle nostre latitudini calcistiche, colpi di mercato come l’ultimo effettuato dall’Fc Lugano, con l’arrivo del nazionale svizzero Renato Steffen, sono merce rarissima, anzi quasi impossibile. Invece, a inizio settimana, il 30enne attaccante del Wolfsburg è approdato alla corte di Mattia Croci-Torti, assolvendo da martedì con i nuovi compagni tutte le sedute d’allenamento.

Renato Steffen, come mai la scelta di cambiare squadra è caduta sul Lugano?

«Il mio desiderio era quello di poter tornare a giocare con una certa continuità. Quando mi è stata proposta questa possibilità l’ho trovata molto interessante, ho parlato con i dirigenti del Lugano e con l’allenatore. Mi sono sentito anche con l’allenatore della Nazionale Murat Yakin, con il quale negli ultimi anni mi sono sempre confidato per renderlo partecipe delle mie decisioni. E "Muri" ha caldeggiato il trasferimento. Sono molto motivato e, non lo nascondo, cercherò anche di accompagnare i giovani che sono in squadra e di diventare un punto di riferimento. Sono felice di poter continuare la mia carriera qui a Lugano. Non è un passo indietro, ma uno stimolante passo in avanti».

Preferisci giocare sulla fascia destra o sinistra?

«Per me è indifferente. Chiaro, mi vedo personalmente più giostrare sulla parte destra, tuttavia negli ultimi anni ho occupato in campo molte posizioni. Sono polivalente, ma le mie capacità le posso mettere in risalto soprattutto sulla destra».

Qualcosa che prima della firma ti legava al nostro Cantone?

«Con i miei genitori, da bambino, spesso venivamo in vacanza in Ticino. Avevo degli ottimi ricordi, chiaro non c’è nulla che li colleghi al calcio, ma sono pronto a unire la mia nuova esperienza a quelle fatte da ragazzo. Poi si torna volentieri nei posti visitati da piccoli. Infine, non nascondo che il sole mi piaceva tanto, quindi è bello poterlo aver tutti i giorni...».

Negli ultimi tempi hai seguito il campionato svizzero e cosa sai del Lugano attuale?

«Chiaro che ho seguito la Super League. So che il Lugano è una squadra giovane, ma con anche giocatori esperti. Mi piace molto come l’allenatore durante gli allenamenti coinvolge i più giovani, lui vuole dare la sua impronta a questa squadra».

Come sono state le tue ultime settimane a Wolfsburg?

«Era tutto normale dal lunedì al sabato, mi sono sempre allenato con la squadra, ma poi non venivo convocato. Però ho potuto giocare molte partite d’allenamento. Il ritmo partita mi manca un po’, però fisicamente mi sento molto bene, in questi giorni ho lavorato con molta intensità. Il ritmo partita si acquisisce giocando, vediamo ancora questi due ultimi allenamenti, poi valuteremo con il Mister se sarò pronto per scendere in campo».

Si vocifera che tra un anno potresti andare a giocare a Chicago, d’altra parte però si dice anche che stai cercando casa a Lugano...

«Ho firmato un contratto per 3 anni. È la prima volta che sento queste voci. Posso confermare che sto cercando casa per far arrivare la mia famiglia a Lugano. Loro mi mancano tanto, quindi le voci sono infondate».

Che giocatore sei nello spogliatoio?

«Inizialmente preferisco osservare, per capire i meccanismi della squadra. Poi mi piace intervenire. Il focus è la squadra, anche se ogni tanto mi piace scherzare. Sono un tipo molto socievole».

Come sei cresciuto in questi anni trascorsi nella Bundesliga?

«Penso che l’esperienza in Germania mi abbia fatto crescere come persona. Una volta potevo anche considerarmi un po’ "pazzerello", poi però mi sono accorto che per arrivare devi lavorare ogni giorno al 100%. Non puoi mai mollare, o pensare di vivere sugli allori. La Bundesliga non regala niente».

Conoscevi gia l’allenatore del Lugano? Qual è stato il tuo approccio con lui?

«Non lo conoscevo. Penso non sia un fatto negativo, così non si parte con eventuali pregiudizi. Lui porta molte emozioni nel campo, quindi sotto questo aspetto mi assomiglia. Vive tutto sul campo, soprattutto riesce a motivare molto bene la squadra, con tanta energia. È contento perché grazie alle nostre caratteristiche sarà possibile instaurare una proficua intesa».

Come mai non sei presente su i social?

«Cinque anni fa sono stato attaccato personalmente, compresa la mia famiglia in modo molto duro. Ho quindi deciso di chiudere con i social. Ogni tanto mi tiene informata mia moglie, ma ribadisco, tutto il tempo che si passa con i telefonini preferisco dedicarlo alla mia famiglia».

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