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Nella foto di Super League spicca il sorriso del Lugano

Angelo Renzetti: ‘Contento per i valori acquisiti da questo gruppo, in grado di andare oltre la salvezza’. Dal mercato attesa una punta e un laterale

(Angelo Renzetti e capitan Sabbatini, due simboli di questo Lugano)
27 dicembre 2020
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Al giro di boa, che tale proprio non è (con 22 partite su 36 il segmento inverno-primavera sarà molto più lungo di quello estate-autunno), sulla fotografia di Natale del campionato di Super League spicca il sorriso di un Lugano attualmente in quinta posizione, ma potenzialmente tre lunghezze alle spalle della capolista Young Boys, perché i bianconeri di partite ne hanno disputate 12 e non 14 o 13 come le altre. La striscia di diciotto risultati utili (contando gli ultimi della passata stagione) si è conclusa il 13 dicembre a Cornaredo contro lo Zurigo, ma quello è stato l’unico passo falso di una squadra che ha raggiunto un altissimo grado di consapevolezza e che possiede tutto il potenziale necessario per andare ben oltre l’obiettivo principale chiamato salvezza. Angelo Renzetti, ovviamente, è un presidente felice, ma prima di affrontare con lui il consuntivo di questa prima parte di stagione, iniziamo dalla fine, dalla notizia che Maurizio Jacobacci è stato scelto quale finalista per il titolo di “miglior allenatore dell'anno” in Super League… «È una bella soddisfazione, per lui e per tutta la società. Significa che siamo stati in grado – al di là della scelta effettuata sul suo nome, scelta rivelatasi un grande affare sia per noi, sia per lui – di metterlo nelle condizioni ideali per raggiungere questi risultati. Gli abbiamo fornito gli strumenti giusti».

Al momento del suo arrivo in sostituzione di Fabio Celestini, più di un tifoso aveva arricciato il naso. E invece, in Maurizio Jacobacci il presidente aveva visto qualcosa che ai più era sfuggito… «Sicuri, non lo si può mai essere. Sapevo che si trattava di un tecnico dedito al lavoro, che conosceva molto bene il campionato e aveva un forte spirito di rivalsa. Da parte nostra, ero convinto che gli avremmo offerto uno staff tecnico all’altezza dal quale sarebbe stato ulteriormente aiutato. Ma quando si ingaggia un allenatore, così come un giocatore, non si può mai essere certi della piega degli eventi».

Adesso bisognerà chinarsi sul capitolo relativo al rinnovo del contratto… «Avremo tutto il tempo di intavolare le discussioni nel corso dei prossimi mesi. C’è fiducia reciproca sulla possibilità di trovare un’intesa. Se poi questa intesa non la si raggiungesse, non sarebbe per cattiva volontà, ma per l’interessamento di altri club con i quali il Lugano non può entrare in competizione finanziaria. Se così dovesse essere, a noi rimarrebbe l’orgoglio di vedere un tecnico al quale abbiamo garantito la possibilità di mettersi in mostra, strappare un contratto importante e sublimare in tal modo la sua carriera. Non saremmo certo noi a impedire a un allenatore di accasarsi in una squadra più importante della nostra, magari all’estero».

Mercato, un laterale e una punta

Il nodo del contratto di Jacobacci andrà sciolto nel corso dei mesi a venire, ma alla porta sta già bussando la sessione invernale di mercato… «L’idea è di trovare un laterale basso di destra, in modo da avere una reale alternativa a Lavanchy. Siccome conosciamo Lucky Opara (il 21.enne nigeriano era già stato a Cornaredo nell’ultimo “off season, ndr) stiamo facendo il possibile per concludere il trasferimento dallo Spartaks Jurmala, massima divisione lettone. Vorremmo inoltre risolvere la situazione di Odgaard, in prestito dal Sassuolo. Purtroppo, il ragazzo ha reso al di sotto delle aspettative. Forse avrebbe bisogno di più tempo, ma ora come ora a noi servono certezze sottoporta, per cui stiamo discutendo con il Sassuolo, con il quale è sotto contratto, per vedere se è possibile trovargli una nuova sistemazione. Stiamo altresì trattando un attaccante che a nostro modo di vedere offre un buon rapporto qualità-prezzo. Il ragazzo è però richiesto anche da altre società, per cui dovremo attendere per capire come si svilupperà la situazione».

