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23.06.22 - 17:25
Aggiornamento: 17:46

Roman Hangarter e Mijat Maric, nuovi acquisti del Team Ticino

Lo zurighese prenderà il posto di Immersi quale responsabile tecnico, mentre l’ex difensore bianconero rivestirà il ruolo di talent manager

Il Team Ticino svolta. Nel corso dell’ultima riunione, il comitato dell’associazione ha deciso le nomine di Roman Hangarter quale nuovo responsabile tecnico e di Mijat Maric quale talent manager, un ruolo che l’ex difensore ricoprirà sia per il Team Ticino, sia per la U21, dall’anno prossimo denominata Lugano II. Alla conferenza stampa nella quale è stato presentato il sostituto di Massimo Immersi (dal 1° luglio alle dipendenze dell’Asf), era presente anche Michele Campana, presidente del Team Ticino, il quale, dopo aver ringraziato "Imme" per il lavoro svolto, ha spiegato le motivazioni alla base della scelta di Hangarter, dall’inizio dell’anno responsabile pure dell’Academy del Lugano… «Una funzione, quella che si appresta ad assumere, che non entra in conflitto con il lavoro svolto per l’Academy: lo scopo rimane la formazione di giovani talenti in Ticino. Quando Immersi ha annunciato la sua partenza, in seno al comitato abbiamo discusso per trovare la migliore soluzione a favore dei nostri ragazzi. Dopo un paio di settimane di ragionamenti vari, ci siamo trovati d’accordo sul fatto che sarebbe stato inutile andare a cercare altrove ciò di cui già disponiamo in casa. Con investimenti maggiori rispetto al passato, si intende aumentare il livello di professionalizzazione, creando piani di carriera e sostenendo i ragazzi nelle scelte. Nel passato, in Ticino abbiamo avuto tante partenze di ragazzi in età precoce, un esempio su tutti quello di Allan Arrigoni che proprio in questi giorni ha deciso di tornare dopo alcuni anni trascorsi nel Grasshopper. In futuro si vorrebbe che questi talenti possano fare il loro percorso di formazione interamente in Ticino».

E proprio in quest’ottica è da leggere l’altra novità di giornata, l’ingaggio di Mijat Maric in qualità di talent manager. Ruolo che con lo scouting non ha nulla a che vedere… «Penso che la scelta di Mijat sia stata logica – ha precisato Hangarter –. Quando a disposizione si può avere un giocatore di grande esperienza che ha frequentato i campionati della Super League, del Belgio e dell’Italia, è logico fare in modo che possa continuare a lavorare nel mondo del calcio, con particolare attenzione alla formazione. Come Team Ticino seguiamo la filosofia Asf che pone grande importanza su questo ruolo. In Svizzera siamo all’avanguardia quanto a formazione, in ogni partenariato c’è una persona che si occupa personalmente della crescita dei potenziali talenti. Il suo profilo umano e il suo enorme bagaglio di conoscenze ne fanno l’uomo giusto per ricoprire un incarico che abbraccia molti ambiti. Il talent manager avrà il compito di seguire e sostenere i giovani talenti nel percorso di avvicinamento al calcio d’élite: si occuperà di vari aspetti assicurandosi che ricevano tutto ciò di cui hanno bisogno per crescere come professionisti. Potrà svolgere allenamenti personalizzati, fare video-analisi in collaborazione con lo staff, cercare di affrontare eventuali criticità e potrà avvalersi dell’aiuto di psicologi e altri specialisti».

Per quanto riguarda la seconda squadra del Lugano (l’ex U21), è confermata la conduzione tecnica di Ludovico Moresi e Dario Rota… «La firma non è ancora stata messa nero su bianco, ma la stretta di mano c’è stata, per cui è soltanto questione di tempo – ha precisato Hangarter –. La squadra si chiamerà Lugano II e non più U21: noi cerchiamo di fornire ai migliori giocatori ticinesi uno sbocco di carriera, ma per avere successo occorrono, assieme ai giovani talenti, anche alcuni elementi di esperienza. Il regolamento ci permetterà di avere in campo tre fuori-quota e saranno elementi molto importanti per la buona riuscita del progetto».

Sul piatto del Team Ticino e del Lugano II, la sempre delicata problematica legata alla collaborazione all’interno della piramide calcistica ticinese venutasi a creare, con il Lugano in Super League, il Bellinzona in Challenge e il Chiasso in Promotion… «È vero, esiste una piramide che molti definiscono perfetta, ma non scordiamo che due anni fa il Chiasso era in Challenge e il Bellinzona in Promotion – ha sottolineato Campana –. Quella ticinese rimane una piramide a geometria variabile e siamo pure consci del fatto che le società anonime passano volentieri di mano, ragion per cui i nuovi proprietari potrebbero avere obiettivi diversi, in particolare sulla formazione. Ciò che posso dire è che su un territorio piccolo come quello ticinese, con tre squadre partner del Team Ticino la collaborazione va sempre cercata, in modo da fare l’interesse della formazione del giovane. È fondamentale coprire tutto il territorio e individuare quelle che possono essere le migliori soluzioni del momento. In comitato siamo giunti alla convinzione che la priorità numero uno sia quella di rivedere la convenzione tra le squadre, per avere regole più chiare sulla gestione di un giovane quando questo passa da un club all’altro, in modo che ogni società abbia rispetto delle altre, anche a livello economico. Si tratta di un discorso complicato, anche perché non è per nulla facile trovare, proprio a livello di diritto sportivo, una convenzione il più possibile equilibrata. Tuttavia è un lavoro che vogliamo intraprendere subito, in quanto crediamo sia la base per avere rapporti costruttivi e tranquilli nei prossimi anni».

Il lato sportivo della questione lo ha affrontato Roman Hangarter… «In primo luogo, felicitazioni a Bellinzona, Paradiso e anche Locarno per le rispettive promozioni. Per la crescita dei giovani è molto importante avere partenariati con società nelle diverse categorie. Siccome la formazione rappresenta una piramide, con la base più stretta man mano che si sale, avremo sempre ragazzi che non riusciranno a compiere il salto da una categoria più bassa a una più alta. Il fatto di collaborare con più club, garantisce la possibilità per i giovani di trovare uno sbocco che permetta loro di completare il processo di crescita e maturazione. Occorre però pianificare e strutturare il tutto, in collaborazione con la gestione del team, in modo tale da trovare la soluzione migliore per il ragazzo».

Le ultime parole spettano a Michele Campana… «A inizio luglio abbiamo in calendario un’assemblea del Team Ticino in quanto, secondo gli statuti, per le società affiliate il numero dei membri in comitato dipende dalla categoria nella quale milita la prima squadra. Ciò significa che il Bellinzona avrà il diritto di nominare un terzo membro di comitato al fianco di Luca Zorzi e Flavio Facchin, mentre per ovvie ragioni andrà sostituito pure Roman Hangarter, in quanto nuovo responsabile tecnico. Per ora non faccio il nome del quarto membro bianconero, in quanto il diretto interessato non è ancora stato messo al corrente…»

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