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22.08.22 - 08:30
Aggiornamento: 14:57

Mijat Maric: ‘Metto a disposizione la mia esperienza’

L’ex bandiera bianconera svolge da un paio di mesi un nuovo lavoro nei settori giovanili

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Dopo trent’anni di calcio giocato - una ventina dei quali da professionista - non dev’essere evidente ricoprire di colpo un nuovo ruolo, benché si tratti comunque di qualcosa che ancora riguarda il mondo del pallone. Parliamo della condizione in cui si trova da un paio di mesi Mijat Maric, che dopo la conquista della Coppa Svizzera con la maglia del Lugano la scorsa primavera ha deciso, a 38 anni, di chiudere il capitolo della sua vita relativo all’agonismo per aprire quello che lo vede nelle vesti di talent manager, compito che svolge sia per il Fc Lugano sia per il Team Ticino. «Certo, è abbastanza strano ritrovarsi a fare altro, dopo così tanti anni trascorsi da calciatore», mi conferma l’ex difensore, che incontro in tribuna in occasione di un’amichevole dell’U21 bianconera. «La routine quotidiana è del tutto diversa e devo ancora abituarmici. Per il momento, più ch altro, osservo e faccio domande. Per me è un nuovo inizio e sono molto curioso. I primi tempi, ne sono consapevole, non sarà facile. Sono da sempre in questo mondo, ma certe cose devo ancora scoprirle. Lo trovo comunque molto stimolante». Più nel dettaglio, di cosa ti occupi oggi? «Seguo i ragazzi con maggior talento nel loro percorso di crescita, che nei casi più fortunati condurrà alla prima squadra. Con Roman Hangartner e Marco Padalino, aiuto i ragazzi dentro e fuori dal campo, dando loro tutto ciò di cui necessitano per diventare professionisti».

Una bella fortuna, per i giovani in questione, poter contare su uomini e atleti d’esperienza come Maric, che prima di tornare a vestire la maglia bianconera - 4 anni fa - aveva giocato quasi un decennio nel campionato belga. Che bilancio puoi trarre, dopo le prime settimane? «Finora sono molto contento, la comunicazione funziona bene. Il mio è un lavoro da svolgere sia sul campo sia fuori. Vedo che i ragazzi sono ben disposti a ricevere consigli e molto aperti ai cambiamenti, alle situazioni nuove. Io sono a loro disposizione, non voglio imporre nulla. Se qualcuno ha bisogno di suggerimenti, io sono qui, sia per indicazioni tecniche - magari per fare allenamenti mirati - sia per dare consigli in generale, o per fare due chiacchiere e rassicurare i ragazzi, se qualcosa li preoccupa». Quanto ti manca il campo? «Sono molto occupato, non ci penso molto, ma quando vado alle partite ovviamente sento la mancanza del campo e mi viene voglia di dare due calci al pallone». Sempre allenatissimo, scommetto. «Certo, quest’estate ho provato a fare un break, ma a star fermo non ce l’ho fatta, e così ho subito ripreso a correre e a giocare a tennis».

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