Pure Noam Baumann è sul mercato. O meglio, sono giunte alcune richieste per il 24.enne portiere, non da ultimo dal campionato scozzese… «Questo tipo di trattative lo portano avanti i procuratori interessati. A noi non è pervenuta alcuna offerta certa, ma alcuni sondaggi per ottenere informazioni sul ragazzo, quelli sì. Nel ruolo di portiere siamo comunque coperti con Osigwe, ma nel caso in cui Baumann dovesse partire, possibilità che al momento mi sembra poco probabile, ci stiamo già muovendo per parare il colpo».

Obiettivo salvezza, ma c'è anche di più

Veniamo alla prima parte della stagione, quella conclusa mercoledì con il pareggio contro il Losanna. Sulla cartolina natalizia della Super League, il sorriso bianconero è a 32 denti… «Più che per i punti conquistati, sorridiamo perché siamo ancora tutti lì in classifica. C’è stata la lunga striscia vincente, l’imbattibilità a Cornaredo, ma queste sono tutte statistiche destinate a lasciare il tempo che trovano. Per contro, ciò che mi fa immensamente piacere è la solidità della squadra, l’ambiente che si è creato, lo staff che lavora in simbiosi con l’allenatore… Questi dati di fatto rimangono nel tempo, sono i veri valori che rendono orgogliosi gli azionisti e il presidente di una società. Poi so benissimo che bastano due sconfitte consecutive per ritrovarsi in quartieri meno nobili della classifica, so che i giocatori a fine anno vengono e partono, so che occorre in primo luogo far quadrare i bilanci: ma sapere che lo spogliatoio è unito, lo staff cementato negli anni, l’allenatore candidato al riconoscimento della Swiss Football League sono aspetti capaci di lasciare il segno in chi è chiamato a tirare le fila della società. Accrescono la fiducia per ciò che ancora deve arrivare».

Come, ad esempio, le sfide di recupero contro Sion e Young Boys, in grado di proiettare la squadra al secondo posto in classifica… «L’obiettivo era rappresentato dalla salvezza, adesso ci rendiamo conto di poter ambire a qualcosa di più, ma non dobbiamo abbassare la guardia. Perché i punti non piovono giù dal cielo, bisogna conquistarli uno dopo l’altro, a partire da quelli contro vallesani e bernesi».

In questo martoriato 2020 la squadra ha mostrato di possedere una rosa all’altezza delle migliori, per quanto priva di vere stelle. Qualcosa, però, manca ancora nel reparto avanzato… «Adesso stiamo cercando di rimediare sul mercato. Ma dobbiamo ammettere che la nostra modalità di gioco non garantisce molte occasioni sul fronte d’attacco. D’altronde, non è pensabile per il Lugano avere la miglior difesa e un attacco prolifico, vorrebbe dire non essere una squadra da campionato svizzero».

Purtroppo, il pubblico ha potuto vivere questo 2020 sportivamente positivo, solo attraverso le immagini della televisione...«Ci siamo abituati, noi abbiamo disputato due Europa League senza pubblico… Scherzi a parte, dispiace, anche perché sarebbe stata l’occasione per gioire tutti assieme e, per i tifosi, di avvicinarsi ulteriormente alla società. Purtroppo, la lotta alla pandemia richiede anche questo tipo di sacrificio».

Il 2020 verrà ricordato come l’anno del Covid-19. Che ha toccato anche il calcio… «È dura essere confrontati quotidianamente con questo problema. In occasione della sconfitta con lo Zurigo avevamo fuori cinque giocatori. Noi seguiamo i protocolli alla lettera, ma ho la sensazione che non tutte le altre società facciano lo stesso. Alla fine, comunque, la regolarità del campionato credo sia garantita, perché se fosse viziata lo sarebbe per tutti, visto che non c’è praticamente squadra in grado di sfuggire a questo virus».

La pausa invernale sarà molto breve e il 4 gennaio i bianconeri riprenderanno la preparazione che li porterà al primo impegno ufficiale, previsto già il 17 gennaio nel recupero del Tourbillon contro il Sion (16.00), prima di affrontare lo Young Boys tre giorni dopo (18.00) a Cornaredo. Una volta messe in pari le partite, l’esordio nel “girone di ritorno” avverrà domenica 24 gennaio alle 16.00 alla Swissporarena di Lucerna.

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